Golem, il gigante di argilla – Pillole di Folklore # 45

Con ogni probabilità, il Golem è la figura più conosciuta della mitologia ebraica. Si tratta di un gigante di argilla molto utile per svolgere dei lavori pesanti e per proteggere gli ebrei dai nemici. Può essere creato da chi conosce bene la Cabala e i poteri legati ai nomi di Dio. È infatti possibile dare la vita a un Golem inserendo nella sua bocca un foglio su cui è scritto il vero nome della divinità.

Essendo privo di un’anima, il Golem non è in grado di pensare, provare emozioni o parlare. Può solo eseguire gli ordini che gli vengono impartiti dal suo padrone.

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Garuda, colui che aspetta il veleno – Pillole di Folklore # 43

Garuda è una figura importantissima nell’induismo e in altre religioni orientali. Si tratta di un ibrido tra un essere umano e un uccello, anche se nell’arte viene spesso rappresentato semplicemente come un uomo alato (nelle rappresentazioni più antiche le caratteristiche fisiche da volatile erano più accentuate). Secondo alcune interpretazioni, il suo nome deriva dalla frase “garanti-di” il cui significato è “colui che aspetta il veleno”. In varie versioni del mito, infatti, Garuda è in grado di curare le persone che sono state avvelenate dai serpenti.

Viene considerato il re degli uccelli.

Essendo la cavalcatura prediletta di Vishnu svolge un ruolo di primo piano nella mitologia induista. Molto nota è la leggenda in cui il re degli elefanti Gajendra chiede aiuto alle divinità mentre lotta per salvarsi da un enorme coccodrillo e Vishnu risponde al suo richiamo arrivando sulle ali di Garuda.

Il legame tra Vishnu e Garuda diventa ancora più evidente se consideriamo che due delle varie incarnazioni della divinità sono identiche nell’aspetto al leggendario uomo-uccello.

Per approfondire:

http://ilcrepuscolo.altervista.org/php5/index.php?title=Garuda

http://loasiditammuz.altervista.org/uccelli-nel-mito-sesta-parte-luccello-garuda/

La magia simpatica – Pillole di Folklore # 42

Con il termine “magia simpatica”, l’antropologo e storico delle religioni James Frazer indica quella forma di magia che, una volta eseguita su un oggetto appartenuto a una persona (o anche su una parte del corpo come unghie o capelli), ha effetto anche sull’intero individuo, seppur distante dal luogo in cui è avvenuto l’incantesimo.

Nel libro “Il ramo d’oro”, Frazer suddivide la magia simpatica in due rami ben distinti: la magia omeopatica (basata sulla legge di similarità) e la magia contagiosa (basata sulla legge di contatto).

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La Torino dell’occulto

Non solo residenze reali, piazze eleganti e un passato industriale: Torino nasconde anche un lato oscuro…

Elegante, austera, nobile: quando si pensa a Torino, le prime immagini che vengono in mente sono probabilmente quelle di lunghi portici, maestosi palazzi reali e deliziosi caffè storici. Tuttavia, il capoluogo piemontese nasconde un’anima mistica che può sfuggire agli occhi di chi si limita ad ammirarne la superficie.

Gli appassionati di occulto ed esoterismo trovano in Torino una meta di viaggio quasi obbligata; secondo la leggenda, infatti, la città si troverebbe all’esatta intersezione dei triangoli della Magia Bianca, insieme a Lione e Praga, e quello della Magia Nera, con Londra e San Francisco. Questa posizione strategica sarebbe stata scelta da Fetonte, figlio di Iside (la dea della magia), poiché la città sorge all’intersezione di due fiumi, il Po e la Dora. Secondo la leggenda, il Po rappresenterebbe il Sole e la mascolinità, mentre la Dora la Luna e la femminilità; unendosi, i due fiumi creano una forma a Y che simboleggia il bivio che porta, da una parte, verso il cielo, e dall’altra verso gli inferi. Inoltre, si crede che Fetonte volesse innalzare all’intersezione tra i due fiumi un culto al dio Api, che nell’iconografia egizia veniva rappresentato con le sembianze di un toro.

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“Illusi – Diario di favole mai raccontate”, il romanzo d’esordio di Simone Vannetti – Segnalazione

Considerando che ho fondato un blog dal nome “Pillole di Folklore & Scrittura”, nessuno si stupirà sentendomi dire che da sempre nutro una grande passione per i libri e il folklore. Questi due mondi viaggiano spesso su binari separati, ma ogni tanto si incontrano, dando vita a opere che esercitano su di me un fascino notevole. È questo il caso di “Illusi – Diario di favole mai raccontate”, il romanzo d’esordio di Simone Vannetti. Si tratta di un fantasy ambientato negli anni ’20 del 900 e narra le gesta del “Primo Squadrone Cacciatori di Illusioni”, un’unità militare che ha il compito di gestire il Sottomondo, ossia l’insieme di tutte le creature magiche appartenenti al folklore occidentale.

