Il malocchio: storia e tradizione

Eccomi tornata con un nuovissimo articolo. Oggi tratteremo un argomento molto, per così dire, tradizionale, al quale alcune persone credono e ci sono legate, altre sorridono all’idea che, nel 2021, si possa credere a queste sciocchezze, altre ancora non sanno nemmeno di cosa si sta parlando. Mi riferisco al malocchio, alla sua storia e tradizione.

Che cos’è il malocchio?

Il malocchio è una tradizione popolare molto radicata, che tratta la superstizione del potere dello sguardo di produrre effetti sulla persona osservata. Malocchio, infatti, letteralmente vuol dire “occhio che getta il male”. Nonostante ciò, però, mia nonna dice che non necessariamente chi ci mette gli occhi addosso lo fa in maniera negativa (per rabbia, odio, invidia) ma può farlo anche in maniera positiva (garantendo, per esempio, la protezione della persona amata).

I sintomi del malocchio, solitamente, sono:

  • STANCHEZZA FISICA E MENTALE;
  • SPOSSATEZZA;
  • SONNO DISTURBATO O FATICA AD ADDORMENTARSI;
  • MAL DI TESTA, IN PARTICOLARE NELLA PARTE CENTRALE DELLA FRONTE;
  • AGITAZIONE;
  • NAUSEA E VOMITO (molto raramente).

Numerosi sono i rituali per eliminare il malocchio, ma quello per eccellenza, che utilizza anche mia nonna è quello dell’olio. Lei lo chiama “rito magico” e, successivamente, vedremo perché.

Solitamente, a detenere il “potere” di eliminare il malocchio è una persona anziana (nel mio paese oltre a mia nonna, sapeva toglierlo solo un’altra signora che, purtroppo, è venuta a mancare) alla quale era stato tramandato da una persona di fiducia, spesso familiari disposti ad accettare il lascito e a mantenere il segreto. Mia nonna, infatti, lo ha imparato da suo padre.

Vediamo ora nel dettaglio in cosa consiste il rito dell’olio. Il “paziente” viene fatto sedere su una sedia o sgabello e deve rimanere immobile. Nel frattempo il guaritore prepara un piatto fondo con dell’acqua e su un cucchiaino da thè versa dell’olio. A questo punto si è pronti per il rito: il guaritore, con il pollice, effettua il segno della croce sulla fronte del “paziente”, pronunciando delle parole magiche che solo lui conosce. La pratica dovrà essere ripetuta 3 volte (qui, torna il numero 3 in riferimento alla Trinità). Le parole magiche che il guaritore pronuncia tra sé e sé, dice mia nonna, possono essere svelate ad una sola persona SOLO alla Vigilia di Natale (la notte del 24 dicembre) probabilmente perché si fa riferimento alla nascita di Gesù in cui tutto è possibile, ma non se ne ha la certezza.

Veniamo ora alla “diagnosi”: il guaritore intinge il mignolo nell’olio per poi spostarlo sul piatto e osserva le gocce man mano che cadono nell’acqua. Se l’olio si allarga, vuol dire che la persona in questione ha il malocchio. Se l’olio scompare nel momento in cui viene a contatto con l’acqua, significa che il malocchio è stato fatto già da parecchi giorni ed è molto più difficile da eliminare. A questo punto, il rito si ripete anche i due giorni successivi dall’inizio del mal di testa. Se, invece, la goccia non si sposta di un millimetro ma resta così come cade, allora la persona non ha avuto nessun occhio addosso; il mal di testa sarà dunque dovuto a qualcos’altro. Se l’olio si spande poco, vuol dire che la cosa è recente e viene facilmente eliminata.

Al termine del rituale, il guaritore effettua una croce con il dito sull’acqua in segno di eliminazione definitiva del malocchio e poi viene gettata in un posto dove nessuno passa, altrimenti il malocchio potrebbe essere trasmesso a chi lo calpesta.

Ma… chi è stato a farci il malocchio?

Dalla forma che assume l’olio quando cade nell’acqua, è possibile sapere se, chi ci ha messo gli occhi addosso, è un uomo o una donna. Se le gocce d’olio cadono formando dei piccoli cerchietti (simili ad orecchini), allora si tratterà di una donna. Se, al contrario, le gocce cadono normali si tratterà di uomini.

Alcuni, contro il malocchio, portano con sé degli amuleti portafortuna o seguono dei rituali che variano a seconda dei contesti culturali e sociali: in Italia si usa fare le corna con le dita della mano, toccare un oggetto in ferro o in legno, fare il gesto delle fiche (inserendo il pollice tra l’indice e il medio e le altre dita strette a pugno), toccarsi i genitali o portare addosso un corno di corallo, un santino o una collana con il crocefisso.

Ovviamente questo articolo va letto sorridendo; mi rendo conto che molti di voi possano pensare che io sia pazza a scrivere su determinati argomenti, ma questo è un racconto di una persona anziana, legata a tradizioni molto antiche.

Che poi, ogni volta che ho mal di testa e chiedo a mia nonna di ‘sconciarmi’ (eliminare) il malocchio, a fine rito… poof, magicamente, il mal di testa è scomparso. Provare per credere.

Al prossimo!

Autore: Martina Di Carlo

Sono una traduttrice specializzata in traduzione giuridico-commerciale, siti web e turismo. Lavoro come traduttrice volontaria per Peacelink da quasi un anno e socia ANITI da un mese. Amo scrivere articoli inerenti al mio lavoro e non solo!

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