Bologna e i suoi sette segreti

La primavera è finalmente arrivata in tutto il suo splendore, portando con sé quell’irresistibile voglia di andare in giro con il naso all’insù a scoprire angoli poco conosciuti delle nostre città.

Nella top 10 dei viaggi di primavera di italiani e non solo non può mancare la splendida Bologna, patria di cantautori e caposaldo della cucina italiana conosciuta in tutto il mondo. La Rossa, la Grassa, la Dotta sono solo alcuni dei soprannomi affibbiati al capoluogo emiliano; che, diciamocelo, se li merita tutti! Ma oltre alle sue caratteristiche più famose, Bologna cela delle chicche a cui potrete prestare attenzione durante la vostra prossima visita in centro città. Si tratta dei Sette segreti di Bologna. Scopriamoli insieme!

  • “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia”

Partendo dalla stazione centrale in direzione del centro città, ci si può imbattere in questa scritta, che significa “Il pane è vita, la cannabis è protezione, il vino è allegria” sulla volta del Canton de’ Fiori tra via Indipendenza e via Rizzoli, sotto la Torre Scappi. Un tempo l’economia della città si basava sulla coltivazione della canapa; pertanto, la scritta si riferisce alla ricchezza (e di conseguenza alla protezione) che il suo commercio portava alla città.

Fonte: https://www.bolognadavedere.it/cosa-vedere/via-dell-indipendenza-a-bologna
  • Il dito del Nettuno

Spostandosi in piazza del Nettuno, di fronte alla Salaborsa, è impossibile non fermarsi ad osservare la possente fontana del Nettuno, dio del mare. La statua del Nettuno nasconde però un “particolare” effetto ottico: posizionandosi su una mattonella un po’ più scura (detta la “pietra della vergogna”) si ha l’impressione di ammirare, anziché il dito del Nettuno, il suo fallo in erezione. L’effetto ottico fu voluto dallo scultore della statua, Giambologna, in epoca rinascimentale.

Fonte: https://liberamentetraveller.it/monet-e-gli-impressionisti-in-mostra-a-bologna/
  • Il telefono senza fili

Passando sotto il Voltone del Podestà in Piazza Maggiore, può capitare di vedere persone darsi le spalle agli angoli diametralmente opposti della volta. Infatti, parlando rivolti verso al muro, si riescono a sentire distintamente le parole pronunciate dalla persona al lato opposto. Pare che questo metodo di comunicazione fosse stato architettato in epoca medievale per permettere ai preti di confessare i lebbrosi senza correre il rischio di un’infezione.

Fonte: https://www.facebook.com/849470405128298/photos/il-telefono-senza-fili-del-voltone-del-podest%C3%A0-piazza-maggioreavete-un-segreto-i/968166796591991/
  • Il vaso rotto sulla Torre degli Asinelli

Scendendo lungo via Rizzoli si arriva alla famosa Torre degli Asinelli, che insieme alla pendente Garisonda rappresenta l’iconico duo simbolo della città. Salire in cima alla torre è generalmente sconsigliato per gli studenti universitari, perché porterebbe a non laurearsi mai (come molti altri riti scaramantici in diverse città italiane), ma c’è di più: in cima alla torre ci sarebbero i cocci di un vaso rotto, che rappresenterebbe la capacità di Bologna di risolvere i conflitti (probabilmente di fronte a un bel bicchiere di Lambrusco e a un panino con la mortadella!)

Fonte: https://www.gruppouna.it/magazine/i-7-segreti-di-bologna-tra-storia-e-leggenda
  • Panum resis

Addentrandosi nel quartiere universitario, cuore pulsante della città, si può andare a scovare un segreto non molto conosciuto dai più: sulla cattedra della sede storica dell’Alma Mater Studiorum a Palazzo Poggi, in via Zamboni, sarebbe incisa la massima “Panum resis”, a significare che la conoscenza è alla base di tutte le cose.

Fonte: https://www.beniculturalionline.it/location-929_Museo-di-Palazzo-Poggi.php
  • Le tre frecce di Strada Maggiore

Spostandosi su un’altra delle vie principali, Strada Maggiore, è inevitabile fermarsi nei pressi di Corte Isolani. Qui, mimetizzate tra le assi di legno del soffitto e pertanto un po’ difficili da identificare, sono incastonate tre frecce. Secondo una delle tante leggende, un signorotto bolognese avrebbe assoldato tre briganti per uccidere la moglie accusata di adulterio; al momento dell’esecuzione, tuttavia, la donna si sarebbe spogliata completamente, abbagliando così gli arcieri che, sbagliando a prendere la mira, andarono a colpire il soffitto del portico.

Fonte: https://www.viaggiconserena.it/bologna-7-segreti-3-curiosita/
  • La finestrella di via Piella

Last but not least, forse una delle attrazioni preferite dai bolognesi e non solo: nella centrale via Piella, proprio accanto all’osteria Biassanot, c’è una piccola finestrella con vista sull’unico canale rimasto scoperto della città, il canale delle Moline. Lo scorcio pittoresco sugli edifici colorati affacciati sull’acqua ricorda vagamente un paesaggio veneziano: da qui il soprannome di “piccola Venezia”.

Fonte: https://www.milanocittastato.it/emilia-romagna/la-via-di-bologna-dove-sempre-di-essere-a-venezia/

Come in molti altri luoghi, anche a Bologna c’è molto di più da scoprire, oltre a ciò che salta subito all’occhio. Città dal passato florido e dal respiro internazionale, sa regalare a ogni angolo scorci di colore e di rara bellezza: una meta irresistibile per un weekend fuori porta, da scoprire un segreto alla volta.

