La linguistica computazionale: definizione, storia e applicazioni

Le lingue, e la loro formazione, sono una materia complessa e affascinante poiché, per affrontarne lo studio e l’analisi, è necessario non solo usare la lingua stessa (funzione metalinguistica della lingua), ma fare uso e impiego dell’astrazione, dell’interpretazione e della ricerca del senso.

Per tale motivo, per essendo le lingue affrontabili e classificabili tramite uno studio empirico, richiedono comunque una capacità di saper vedere oltre e realizzare un senso, capacità insita in ogni essere vivente.
Osserviamo, per esempio, gli studi di Karl von Frisch, secondo cui le api, tramite pattern di movimento specifici, possono comunicare con le altre api dell’alveare, in modo da predisporre determinati tipi di azioni o movimenti.

Essendo quindi le lingue una materia articolata e soggetta ad interpretazione, la linguistica si prefissa come obiettivo di spiegarla e analizzarla nel modo più completo possibile. A tal motivo è nata la linguistica computazionale, che ha, come funzione, la raccolta e la catalogazione, tramite l’uso di computer, di corpora. Si definisce invece corpus l’insieme dei testi presi in considerazione per l’analisi.

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