Negli ultimi anni, vuoi per le pietose condizioni del mercato del lavoro italiano, vuoi per l’aumentare della richiesta di figure IT (o attinenti), sono sorte moltissime aziende che promettono di formarti in pochi mesi (principalmente in sviluppo front/back end o full stack / cybersecurity / Data Analyst), e risolvere così il problema della disoccupazione.
Sono corsi che hanno il loro bel prezzo (che oscilla tra i 1.000€ e i 10.000€), che richiedono una notevole mole di impegno (circa 6 mesi, spesso in full time) e che vantano un eccellente e accattivante marketing. Impossibile non imbattersi, anche casualmente, in una loro pubblicità e non farsi due domande.
Queste due domande saranno sempre: “mi conviene farlo?”, “mi aiuterà veramente a trovare lavoro?”.
Giustamente, perché dopo essersi fatto il mazzo con l’università, master, contromaster e cavoli vari, sembra quasi di dover “penitare” ulteriormente, tutto perché in Italia il lavoro (buono) non lo trovi manco col binocolo.
Bene, posso rispondere per voi a queste due domande in modo onesto e franco. Lo premetto in ogni caso, non mi ha pagato nessuno per scrivere questo articolo (magari). Anzi, sto pagando ancora adesso 😂 (precisamente un corso in Data Analysis con la EPICODE).
Veniamo a noi: ho frequentato parecchi di questi corsi professionali, e vi posso dire che, ebbene sì, funzionano. Però, ci sono alcuni però.
Vediamoli punto per punto.
La domanda del mercato del lavoro
Essendomi laureato in Mediazione Linguistica, non mi è stato affatto difficile capire (sono ironico) che di richiesta di traduttori in Italia ce n’è quanto la sabbia per un egiziano. Questo si traduce, perdonate il gioco di parole, nel fatto che, per quanto puoi mandare candidature e sbattere la testa contro i muri, lavorerai nell’ambito solo se altamente specializzato e con tanta, tanta visibilità.
L’offerta è proporzionale alla domanda.
Quindi, se c’è poca richiesta per un certo tipo di lavoro, nemmeno un corso professionale potrebbe portare a molto.
Senza puntare il dito verso un ambito specifico, il mio suggerimento è di verificare e valutare molto attentamente la richiesta attuale in Italia per un certo genere di figura, prima di iniziare un qualsiasi percorso.
Il discorso cambia pesantemente per tanti lavori informatici che stanno prendendo piede, e per cui c’è parecchia più richiesta. È la ragione per cui questo genere di corsi, nello specifico, sono così in auge di recente.
Occorre seguire attentamente i corsi e prepararsi comunque a mandare CV
Sfatiamo un mito: non esiste (non ancora) l’audiobook che, nel sonno, ti legge i libri e, magicamente, il giorno dopo ti svegli col contenuto perfettamente in testa.
Puoi pagare qualsiasi cifra, da 100 a 100.000€, ma se i corsi non sono seguiti con serietà, se ci si distrae spesso, se non si completano gli esercizi assegnati – in definitiva, se si da per scontato che apprenderemo le skill per magia e perché abbiamo sborsato i sacchi e ci è dovuto, si andrà incontro a una grossa delusione.
Un corso professionale è efficace perché va dritto al punto, perché fornisce competenze pratiche immediatamente spendibili sul mercato del lavoro e immediatamente dimostrabili tramite progetti, senza perdersi in brodi di giuggiole.
Una cosa che (ahimè) le università fanno è riempire la testa di nozioni, ma lasciando ben poco di pratico e utile.
Esempio reale: il mio esame sul turismo sessuale con votazione 30 e lode vs questa formula Excel:
=SE.ERRORE(CERCA.VERT(SINTESI!A5;Tabella2[#Tutti];4;FALSO);" ")
Chi vincerà? Il turismo sessuale o la formula Excel? Mmm 🤔
Le cose pratiche e utili si imparano solo facendole, ripetendole, sbagliandole e rifacendole.
Un corso professionale ti aiuta soprattutto perché ti fornisce tutti gli strumenti importanti senza doverli cercare in lungo e in largo per il web, perché ti fa fare esercizi ben strutturati e simili a casi reali (anzi, spesso più difficili dei casi reali), perché ti spiega nel modo più chiaro possibile un concetto arzigogolato.
Ma bisogna fare la propria parte ed essere disposti a continuare a farla per tutta la durata del corso. Che non è banale.
Ora veniamo alla parte più interessante del discorso: queste società che erogano corsi professionali aiutano veramente a trovare lavoro, ma non è garantito che lo si trovi.
Ovvero????
Ovvero, di solito hanno molte aziende partner a cui lasciano attingere dal proprio bacino di corsisti, o ancora hanno liste lunghissime di recruiter da far bombardare su LinkedIn. Ma non hanno la bacchetta magica e non sono la fata turchina del mercato del lavoro italiano.
Nel mio caso, ho trovato lavoro grazie, nello specifico, al corso GJordan Gauss di SAP MM/FI, ma ho dovuto io inviare centinaia di CV, e ho dovuto io sostenere i colloqui.
Ebbene, il lavoro l’ho però avuto, e a metà corso. A dimostrazione che le competenze apprese in tale corso sono più che servite a qualcosa.
Occorre avere un minimo di attitudine
“Ciao, sono Filippo. Ho fatto per due anni l’apicoltore, poi un giorno mi sono svegliato e ho fatto il corso per 6 mesi dal full stack developer”.
Qualcuno lo assumerebbe, ma tanti altri no. Specie senza esperienza, e perché siamo in Italia (questa triste e trita melodia).
Ora riflettiamo invece su questo caso.
“Ciao, sono Gianmarco. Ho fatto per due anni Data Entry per un’azienda import-export, usavo spesso le lingue straniere e qualcosa di formule Excel. Poi un giorno mi sono svegliato e ho fatto il corso per 6 mesi dal full stack developer.”
Tralasciando il fatto che “un giorno s’è svegliato”, Gianmarco già potrebbe essere più convincente di Filippo, 1) perché sa usare le lingue straniere (che fanno sempre comodo alle aziende), 2) perché c’è una minima relazione tra le formule Excel e i linguaggi da developer. In una parola: attitudine.
Il discorso è questo: in linea di massima, tanti lavori richiedono una (o più) competenze principali, e parecchie di contorno.
L’obiettivo delle aziende, in fase di assunzione, è fatturare il più possibile con meno sbatti e meno formazione a carico.
Quindi se un neo-assunto ha varie skill di contorno (buona attitudine), è più possibile che venga considerato.
Purtroppo, così come un quadrato non si incastra nella forma di un cerchio, questa legge di mercato non la dettano i corsi professionali.
Anzi, svelo un segreto: il motivo per cui tanti laureati in ingegneria o simili trovano facilmente lavoro, è perché hanno seguito un percorso di studi che ha fornito queste competenze, anche di contorno, e quindi è più facile che si incastrino e bene nel mestiere (= $$$ per l’azienda).
In definitiva…
Questi corsi aiutano, sono efficaci, ed è nel loro interesse farti trovare lavoro (non so le esatte dinamiche, ed è pura speculazione, ma immagino riscuotano anche un bonus se riescono a far trovare candidati alle aziende – oltre a un discorso di marketing, ossia che se non trovi lavoro, si beccano la recensione negativa su Trustpilot).
Ma bisogna fare tutte le valutazioni del caso e su se stessi.
Su cosa si è disposti a investire, se si è in grado di farcela e se è il percorso giusto.