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Nisaba, la scriba delle divinità sumere – Pillole di Folklore # 41

Nella mitologia sumera, Nisaba (chiamata anche Nidaba) era la dea della saggezza, della scrittura, della letteratura e delle misurazioni. Suo marito era Haia, il dio dei magazzini, mentre sua figlia era Sud (nota come Ninlil dopo il matrimonio con Enlil), la signora dell’aria.

Enki, il dio della saggezza, assegnò a Nisaba il compito di essere la scriba delle divinità sumere. La dea infatti si occupava di scrivere cronache, resoconti, annotazioni e molto altro ancora. Gestiva inoltre la conservazione dei confini.

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Chiesa di Sant’Agata de’ Goti – Folklore romano #5

Nel quartiere di Monti, poco discosta dal quadrivio di via Panisperna, affacciata su via Mazzarino, troviamo l’antica chiesa di Sant’Agata de’ Goti.
La fronte è del ‘700, dovuta a Francesco Ferrari; poco oltre troviamo un cortiletto del 1633 pieno di vegetazione, che impedisce il filtrarsi della luce e dei rumori.

Il portale della chiesa si trova accanto a lapidi e tombe antiche, e da qui arriviamo al bellissimo interno, adornato di mosaici bizantini dal console romano, di origine gote, Flavio Ricimero, da cui la chiesa venne fondata, nel V secolo.

Allora perché il nome “Chiesa di Sant’Agata dei Goti”?

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I Centzon Totochtin, l’unità di misura dell’ubriachezza – Pillole di Folklore # 40

Nella mitologia azteca, i Centzon Totochtin (letteralmente “quattrocento conigli”) erano un gruppo di divinità che prendeva parte a moltissime celebrazioni. Erano dei dell’ubriachezza e avevano l’aspetto di conigli. Alcune delle divinità incluse in questo gruppo erano: Tepoztecatl, Texcatzonatl, Colhuatzincatl, Macuiltochtli, Ometochtli.

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Mertseger, colei che ama il silenzio – Pillole di Folklore # 39

Nella mitologia egizia, Mertseger proteggeva la necropoli di Tebe. Il suo nome significava “colei che ama il silenzio” o “colei che ama colui che produce silenzio” (chiaro riferimento a Osiride). Aveva l’aspetto di una donna con la testa da cobra.

Come altri miti, anche quello di Mertseger fu creato per scoraggiare un determinato comportamento. In questo caso si scelse di dare vita a una dea in grado di spaventare coloro che profanavano le ricche tombe reali e nobiliari. Mertseger puniva con severità chi disturbava il sonno dei morti, ma era alquanto misericordiosa con chi le mostrava devozione.

Era una divinità locale e non le vennero mai dedicati templi imponenti. Si dovette accontentare di piccoli templi rupestri e di qualche cappella ai piedi della collina Ta-Dehent, il luogo in cui dimorava e di cui era la personificazione.

Per approfondire:

http://www.wikiwand.com/it/Mertseger

https://www.ancientegyptonline.co.uk/meretseger.html

L’illustrazione di Mertseger è stata realizzata da Irene Martini:

https://www.facebook.com/profile.php?id=100028366463521

http://irenemartiniportfolio.blogspot.com/?fbclid=IwAR3nrMuLcxQVnltse1Uv_MCyBhz-S1PPnRybK1mTLl52U_SsSjPLjIScfRA

Dark Souls 1 – Lore e segreti nascosti

Chi non ha mai sentito parlare di Dark Souls e della sua indubbia fama di essere il più difficile e dispersivo del genere dei giochi di ruolo? Ebbene sì, dagli oscuri vicoli della Città dei Non Morti ( Undead Burg) alla splendente residenza degli Dei Anor Londo, si cela una fitta trama.


Dark Souls è un gioco di azione fantasy sviluppato da FromSoftware sotto la direzione di Hidetaka Miyazaki. Ed è proprio in questo gioco che la genialità di Miyazaki viene fuori: la storia non è narrata da nessun NPC, il protagonista (chosen undead) non parla nemmeno. Durante il gameplay il giocatore viene a conoscenza di piccoli hint dalla descrizione degli oggetti in gioco, droppabili e comprabili. In questa sezione descriverò la storia di Dark Souls e le epoche che hanno contraddistinto il gioco. Nei prossimi articoli esaminerò ogni zona del gioco, il destino dei suoi abitanti e le figure rilevanti, tra cui i quattro cavalieri di Gwyn (Ornstein, Artorias, Ciaran, Gough).

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