I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Sesta parte (dal 2016 al 2020)

Incredibile ma vero, ci stiamo avvicinando al presente! So che nel titolo di questa rubrica ci sono delle date ben precise (dal 1991 al 2021), ma da quando l’ho iniziata è passata parecchia acqua sotto ai ponti, quindi posso già dirvi che ci saranno ancora due puntate: quella di oggi (dal 2016 al 2020) e l’ultimissima (dal 2021 al 2025). Dopodiché penso che passerò a dei recap annuali simili a quelli che faccio per i videogiochi.

Bando alle ciance, è arrivato il momento di passare al sodo! Ma prima vi lascio tutti i link per recuperarvi le parti precedenti della rubrica:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

QUINTA PARTE

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Scandalo al sole – Recensione

Scandalo al sole (A summer place, 1959) è un film tratto dall’omonimo romanzo di Sloan Wilson e girato in California. Anche chi non lo ha mai visto probabilmente conosce la colonna sonora di Max Steiner. Affronta temi dirompenti per l’epoca: l’adulterio, il divorzio e le sue conseguenze sui figli, la gravidanza precoce fuori dal recinto del matrimonio.

L’incipit è questo: Ken un tempo faceva il bagnino ma ora è ricco e torna sull’isola della sua giovinezza con una moglie insopportabile e una figlia, Molly. Il suo scopo è rincontrare la sua vecchia fiamma Sylvia, che ha sposato un uomo ricco ma inetto e alcolizzato. Ora sono poveri e hanno un figlio, Johnny.

In questo contesto si sviluppano le storie clandestine di Ken e Sylvia e di Molly e Johnny tra moralismo, falsità, manipolazioni e secondi fini. Se tra gli adulti è difficile, per quanto si cerchi, trovare un unico colpevole, i ragazzi, così liberi e ribelli, dimostrano di essere più leali e sinceri dei loro genitori.

Camilla

Il finale di Chainsaw Man è davvero così terribile?

Chainsaw Man è finito il 24 marzo, a sette giorni esatti dal primo aprile. E io per un po’ ci ho sperato che Tatsuki Fujimoto avesse deciso di organizzare il più grande scherzo nell’intera storia dei manga. Perché quantomeno avrebbe dato un senso a quell’ultimo capitolo sbucato fuori dal nulla. Perché tutto sommato sarebbe stata una scelta in linea con la follia dell’autore. E invece no. Il primo aprile non è successo proprio nulla e neppure nei giorni successivi. Così sono stato costretto a scendere a patti con la realtà: Chainsaw Man è finito davvero nel modo più anticlimatico possibile.

Il difficile rapporto dei fan con l’autore di Chainsaw Man
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Revenge – La vendetta è un piano perfetto… finché non entra in scena l’umanità

Guardando Revenge, la prima sensazione è molto chiara: questa non è una storia di giustizia. È una storia di ossessione. E la cosa più interessante è che la serie non cerca nemmeno di nasconderlo.

Emily Thorne, che ovviamente Emily non è, perché è Amanda Clarke, non vuole “fare la cosa giusta”. Vuole distruggere e vendicare il padre. Punto. Non c’è una morale pulita, non c’è redenzione pronta dietro l’angolo. C’è una lista, ci sono dei nomi, e c’è una ragazza che ha deciso di dedicare la sua vita a cancellarli uno per uno.

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Dandadan: quando un anime ti chiede pazienza (e poi ti ripaga)

Ci sono anime che ti prendono per mano dal primo episodio.
E poi c’è Dandadan, che invece sembra dirti:
“Se non mi capisci subito, problema tuo”.

Io, infatti, non l’avevo capito.
La prima volta avevo mollato senza troppi rimpianti.

L’impatto iniziale: fascinazione e rigetto

I primi episodi di Dandadan sono strani. Non strani nel senso “originali”, ma strani nel senso “ma perché?”.
Ti intrigano subito con un’idea potenzialmente potentissima: alieni e fantasmi esistono entrambi, e convivono nello stesso mondo narrativo senza che uno smentisca l’altro. È una premessa che promette caos controllato, collisione di immaginari, possibilità infinite.

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Nana (anime) – Recensione

Quest’anno ho fatto una cosa che, emotivamente, equivale a rimettersi a parlare con un ex che sai ti farà male:
ho rivisto Nana.
L’ho fatto con mia moglie, quindi con testimoni, commenti a caldo e sospiri sincronizzati. E sì: Nana resta un anime iconico, affascinante, doloroso… ma anche tremendamente imperfetto.

La storia parte benissimo.
Due ragazze, stesso nome, stesso treno, direzione Tokyo.
Sembra quasi una coincidenza romantica, e invece è una dichiarazione d’intenti.

All’inizio tutto sembra semplice:

  • Nana Komatsu (Hachi): sognatrice, emotiva, ingenua.
  • Nana Osaki: rock, cinica, apparentemente pragmatica.

Poi Nana fa quello che sa fare meglio: ti frega.

Andando avanti scopri che le etichette non reggono:

  • Hachi, quella “leggera”, diventa sempre più decisa sul suo desiderio di famiglia e stabilità.
  • Osaki, la “forte”, si rivela fragilissima, terrorizzata dall’abbandono e incapace di reggere i legami senza soffocarli.
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I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Quinta parte (dal 2011 al 2015)

A più di un anno di distanza dall’ultima puntata (questa rubrica è iniziata nel 2022, santo cielo!), torna il viaggio nel tempo più amato da grandi e piccini dopo quelli di Doctor Who. Stavolta scoprirete quali anime del quinquennio 2011-2015 mi hanno colpito di più, tenendo conto della prima trasmissione sulle emittenti nipponiche (anche se tutto sommato ci stiamo avvicinando parecchio al periodo dei simulcast, quindi il divario dovrebbe ridursi sempre di più). Come sempre potrò scegliere un singolo “anime dell’anno” ma non mancheranno varie menzioni speciali. Di seguito vi lascio tutti i link per andare a recuperare le altre parti:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

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Stranger Things 5 – Quando l’unica cosa davvero Sottosopra è la scrittura

Da quel che vedo sui vari social, la quinta (e ultima) stagione di Stranger Things ha generato delle reazioni diametralmente opposte. Alcuni fan l’hanno elogiata per la spettacolarità di certe scene e l’impatto emotivo dei minuti finali, mentre altri hanno criticato con una certa ferocia i tanti problemi di scrittura che l’hanno accompagnata dall’inizio alla fine. Pur comprendendo in parte la posizione degli spettatori più interessati a godersi il giro sulle montagne russe che a cercare il pelo nell’uovo, devo ammettere di appartenere alla schiera di chi non è rimasto soddisfatto da come è stata narrata l’ultima porzione di questa epopea televisiva. Anche perché in questo caso dentro l’uovo non c’è un singolo pelo, ma un’intera parrucca.

(Da qui in poi ci saranno spoiler sull’intera quinta stagione di Stranger Things.)

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Il film di Chainsaw Man merita di essere visto?

Risposta breve: “Sì, corri al cinema!”

La risposta lunga la trovate nelle prossime righe, che spero potranno convincervi a dare una possibilità alla pellicola tratta dal manga di Tatsuki Fujimoto!

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