Quando l’autore voleva scrivere un genio e ha ottenuto Cheryl Hortencia – caso studio di intenzioni vs resa in scrittura

C’è un fenomeno curioso, frequente e spesso involontariamente comico nella scrittura: l’autore intende creare un personaggio estremamente intelligente…
ma il testo, impietoso, ne produce uno mediocre, presuntuoso e sostenuto solo dalla fortuna.

Cheryl Hortencia, un personaggio scritto non da me all’interno di Lonnieverse, è un caso da manuale.

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Rexon Vale – Come scrivere un villain meta senza distruggere la tua storia

Scrivere un villain è una questione di funzione. Scrivere un buon villain è una questione di conflitto. Scrivere un villain meta, invece, è una questione di responsabilità.

Responsabilità verso il mondo narrativo che stai costruendo.
Responsabilità verso il lettore.
Responsabilità, soprattutto, verso le regole invisibili che tengono insieme la sospensione dell’incredulità.

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La mia esperienza con la rilettura di “Welcome to the Lonnieverse” – Prima parte

Come ho già avuto modo di raccontare, in passato sia io che Gabriele abbiamo creato delle fanfiction ispirate alla serie di videogiochi Ace Attorney. Per un certo periodo abbiamo seguito lo stesso percorso sul Phoenix Wright Forum, postando più o meno regolarmente i capitoli delle nostre storie e interagendo con gli utenti che le leggevano. Esiste però una differenza sostanziale tra di noi: lui non ha mai abbandonato l’universo narrativo che ha creato in quel periodo. Nel corso degli anni l’ha espanso scrivendo una storia dietro l’altra, molte delle quali non sono mai state pubblicate su EFP o su altri siti dedicati alle fanfiction, restando quindi dei tesori nascosti.

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Da comparsa mal caratterizzata a co-protagonista – Shannen Sachiho, come elevare un personaggio da 0 a 100

Se mi avessero detto, anni fa, che uno dei personaggi che oggi considero più “vivi” del Lonnieverse sarebbe stata Shannen Sachiho, avrei risposto con una cosa molto tecnica e professionale: “sì, certo, come no”.

Chi diavolo era Shannen? Un personaggio terziario nella mia serie Welcome to the Lonnieverse che occupava spazio importante con una caratterizzazione scadente.

Perché la Shannen “vecchia” nasceva con un destino abbastanza crudele: testimone timida, un’ossessione un po’ malsana per il detective Raye Doom, e una funzione narrativa che suonava più o meno così: “serve che qualcuno dica questa cosa in aula”. Fine. E basta.
Il problema? Era centrale in due casi finali della seconda serie.
Il primo: un caso di epidemia quasi globale dove testimonia contro il big bad.
Il secondo: la resa dei conti finale dove lei era sulla maledetta scena del crimine e viene accusata ingiustamente.
Quindi non era nemmeno una comparsa: era un cartello stradale piazzato in mezzo all’autostrada.

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