“Tutto ciò che…” – Commento all’episodio 3×33 di Luxastra

Per quanto si cerchi di evitare uno scontro, prima o poi arriva il momento di mettere mano alla spada.
Che tu sia pronto o meno, quando la battaglia inizia non puoi fare altro che salutare i tuoi cari e pregare le divinità di vivere abbastanza a lungo da rivederli.
Mentre attendi il nemico con i nervi a fior di pelle, ti volti a guardare le persone che lotteranno al tuo fianco. Alcune non le conosci, ma con altre hai condiviso gioie e dolori, trionfi e sconfitte. Scrutando i loro visi, così familiari, non puoi fare a meno di chiederti quanti di loro usciranno vivi da quell’inferno di carne e acciaio. Ti soffermi sui loro occhi e speri con tutte le tue forze di non doverli chiudere prima dell’alba.

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“Storia generale dei pirati Vol.2” del capitano Charles Johnson/Daniel Defoe – Recensione

È pressoché impossibile parlare dei pirati senza menzionare il più famoso di tutti i tempi: Barbanera. Edward Teach, così si chiamava, fu uno dei lupi di mare più bravi a curare la propria “immagine”, arrivando a mettere in piedi quella che al giorno d’oggi potremmo definire una vera e propria operazione di “personal branding”. Anche se era meno efferato rispetto ad altri pirati, il timore che incuteva era tale da spingere le menti più semplici a vederlo come il diavolo in persona e quelle più acute a evitare con cura ogni contatto con lui. Oltre a essere un ottimo stratega, poteva contare su un fisico imponente, reso ancora più minaccioso dalla lunghissima barba corvina e dalle finte micce che era solito accendere sotto il capello prima di ogni battaglia. Tutti questi accorgimenti contribuivano al successo dei suoi arrembaggi e accrescevano la sua fama tra i pirati, i nobili e le persone comuni. Non stupisce, dunque, che col passare del tempo Barbanera sia diventato un’icona dell’era d’oro della pirateria.

Il secondo volume di “Storia Generale dei Pirati”, edito da Edizioni Haiku, è interamente incentrato sulla storia di Barbanera. Proprio come avvenuto nel primo volume, dedicato a Henry Every, anche in questo caso la vita del pirata viene narrata nel modo più accurato possibile, cercando di fare una distinzione tra le leggende nate nel corso degli anni e quel che è veramente successo (ove possibile, perlomeno). La prima parte del testo approfondisce in modo efficace quanto riportato dal Capitano Charles Johnson/Daniel Defoe, fornendo al lettore un punto di vista più ampio sull’affascinante esistenza di Edward Teach. Le note a piè di pagina aiutano a chiarire alcuni dei termini meno comuni, spesso legati al gergo navale, mentre la presenza di alcune illustrazioni aiuta a immergersi meglio nell’atmosfera dell’epoca. La nuova traduzione, a cura di Flavio Carlini, rende il testo comprensibile anche a chi si approccia per la prima volta al tema affrontato, garantendo la massima fruibilità. Ottimi, inoltre, i riferimenti bibliografici, come sempre ottimi per capire quali testi è opportuno recuperare per approfondire la propria conoscenza degli argomenti trattati.

Charun, il demone della morte – Pillole di Folklore # 38

Nel folklore, lo psicopompo è un’entità che ha il compito di condurre le anime dei defunti nell’aldilà. Nella mitologia etrusca, questo importante ruolo veniva svolto da Charun, il demone della morte. Egli allontanava i defunti dai loro cari dopo il decesso e li accompagnava durante tutto il loro ultimo viaggio (che poteva avvenire a piedi, a cavallo o su un carro). Veniva spesso affiancato da Vanth, un’altra dea alata legata al mondo degli inferi.

Charun viene solitamente rappresentato come un demone dal lungo naso da avvoltoio, una barba ispida e nera e delle orecchie appuntite. In alcune pitture funerarie ha la pelle blu. Indossa degli alti calzari e una tunica lunga fino a poco sopra il ginocchio. In mano regge il martello che, secondo alcuni studiosi, utilizzava per chiudere i pesanti chiavistelli delle porte dell’Ade. Secondo altre interpretazioni, utilizzava l’arma solamente per colpire o spaventare le anime che conduceva nell’aldilà.

Alcuni autori sostengono che Charun non si limitasse a condurre i morti nell’Ade, ma che punisse anche le anime dei malvagi.

“Vecchi ideali, nuovi sacrifici” – Commento all’episodio 3×32 di Luxastra

Gli episodi migliori di Luxastra sono quelli che dopo un’ora e venti minuti ti fanno esclamare: “Ma è già finito?!”. Tra la suspense, la voglia di sapere e la paura per la sorte di uno dei miei npc preferiti ho passato tutto il tempo incollato allo schermo del computer, senza mai neanche pensare di dare un’occhiata allo smartphone.

Ogni singolo giocatore del gruppo B si è impegnato al massimo per dare vita a dei momenti memorabili e Matt è stato bravissimo a portarli nella giusta direzione senza calcare troppo la mano. Luca ha messo in scena un Boris meno freddo del solito, capace di rinunciare alla missione affidata dal Re Corvo per provare a salvare qualcuno a cui ha imparato a voler bene. Andross e Gabrio, invece, hanno mostrato i loro personaggi alle prese con un passato che, senza alcun preavviso, è tornato a bussare alle loro porte. Vederli così seri e scioccati è stato tanto strano quanto interessante.

