L’orchidea Phalaenopsis – Origini, curiosità e  trucchi per tenerla in salute

Uno dei motivi per cui amo la primavera è senz’altro assistere alla fioritura di piante e alberi, un vero e proprio spettacolo della natura!
È molto emozionante veder rinascere ciò che sembra ormai sterile, secco, senza vita. La pianta che preferisco e che mi da più soddisfazione è l’orchidea Phalaenopsis. Ecco di seguito alcune curiosità.

Il nome di questa pianta meravigliosa trae origini dal greco antico, ed è frutto della fusione delle parole falaina (falena) e opsis (dall’aspetto di) e sta proprio ad indicare la somiglianza dei fiori alla forma delle falene. Questo tipo di pianta è epifite, cioè in natura cresce generalmente sulla corteccia degli alberi.

Tranquilli, non è necessario avere un albero per poterle coltivare a casa 🙂 ma, per ricreare quel tipo di habitat, sono necessari pochi e piccoli accorgimenti. La Phalaenopsis ama crescere a contatto della intensa luce del sole, ma schermata. È quindi consigliabile porre il vaso vicino a una finestra, magari con i vetri opachi o protetti da una tendina. Proprio perché le radici amano essere esposte alla luce solare, è opportuno servirsi di un vaso trasparente (ciò è utile anche per osservarne il colore, che è un buon indice dello stato di salute della nostra pianta).

Le radici sono molto sensibili ai ristagni d’acqua, per cui è consigliabile annaffiare la pianta con moderazione utilizzando un nebulizzatore o, meglio ancora, versare l’acqua di irrigazione direttamente nel sottovaso. In questo modo, la pianta potrà assorbire l’acqua poco alla volta  secondo la propria necessità, evitando eccessi.

Tra i piccoli trucchi casalinghi che possiamo utilizzare per favorirne la fioritura, i più efficaci sono concimare la pianta con bucce di banana oppure lasciare in infusione nell’acqua di irrigazione dei fondi di caffè. Ancora, possiamo sciogliere nell’acqua di irrigazione del miele: secondo il biochimico Brandon Moore della  Clemson University del South Carolina gli zuccheri non sono utili alla pianta solo come nutrienti, ma  sono coinvolti nel suo processo di sviluppo e di riproduzione cellulare.

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Autore: Emanuela Notarangelo

Ciao! Sono Emanuela, sono una persona empatica e curiosa, a cui piace guardare oltre ciò che appare e lasciarsi stupire dalle piccole cose. Amo scrivere di ciò che mi colpisce o mi tocca particolarmente.

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