L’Aula Ottagona, il Planetario – Folklore romano #7

L’Aula Ottagona, più comunemente conosciuta come il Planetario, è riuscita a scampare alle ingiurie dei secoli, mantenendo così la sua imponenza e maestosità.

Del valore di un miliardo, il congegno simula la volta del cielo con le sue costellazioni, i suoi astri e i suoi movimenti, assolvendo tre scopi importanti: divulgazione scientifica, attività culturali e spettacolo.
Questo grazie a un gioco di luci che evidenziava gli astri, in genere quelli effettivamente visibili in quella determinata sera.

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Cretesi ed Etruschi: libertà di sentirsi belle

L’eleganza cretese ed etrusca ignorava i drappeggi e i veli che ricadono morbidamente (tanto cari al mondo greco e romano), aveva  invece già un’impronta modernissima. Un vestito femminile consisteva quasi sempre di due pezzi, che potevano subire aggiunte o  accorciamenti:  una  sottana  lunga  a  campana  e  un  corpetto,  uniti  da  una  stretta cintura. La gonna, molto svasata e sostenuta da una crinolina nel minoico medio, perse tutta la sua ampiezza per trasformarsi in una specie di tubo nel minoico più recente. L’elemento caratteristico della gonna, il volant, rimase invece in tutte le epoche. Per avere un’idea di quale fosse la moda femminile per le occasioni più importanti, è possibile fare riferimento alla ormai famosissima statuetta della “dama dei serpenti”, la quale è abbigliata con una gonna a sette volant multicolori.

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Porta Salaria: una delle Porte scomparse – Folkore romano #6

Le antiche Porte romane delle Mura di Roma sono oggigiorno immerse e soffocate dalla Città Nuova e dal frastuono del suo traffico. Altre sono andate perse o distrutte.

Tra di queste figura Porta Salaria: aperta da Aureliano quando volle estendere la cinta delle mura, e poi restaurata da Belisario e da Narsete, sorgeva in quella che è oggi piazza Fiume e immetteva nella via Salaria.

Nel 409, entrarono i Goti di Alarico dopo una lunga resistenza degli assediati. I barbari incendiarono i Giardini Sallustriani e gli edifici prossimi all’entrata, sfogando poi per tre notti la loro ira con morti e devastazioni, saccheggiamenti e furti.

Belisario allora cercò di provvedere alla sicurezza malferma di Roma, restaurando le mura in gran parte cadenti, rifacimenti che purtroppo si rivelarono inutili e poco efficaci.

Un’invasione in un certo senso positiva fu quella del settembre 1870, quando le truppe italiane entrarono in Roma attraverso la famosa “Breccia di Porta Pia“. Nel punto dove i Bersaglieri si aprirono il varco, alle mura ricostruite è addossato un prospetto in marmo ove sono ricordati i nomi dei soldati caduti in battaglia.

La porta fu abbattuta nel 1871 dopo essere stata danneggiata dai cannoneggiamenti del 1870. Venne poi ricostruita nel 1873 dal Vespignani, ma subì un’ultima, definitiva demolizione nel 1921 per ragioni di viabilità. Sul selciato si nota ancora il tracciato dell’originale della porta, “disegnata” con cubetti di porfido.

Chiesa di Sant’Agata de’ Goti – Folklore romano #5

Nel quartiere di Monti, poco discosta dal quadrivio di via Panisperna, affacciata su via Mazzarino, troviamo l’antica chiesa di Sant’Agata de’ Goti.
La fronte è del ‘700, dovuta a Francesco Ferrari; poco oltre troviamo un cortiletto del 1633 pieno di vegetazione, che impedisce il filtrarsi della luce e dei rumori.

Il portale della chiesa si trova accanto a lapidi e tombe antiche, e da qui arriviamo al bellissimo interno, adornato di mosaici bizantini dal console romano, di origine gote, Flavio Ricimero, da cui la chiesa venne fondata, nel V secolo.

Allora perché il nome “Chiesa di Sant’Agata dei Goti”?

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Le fontane di piazza Barberini e l’acqua di miele – Folklore romano #4

Piazza Barberini ha per sfondo il palazzo omonimo e mette in risalto, in tutta la sua gloria, la Fontana del Tritone, realizzata dall’artista Bernini su ordine di Urbano VIII.

La fontana è formata da quattro delfini che sostengono una conchiglia aperta. Su di essa siede il “glauco”, che, a giudicare dalla posizione, sembra voler prendere fiato per suonare, ma dalla sua bocca fuoriesce uno zampillo d’acqua.

Al cominciare di via Veneto si trova l’altra Fontana: quella delle Api. Realizzata sempre da Bernini per conto di Urbano VIII, è formata da una grande conchiglia posta accanto all’ape regina che sembra volare verso l’alto. Le due api, invece, mostrano di dissetarsi nella vasca e spruzzano l’acqua. Le api alludono allo stemma di Barberini.

