I Fresno nightcrawler: un avvistamento incredibile

Nel 2007, un abitante di Fresno, in California, notò, nelle registrazioni delle videocamere di sorveglianza qualcosa di anomalo, qualcosa che non doveva esserci.
Due figure bianche, dalla forma slanciata, le movenze incerte eppure leggiadre allo stesso tempo.
Immediatamente, consegnò il video all’investigatore del paranormale Victor Camacho.

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L’affascinante mistero dei buchi neri

Disclaimer: non sono uno scienziato né niente del genere. Infatti, questo articolo non si soffermerà sugli intrighi dell’esistenza dei buchi neri, quanto più sulla loro natura da spettatore medio, affascinato, incuriosito e sconvolto dalla loro esistenza.

In astrofisica, un buco nero è una regione dello spazio dove il costrutto spazio-temporale è curvato al punto da sfuggire e, in un certo senso, “curvare” le stesse leggi della fisica.

Ma cosa vuol dire questo, nel concreto? E come si forma un buco nero?

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La sepoltura dei videogiochi Atari

Un racconto che ha dell’incredibile: nel settembre 1983, l’Alamogordo Daily News, un giornale del Nuovo Messico, dichiarò che circa venti autoarticolati avevano rovesciato in una discarica cittadina scatole, cartucce e console di magazzini Atari siti a El Paso.
Secondo gli articoli, Atari scelse tale discarica perché gli scavi erano vietata e la spazzatura sarebbe stata in seguito tritata.

Stando a dichiarazioni successive, Atari avrebbe in realtà rovesciato cartucce difettose, incuriosendo ovviamente i locali, e alimentando l’immaginario collettivo.
Venne poi colato del calcestruzzo sugli scavi.
Un lavoratore dichiarò che la ragione era la salvaguardia dei bambini.

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La Gioconda: chi è davvero la donna ritratta da Leonardo?

La donna dipinta nella Gioconda, il quadro più famoso di Leonardo da Vinci, è davvero Lisa di Antonmaria Gherardini? Può sembrare una domanda assurda, o persino provocatoria, ma in realtà non è così. Nel corso degli anni, infatti, sono state formulate varie ipotesi alternative sulla possibile identità della nobildonna ritratta dal genio toscano. Alcuni esperti ritengono che potrebbe trattarsi di Costanza d’Avalos, la figlia del conte di Monteodorisio Innico I D’Avalos, o persino di Isabella d’Aragona, la secondogenita di Alfonso II.

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Il fenomeno delle creepypasta: un nuovo tipo di folklore.

Le creepypasta sono un fenomeno molto recente e piuttosto in voga su Internet: si tratta di racconti di tv stregate, videogiochi maledetti, esperimenti del sonno e creature misteriose come lo Slenderman.

Essendo diffuse su Internet, data la loro accessibilità e la possibilità di permettere a chiunque di scriverne, hanno guadagnato popolarità diventando quasi, e a tutto tondo, una sorta di folklore del millennio moderno.

Si potrebbe anche dire che alcuni film o telefilm horror come The Ring o Stranger Things, intrigando il pubblico con le loro creature e i loro avvenimenti paranormali, abbiano suscitato ulteriore interesse verso questa nicchia.

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L’origine delle fiabe – Giambattista Basile e “Lo cunto de li cunti”

[A cura di Raffaello Glinni]

Quando si pensa a “Cenerentola”, “La bella addormentata nel bosco”, “Il gatto con gli stivali”, “Hansel e Gretel”, “Raperonzolo”, “La fontana dell’eterna giovinezza”, ma anche a “Il Signore degli Anelli”, “Shrek”, ecc. si pensa naturalmente ai fratelli Grimm e Perroult.

In realtà tutte queste e altre fiabe vennero scritte nella versione  originale e per la prima volta da un nobile napoletano, Giambattista Basile (1566-1632), nel libro “Lo Cunto de li Cunti”, pubblicato nel 1634, una raccolta di 50 fiabe completata in Basilicata e Campania nel 1630, precisamente tra  Acerenza e Giugliani, poiché ivi ebbe a soggiornare lo scrittore, allorquando prese servizio per il Duca di Acerenza, Galeazzo Pinelli.

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Dracula e Shakespeare: il mistero della dodicesima notte

[A cura di Raffaello Glinni]

Potrebbe esistere una connessione tra alcune opere di William Shakespeare e le piste che conducono a una sua collaborazione o incontro con qualche personaggio in Italia, tra cui, probabilmente, il Duca di Acerenza e Giugliano (Na) Vincenzo Pinelli, noto studioso che visse fra il 1500 e il 1600 a Padova, dove ospitava presso la propria abitazione Galileo Galilei, che lui stesso aveva raccomandato per farlo entrare nella nota Università.

Si ritiene che Shakespeare, durante la sua permanenza in Veneto (documentata da molti storici), sia entrato in contatto con gli ambienti culturali di Padova legati al Duca di Acerenza, notissimo bibliografo e proprietario della più grande biblioteca del mondo con oltre 8500 libri, (studioso di ottica e noto per aver scritto nel 1585 uno dei primi testi su Leonardo da Vinci, “discorso sulla pittura di Leonardo Da Vinci” , dimostrando di avere una copia originale del codice della Pittura di Leonardo – tant’è che il codice della pittura che oggi utilizziamo è la copia tratta dal libro di Pinelli ! nonché grande letterato insieme al fratello Cosimo che fu il Mecenate di Giambattista Basile Del Cunto de Li Cunti – La grande biblioteca fu poi acquistata dal Cardinale Borromeo e oggi è nota come la Biblioteca ambrosiana).

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Dracula, Bram Stoker e il Sud Italia: un legame insospettabile

[A cura di Raffaello Glinni]

Nella nostra mente collochiamo Bram Stoker nel mondo anglo-irlandese, ma tale convinzione non corrisponde totalmente al vero.

La famiglia di Stoker, il padre Abram, la moglie e le sorelle, si era, infatti, trasferita a Napoli, dove il padre lavorava per vari nobili anglo-irlandesi. 

Il 12 ottobre  1876 in tale località il padre morì e fu seppellito nel cimitero di Cava dei Tirreni, sicché Bram raggiunse la madre e le sorelle lo stesso anno, e soggiornò in Sud Italia per tre mesi compiendo taluni viaggi in treno.

Di tali soggiorni sono rimasti alcuni appunti di viaggio, recentemente pubblicati nel libro “The lost journal of Bram Stoker” raccolti dal discendente diretto Drake Stoker.

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