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Scrivere un romanzo fantasy ft. Selene Rampolla

Creare un romanzo fantasy è un’impresa tutt’altro che facile. Chi si cimenta in un’impresa del genere non deve solo stabilire quali sono le regole che governano il suo mondo, ma anche ricordarsi di rispettarle sempre e comunque. Infrangerle anche solo una volta significherebbe correre il rischio di rovinare quel sacro patto sancito con il lettore, noto ai più come “sospensione dell’incredulità”. Inoltre, bisogna creare da zero un’ambientazione, popolarla di razze interessanti e fare del proprio meglio per renderla viva e credibile (magari arrivando persino a disegnarne la cartina per rendere il tutto più “tangibile”).

Per conoscere meglio questa realtà, oggi faremo quattro chiacchiere con Selene Rampolla, la giovane autrice della saga epic fantasy Akire, di cui finora sono usciti i primi due libri (“Akire – La banda di Alastrine” e “Akire – La profezia dei draghi”).

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“Perdono e Armonia” – Commento all’episodio 3×31 di Luxastra

In tutta la sua vita, Zampossa ha fatto solo una cosa buona: morire in modo spettacolare. La parte finale del combattimento in cui erano coinvolti i membri del gruppo A1 mi ha galvanizzato, spingendomi a tenere gli occhi incollati allo schermo per non perdere un solo passaggio del folle piano di Hann. Nonostante il rischio di darsi fuoco da solo, il druido ha portato a termine la battaglia in modo impeccabile, anche grazie al prezioso contributo di Letho e Kenshi. La Fatality, con tanto di esplosione e parti del corpo che schizzano da tutte le parti, è stata incredibilmente soddisfacente e ha alzato l’asticella del livello di violenza che è possibile raggiungere in Luxastra. Chapeau. Non posso dire altro.

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“Rancore e Brama” – Commento all’episodio 3×30 di Luxastra

Adoro il profumo di mazzate al mattino!
E nell’ultimo episodio di Luxastra le botte da orbi e i denti che schizzano da tutte le parti non sono di certo mancati. La trama si è fatta un attimo da parte per lasciare il posto al sangue, al sudore e all’adrenalina, tutti elementi che gli amanti dei combattimenti in puro stile D&D non disdegnano affatto. Se sul fronte narrativo non c’è molto da commentare, le scelte compiute dai giocatori e dal master offrono senz’altro vari spunti di riflessione.

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“Akire – La banda di Alastrine” e “Akire – La profezia dei draghi” di Selene Rampolla – Segnalazione

Quando si parla di romanzi fantasy, sugli scaffali delle librerie si vedono quasi sempre gli stessi nomi: Tolkien, Brooks, Martin, Rowling, Clare. Nomi tanto importanti quanto ingombranti, che spesso fanno ombra alle opere scritte da autori meno conosciuti (soprattutto perché è molto difficile trovare una libreria fisica con una sezione fantasy bella corposa). Oggi, nel nostro piccolo, proveremo a fare un passo nella direzione opposta, dando visibilità a una giovane scrittrice italiana. Si chiama Selene Rampolla ed è l’autrice della saga Epic Fantasy Akire, pubblicata da Elpìs Editrice e tutt’ora in corso. Il primo volume, “La banda di Alastrine”, è stato pubblicato nel 2018, mentre il secondo, “La profezia dei draghi”, risale al 2019. Entrambi sono disponibili sul sito della casa editrice e in vari store online, tra cui Amazon.

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Qual è la differenza tra parole, battute e caratteri? E cos’è una cartella editoriale?

Quando si è alle prime armi con la scrittura, può capitare di fare un po’ di confusione fra tre termini: “parole”, “battute” e “caratteri”. Questi lemmi, apparentemente simili, si riferiscono a tre concetti diversi ed è bene conoscerli per comprendere meglio il mercato editoriale. Scopriamo assieme quali sono le differenze.

Nei programmi di videoscrittura, come Microsoft Word, le “parole” sono tutti i lemmi che vanno a comporre il nostro testo. Nel loro conteggio non sono inclusi gli spazi o i segni di punteggiatura. Uscendo un attimo dai programmi di videoscrittura, nel mercato editoriale ogni parola corrisponde a sette battute (sei caratteri alfanumerici più lo spazio) in italiano e a sei battute in inglese (cinque caratteri alfanumerici più lo spazio). Conoscere questi parametri è piuttosto utile per varie categorie professionali, dagli editor ai traduttori.

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“L’eredità della Forca” – Commento alla puntata 3×29 di Luxastra

Al termine dell’episodio 3×27 di Luxastra, una sola domanda mi ronzava in testa: “Ma chi è il tizio che ha parlato? Dalla voce sembra Tarlo!”
Come me, anche altri spettatori avevano pensato al simpatico goblin, ma un po’ a tutti sembrava strana la sua eventuale presenza a Borgobrullo. Col senno di poi, si può dire che abbiamo fatto bene a dubitare delle nostre orecchie. Il nuovo episodio, infatti, ha svelato che la voce misteriosa apparteneva a Fritz, un nuovo png legato ai Figli della Forca. La puntata si è aperta proprio con Rendar, Alastor e Boris intenti a provare a ottenere qualche risposta sulla piaga necromantica dal finto “wraith”. Fritz, pur non essendo in possesso di molte informazioni, ha svelato subito il coinvolgimento degli alchimisti nella faccenda, rendendo sempre più chiaro che all’interno della Chiesa dei Venti le mele marce sono più numerose del previsto.

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