Si dice che l’acqua, ai tempi dell’artista Bernini, fosse rara nelle case più modeste. Dunque Bernini, a cui era stato concesso di beneficiare di un certo quantitativo di acqua, la rivendesse a prezzo alto.
Il popolo romano, in collera, si trovava a commentare sul fatto che le api della fontana “succhiassero l’acqua per poi ridurla in minuscoli getti” (le stesse api che il papa celebrava nell’atto di “succhiare il miele”, dunque con un significato ben differente rispetto alla detta insinuazione).

Metal, dal passato fino ai giorni d’oggi

In questo nuovo articolo parleremo di una categoria musicale che si sta diffondendo sempre di più: il Metal. Ci sono vari generi e sottogeneri di metal, alcuni definibili più commerciali, altri ancora sconosciuti ai più. Sicuramente il black metal è un argomento parecchio arduo da comprendere fino in fondo.

Il Black Metal è un sottogenere dell’Heavy Metal, nato agli inizi degli anni ’80 e progredito sino ai giorni d’oggi. Genere prevalentemente underground sviluppatosi nei gelidi Paesi scandinavi, soprattutto in Norvegia, e caratterizzato da un sound completamente nuovo per l’epoca, accompagnato da chitarre con un suono completamente distorto e violento, batterie estremamente veloci e da una voce in scream che ricorda, in certe occasioni, un gemito di dolore. Non per altro le tematiche affrontate del genere sono volte principalmente al satanismo, all’occultismo, alla morte e alla misantropia, verso un odio vero e proprio del genere umano e alla consacrazione stessa della solitudine. Ad arricchire il tutto, la qualità potrebbe lasciare molto a desiderare chi non ha mai ascoltato il genere. La registrazione su nastro in lo-fi (bassa qualità) è una scelta voluta dalle stesse band, che dona un sound più tetro, oscuro e misterioso, creando una vera e propria sensazione di claustrofobia mentale e creare terrore psicologico all’ascoltatore stesso. Il Black Metal, durante la sua progressione, è stato suddiviso in due categorie ben differenti: la prima ondata all’inizio e alla fine degli anni ’80, e la seconda dagli anni ’90 fino ai giorni d’oggi. Queste portano delle differenze parecchio importanti, nonostante i soli 10 anni di distanza. La prima ondata non è considerata come una vera e propria nascita, ma come un punto cardine per lo sviluppo e la creazione dei tipici sound che accompagneranno la sua stessa evoluzione e progressione. Il Black Metal non è un genere a sé stante. La continua evoluzione, con il passare degli anni, lo portò a scindersi in ulteriori sottogeneri.

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La finestra della vecchina – Folklore romano #3

Uno degli edifici più imponenti di Roma, che rivolge una fronte verso via del Gesù, l’altra verso la piazza del Gesù, è il palazzo Altieri, uno dei più imponenti di Roma ad opera di Giovanni Antonio de Rossi, architetto illustre noto verso la metà del 1600.

Una curiosità del palazzo è proprio la cosiddetta “finestra della vecchina”, una finestrella che sembra essere fuori posto, e che si nota all’inizio della via.
Alla finestra è legata un curioso racconto: una vecchietta, molto affezionata alla sua casetta, ne rifiutasse l’esproprio. Quando venne costruito il palazzo Altieri, lei fu minacciata di rappresaglie e si rivolse al proprietario, il Cardinale Altieri (in seguito Papa Clemente X).

Il suo desiderio di mantenere intatta la casetta fu onorato: l’edificio venne lasciato intonso e anzi incorporato nel palazzo Altieri, dove la vecchina poté vivervi tranquillamente, godendo di una pensione pontificia.

In realtà non tutti sono d’accordo su quale sia effettivamente la finestra della vecchina, poiché le finestre fuori posto sono due, l’una ben lontana dall’altra.

Divulgare il mondo dell’arte ft. Federica Minicozzi

Su WordPress (ma non solo) esistono migliaia di blog, ma quelli dedicati all’arte a 360° gradi sono una rarità. È per questo motivo che sono rimasto piacevolmente stupito quando mi sono imbattuto in “Il mondo della ragazza creativa”, portale curato con cura e pazienza da Federica, una ventenne ricca di passione per varie forme di espressione artistica. Si tratta di un blog tanto bello da vedere quanto ricco di informazioni interessanti, soprattutto per chi (come me) non ha mai avuto modo di approfondire più di tanto lo studio della storia dell’arte.

Oggi faremo quattro chiacchiere proprio con Federica, per capire da dove nasce la sua passione per questo mondo affasciante e cosa l’ha spinta ad aprire un blog per divulgarla.

Ciao Federica e grazie ancora per aver accettato di partecipare a questa intervista! Parto come una domanda abbastanza classica: cosa ti ha spinto ad aprire un blog dedicato all’arte? E da dove nasce la tua passione per questo mondo?

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Il malocchio: storia e tradizione

Eccomi tornata con un nuovissimo articolo. Oggi tratteremo un argomento molto, per così dire, tradizionale, al quale alcune persone credono e ci sono legate, altre sorridono all’idea che, nel 2021, si possa credere a queste sciocchezze, altre ancora non sanno nemmeno di cosa si sta parlando. Mi riferisco al malocchio, alla sua storia e tradizione.

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