Vivere in Olanda: tra mulini a vento e nuove opportunità ft. Serena Agnolin

Benvenuti su Pillole di Folklore e Scrittura! Oggi vi portiamo in un viaggio alla scoperta della vita nei Paesi Bassi con un’ospite speciale: Serena Agnolin. Trasferitasi dall’Italia all’Olanda, Serena ci racconterà la sua esperienza, le sfide affrontate e le sorprese di questa nuova avventura. Se avete mai sognato di vivere all’estero o siete curiosi di scoprire cosa significhi davvero trasferirsi nei Paesi Bassi, questa intervista fa per voi!

Partiamo dall’inizio: cosa ti ha spinta a lasciare l’Italia per trasferirti in Olanda?

Sono approdata in Olanda grazie ad una borsa Erasmus fornita dall’Università di Padova. Per ingegneria chimica il Politecnico di Eindhoven era una delle mete più ambite e professionalizzanti. Scelsi di fare la tesi lì, e poi mi si presentò l’opportunità di continuare con un dottorato di ricerca. E quindi mi sono detta.. perché no.

Il primo impatto: qual è stata la tua prima impressione del paese e com’è stato l’adattamento?

In realtà quando arrivai mi trovai molto bene. La vita non mi sembrava molto diversa dal Nord Italia. Meno svago e paesaggi (la cosa che mi manca di più dell’Italia) ma più servizi e molta apertura mentale. Mi sembrò un buon compromesso. Ah..il meteo è terribile, uno degli shock più grandi è la presenza di nuvole grigie che coprono il sole per la maggior parte dell’anno!

Vita quotidiana: quali sono le principali differenze tra l’Italia e l’Olanda nella routine di tutti i giorni?

Nella routine di tutti i giorni le maggiori differenze secondo me sono il cibo e l’ammontare di tempo libero. Gli olandesi hanno un rapporto con il cibo totalmente diverso dal nostro. Il pranzo è molto veloce e quasi inesistente, ed il pasto principale la cena. Per quanto riguarda il tempo libero, il lavoro inizia alle 9 e termina esattamente alle 5. Lavorare di più è quasi malvisto. Gli olandesi tengono molto al loro tempo al di fuori del lavoro, e la salute mentale del lavoratore è molto tutelata.

Lavoro e opportunità: com’è il mercato del lavoro olandese? È stato difficile trovare un’occupazione?

Posso parlare solo per me in questo caso. Con una laurea in ingegneria è relativamente facile trovare un lavoro ben retribuito. Con un dottorato altrettanto. Pensa che per me ci sono volute solo due settimane di colloqui per trovare una nuova occupazione.

Aspetti culturali: quali tradizioni o abitudini olandesi ti hanno colpito di più?

La cosa che mi ha colpito di più degli olandesi è il modo che hanno di essere diretti e brutalmente onesti. Hanno l’abitudine di dire ciò che pensano senza filtri, talvolta quasi risultando maleducati. Con il tempo apprezzo sempre di più questo loro modo di fare, perché mi ha consentito di costruire relazioni aperte e sincere, e mi ha insegnato a dire la mia opinione senza timore. Una cosa a cui non mi abituerò mai però è il loro modo di vedere il cibo: per loro è solo un mezzo per sopravvivere e mangerebbero qualsiasi cosa solo per sfamarsi (esempio: a pranzo Pan carrè con burro di arachidi e basta), mentre per me il cibo rimane sempre tradizione, casa, famiglia.

Consigli per chi vuole trasferirsi: quali suggerimenti daresti a chi sogna di vivere nei Paesi Bassi?

Principalmente mi sentirei di consigliare di mantenere una mente aperta e spirito di adattamento. Molte cose possono risultare diverse dall’Italia, ma l’Olanda offre tantissime opportunità, se si è disposti a coglierle. Ah… e portate un ombrello, perché piove per la maggior parte dell’anno!

Ci sono piatti tipici che hai scoperto e che ti piacciono particolarmente?

Un piatto tipico che mi piace molto è chiamato “hachee”. È uno spezzatino di manzo aromatizzato ai chiodi di garofano che viene servito con un purè di patate e barbabietola rossa. Mi piace molto, ha un gusto particolare. Non è molto conosciuto, ma a me piace molto. Poi non possono mancare le patatine fritte olandesi con un gigante blob di maionese belga!

    L’esperienza di Serena ci ha offerto uno sguardo autentico sulla vita nei Paesi Bassi: tra difficoltà iniziali, nuove opportunità e sorprendenti differenze culturali. Vivere all’estero è una sfida, ma anche un’avventura che arricchisce e apre la mente. E voi? Avete mai pensato di trasferirvi in un altro paese? Fatecelo sapere nei commenti!

    Grazie, Serena, per aver condiviso con noi la tua storia!

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    Autore: Gabriele Glinni

    Esperto di informatica, amante della scrittura creativa. Autore di Ascend-ent e Descend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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