Il mestiere del traduttore

Purtroppo il nostro mestiere oltre ad essere un mestiere di nicchia, è conosciuto con un’accezione sbagliata: il traduttore, infatti, non si limita semplicemente a trasportare un testo da una lingua ad un’altra, ma deve rispettare altri parametri che vedremo in un articolo a parte. 
Altrettanto sbagliata è la concezione che il mestiere del traduttore possa svolgerlo chiunque, per cui cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Prima di tutto è necessario fare una distinzione tra TRADUTTORI ed INTERPRETI. I primi lavorano su testi scritti, i secondi invece si occupano della comunicazione orale (in occasione ad esempio di conferenze, fiere, convegni). Il traduttore può anche essere interprete, ma non è obbligatorio; io, infatti, non mi occupo di interpretariato. 

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Traduzione e scrittura creativa, due mondi intrecciati

Il mondo della scrittura creativa e quello della traduzione sono profondamente vincolati.
Basti pensare alla semplice traduzione di romanzi, o anche all’adattamento di film e telefilm.

Analizziamo alcuni punti d’interesse che sorgono da questo “vincolo”.

Strategia traduttiva di tipo straniante vs addomesticante

Una problematica molto importante è come tradurre elementi di altre culture.
Nello specifico, gli elementi culturospecifici, ovvero quei termini che fanno riferimento a un qualcosa di strettamente connesso alla cultura straniera, danno spesso aria a dibattiti.
Questi elementi pongono una grossa sfida traduttiva in quanto, spesso e volentieri, se lasciati intatti, non permettono al pubblico della cultura di arrivo di comprenderne il senso, rischiando quindi di stranirlo (ciò che si definisce strategia traduttiva di tipo straniante).

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