I Magatama sono dei pendenti a forma di virgola apparsi per la prima volta in Giappone nella parte finale del perido Jōmon (che va dal 10.000 a.C. al 300 a.C.). Erano generalmente composti di giadeite, talco, agata e disapro, ma ne sono stati rinvenuti anche alcuni di ambra, terracotta, pasta vitrea, cristallo di rocca e oro. Inizialmente svolgevano una funzione meramente decorativa, ma nel periodo Kofun (compreso tra il 250 d.C e il VI secolo) iniziarono a essere indossati durante i riti funebri.
Sembra che inizialmente venissero prodotti solo in alcune zone del Paese, ma in seguito si diffusero in tutto il Giappone. Durante il periodo Nara (dal 710 d.C al 794 d.C), il Magatama divenne un simbolo della religione Buddhista, presente nei templi e nei diademi indossati dai Bodhisattva.
All’interno del Nihon Shoki, libro che racconta la storia classica del Giappone e contiene molte informazioni sulla mitologia del paese, i Magatama vengono menzionati più volte. Nel primo capitolo del tomo si narra di come Susanoo, dio del mare e delle tempeste, ricevette cinquecento Magatama da Tamanoya no mikoto, la divinità in grado di creare gioielli. Susanoo li mostrò alla sorella Amaterasu, la quale ne staccò a morsi alcuni pezzi per creare le altre divinità.