Perché in Alto Adige si parla la lingua tedesca?

Eccomi qui tornata dopo un lungo periodo di assenza (il lavoro chiama) con un nuovo articolo. Oggi trattiamo un argomento che interessa a molti: perché in Alto Adige si parla la lingua tedesca?

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Firenze tra arte, nobiltà ed esoterismo

Quando si pensa a Firenze, l’esoterismo non è certo la prima cosa che viene in mente. Il capoluogo Toscano è ben più famoso per l’arte (non per niente la Galleria degli Uffizi è uno dei suoi fiori all’occhiello), il suo nobile passato, ben rappresentato dalle cappelle medicee, e l’imponente cattedrale di Santa Maria del Fiore, adornata dalla famosissima cupola del Brunelleschi. Eppure, pur non potendo contare su un legame col mondo dell’occulto stretto come quello di Torino, anche nelle strade di Firenze è possibile imbattersi in vari riferimenti alle sfere della magia e dell’alchimia.

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Il Castello Angioino-Aragonese di Gaeta

Tra i monumenti più importanti Gaeta, spicca il Castello Angioino – Aragonese, che si erge su un promontorio marittimo. È sito vicino al Monte Orlando.
Il castello si divide in due parti: quella più alta, di origine Aragonese, detta “Alfonsino”, eretta da Alfonso d’Aragona nel 1442 quando fece di Gaeta la base per la conquista del trono di Napoli, è occupata dalla Scuola Nautica della Guardia di Finanza; mentre la zona Angioina, edificata nel 1279 durante il regno di Carlo d’Angiò, ospita una sede dell’università di Cassino.

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La Montagna Spaccata di Gaeta

La Montagna Spaccata è uno dei luoghi più suggestivi ed evocativi di Gaeta. Si tratta, come suggerisce il nome, di un monte squarciato con tre fenditure. La leggenda che quando Gesù Cristo morì sulla croce, il velo del Tempio di Gerusalemme si squarciò provocando tre profonde fenditure nella roccia.

Sulla Montagna si erge il Santuario della SS. Trinità. A sinistra della chiesa, una delle fenditure conduce alla Grotta del Turco, un luogo di pellegrinaggio. Vediamo alcune storie legate alla Montagna.

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La Torino dell’occulto

Non solo residenze reali, piazze eleganti e un passato industriale: Torino nasconde anche un lato oscuro…

Elegante, austera, nobile: quando si pensa a Torino, le prime immagini che vengono in mente sono probabilmente quelle di lunghi portici, maestosi palazzi reali e deliziosi caffè storici. Tuttavia, il capoluogo piemontese nasconde un’anima mistica che può sfuggire agli occhi di chi si limita ad ammirarne la superficie.

Gli appassionati di occulto ed esoterismo trovano in Torino una meta di viaggio quasi obbligata; secondo la leggenda, infatti, la città si troverebbe all’esatta intersezione dei triangoli della Magia Bianca, insieme a Lione e Praga, e quello della Magia Nera, con Londra e San Francisco. Questa posizione strategica sarebbe stata scelta da Fetonte, figlio di Iside (la dea della magia), poiché la città sorge all’intersezione di due fiumi, il Po e la Dora. Secondo la leggenda, il Po rappresenterebbe il Sole e la mascolinità, mentre la Dora la Luna e la femminilità; unendosi, i due fiumi creano una forma a Y che simboleggia il bivio che porta, da una parte, verso il cielo, e dall’altra verso gli inferi. Inoltre, si crede che Fetonte volesse innalzare all’intersezione tra i due fiumi un culto al dio Api, che nell’iconografia egizia veniva rappresentato con le sembianze di un toro.

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Il grande cuore d’Abruzzo: il lago di Scanno e il borgo

Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo. Oggi parleremo di una delle meraviglie abruzzesi: il lago di Scanno. Essendo una persona affetta dalla sindrome della Wanderlust e non potendo, per il secondo anno consecutivo, spostarmi per girare il mondo, ho deciso di riscoprire i piccoli borghi abruzzesi e di parlarvene. L’Abruzzo, nonostante sia una regione molto piccola e ancora poco conosciuta, è ricca di bellezze naturali e artificiali che vale la pena esplorare.

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زيارة بغداد ft. Ayser S. Croft

Benvenuti a tutti! In questa nuova intervista, il mio amico Ayser, di Baghdad, ha accettato di raccontarci un po’ della sua città natale e del suo paese!

Ciao Ayser, e grazie per la tua partecipazione! Raccontaci di te, presentandoti: quali sono le tue passioni? Che cosa studi?

Ciao a tutti! Mi chiamo Ayser, sono nato nel 1995 in Iraq e sono cresciuto a Baghdad. Ho sempre abitato qui, vivendo così varie esperienze. Sono molto appassionato di tecnologia e programmazione. Sono specializzato in informatica e mi sono recentemente laureato in questo campo.

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Viaje a Venezuela ft. Jon Zorroza

Benvenuti! In questo nuovo articolo d’intervista, il mio buon amico Jon, originario del Venezuela, si esprimerà su questo distante e curioso paese.

Per cui Jon, ti ringrazio per la partecipazione! Inizia pure presentandoti, dicci un po’ di te.

Ciao, prima di tutto ti ringrazio molto per questo spazio che mi lasci nel tuo blog.
Mi chiamo Jon Zorroza, ho 27 anni, sono un ingegnere industriale, sono anche un musicista nel tempo libero. Ho vissuto la maggior parte della mia vita in Venezuela, anche se ho una madre italiana e un padre basco.

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