Il Cristallo di Giada di Maria Rubino: il fantasy che comincia come una fuga e diventa una scelta

Il Cristallo di Giada, romanzo fantasy inedito di Maria Rubino, è una storia che all’inizio sembra voler portare il lettore in una direzione molto precisa, per poi sorprenderlo con un’evoluzione più intima, più sentimentale e, soprattutto, più morale.

La partenza è quasi da fantasy d’avventura classico: Nastrina è una ragazza scapestrata, ladruncola, istintiva, cresciuta ai margini, abituata a rubacchiare per sopravvivere e attratta dalla magia come da una promessa di libertà. Vive in un mondo dove la magia è proibita, i demoni e le malie sono ricordati come minacce antiche, e l’ordine dei mortali si regge su una versione ufficiale della storia che puzza subito di controllo, paura e propaganda.

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Il finale di Chainsaw Man è davvero così terribile?

Chainsaw Man è finito il 24 marzo, a sette giorni esatti dal primo aprile. E io per un po’ ci ho sperato che Tatsuki Fujimoto avesse deciso di organizzare il più grande scherzo nell’intera storia dei manga. Perché quantomeno avrebbe dato un senso a quell’ultimo capitolo sbucato fuori dal nulla. Perché tutto sommato sarebbe stata una scelta in linea con la follia dell’autore. E invece no. Il primo aprile non è successo proprio nulla e neppure nei giorni successivi. Così sono stato costretto a scendere a patti con la realtà: Chainsaw Man è finito davvero nel modo più anticlimatico possibile.

Il difficile rapporto dei fan con l’autore di Chainsaw Man
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Revenge – La vendetta è un piano perfetto… finché non entra in scena l’umanità

Guardando Revenge, la prima sensazione è molto chiara: questa non è una storia di giustizia. È una storia di ossessione. E la cosa più interessante è che la serie non cerca nemmeno di nasconderlo.

Emily Thorne, che ovviamente Emily non è, perché è Amanda Clarke, non vuole “fare la cosa giusta”. Vuole distruggere e vendicare il padre. Punto. Non c’è una morale pulita, non c’è redenzione pronta dietro l’angolo. C’è una lista, ci sono dei nomi, e c’è una ragazza che ha deciso di dedicare la sua vita a cancellarli uno per uno.

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Cover Reveal: Cronache dei Mondi Connessi 2 – La vendetta dei luxcren di Alessandro Bolzani

Oggi sono felice di condividere con voi il cover reveal di un romanzo che promette di chiudere una saga fantasy ricca di tensione, mistero e crescita personale:
Cronache dei Mondi Connessi 2 – La vendetta dei luxcren di Alessandro Bolzani, pubblicato nella collana Draghi.

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Wolf Lonnie: Fighting for Truth – Recensione di Emanuela N.

Premessa: si tratta di una recensione gentilmente scritta da Emanuela, ex blogger di PdF, in onore della lettura, appena terminata, di un mio scritto ☺️

Chi mi conosce (bene), sa che sono una persona molto esigente. Ovviamente questo si estende anche ai generi di lettura e ai contenuti che vengono trattati, nonché come vengono resi e interpretati dall’autore. Penso di essere una delle lettrici più difficili da accontentare, e anche una delle più rompiscatole. Non è facile scucirmi recensioni positive, soprattutto se riguardano un genere che non è mia consuetudine leggere.

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Lisi e Sissi. Amiche per le zampe – Quando il mondo visto da quattro zampe è più chiaro del nostro

Ci sono romanzi che raccontano grandi avventure.
E poi ci sono quelli che raccontano la vita.

Lisi e Sissi. Amiche per le zampe, romanzo inedito di Maria Rubino, appartiene alla seconda categoria — e lo fa con una delicatezza rara. È un libro che non punta al sensazionalismo, ma alla verità emotiva. Una verità semplice, istintiva, che passa attraverso due voci narranti speciali: una gatta bianca altezzosa e lucidissima, e una labrador impulsiva, affettuosa e piena di energia.

La cosa che mi ha colpito più di tutto è proprio questa: il punto di vista “semplice” degli animali. Non semplicistico. Non infantile. Semplice nel senso di essenziale.

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Dandadan: quando un anime ti chiede pazienza (e poi ti ripaga)

Ci sono anime che ti prendono per mano dal primo episodio.
E poi c’è Dandadan, che invece sembra dirti:
“Se non mi capisci subito, problema tuo”.

Io, infatti, non l’avevo capito.
La prima volta avevo mollato senza troppi rimpianti.

L’impatto iniziale: fascinazione e rigetto

I primi episodi di Dandadan sono strani. Non strani nel senso “originali”, ma strani nel senso “ma perché?”.
Ti intrigano subito con un’idea potenzialmente potentissima: alieni e fantasmi esistono entrambi, e convivono nello stesso mondo narrativo senza che uno smentisca l’altro. È una premessa che promette caos controllato, collisione di immaginari, possibilità infinite.

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Il mio 2025 videoludico

Il 2025 è stato un anno interessante dal punto di vista videoludico, soprattutto perché è stato pieno di sorprese inaspettate. Mi sono divertito con giochi che dalla demo non mi erano sembrati troppo nelle mie corde, ho recuperato capolavori che avevo colpevolmente ignorato e sono rimasto affascinato da opere create senza disporre di un budget astronomico. Prima di scoprire nel dettaglio quali sono stati i titoli che mi hanno accompagnato durante gli scorsi 12 mesi, vi invito a scoprire tutte le precedenti edizioni di questa rubrica annuale: 2020 2021202220232024

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Nana (anime) – Recensione

Quest’anno ho fatto una cosa che, emotivamente, equivale a rimettersi a parlare con un ex che sai ti farà male:
ho rivisto Nana.
L’ho fatto con mia moglie, quindi con testimoni, commenti a caldo e sospiri sincronizzati. E sì: Nana resta un anime iconico, affascinante, doloroso… ma anche tremendamente imperfetto.

La storia parte benissimo.
Due ragazze, stesso nome, stesso treno, direzione Tokyo.
Sembra quasi una coincidenza romantica, e invece è una dichiarazione d’intenti.

All’inizio tutto sembra semplice:

  • Nana Komatsu (Hachi): sognatrice, emotiva, ingenua.
  • Nana Osaki: rock, cinica, apparentemente pragmatica.

Poi Nana fa quello che sa fare meglio: ti frega.

Andando avanti scopri che le etichette non reggono:

  • Hachi, quella “leggera”, diventa sempre più decisa sul suo desiderio di famiglia e stabilità.
  • Osaki, la “forte”, si rivela fragilissima, terrorizzata dall’abbandono e incapace di reggere i legami senza soffocarli.
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