Sonic x Shadow Generations è l’attesissimo remaster di Sonic Generations con l’aggiunta di una nuova campagna, con protagonista centrale il personaggio di Shadow the Hedgehog.
Chi mi conosce (nemmeno troppo bene 😂) sa che Shadow è il mio personaggio preferito di sempre da quando ero adolescente, e conosco la sua storia meglio delle mie tasche. Quindi, quando questo videogioco è stato annunciato, non potevo che essere super contento.
Shadow è un personaggio che non ha vissuto l’ultimo decennio in modo propriamente sereno. Un po’ per i mandati SEGA, un po’ per il cambio di scrittori, tra il 2010 e il 2020 Shadow è stato (di molto) stereotipato e banalizzato nel tipico rivale shonen à la Vegeta/Sasuke/ecc., quando è molto, molto di più.
Era molto facile trovare lamentele dei fan che volevano un ritorno al vero Shadow the Hedgehog: un personaggio complesso, tormentato, riservato ma con un cuore enorme e una determinazione implacabile. Non un brontolone arrabbiato che disprezza l’amicizia senza motivo. E sembra che, poco alla volta, SEGA abbia ascoltato queste voci.
Nel 2024 è stato annunciato l’anno di Shadow, e diavolo se il marketing non l’ha tramutato in una star (ma onestamente anche a partire da Sonic Prime, dove è senza dubbio il miglior personaggio dello show).
A partire dal corto Dark Beginnings fino ad arrivare al trailer del terzo film di Sonic, questo è stato un anno di Shadow con i controfiocchi (altro che l’anno di Luigi della Nintendo!).
Ho giocato la porzione di Shadow qualche giorno dopo l’uscita su Steam e l’ho fatta fuori in tre giorni (in cui ammetto avevo abbastanza tempo libero).
Non ho (ancora) giocato al remaster di Sonic Generations, anche perché onestamente me ne importa poco (come immagino a una buona parte di quelli che hanno comprato questo gioco), quindi questa recensione si focalizzerà sulla storia di Shadow.
Quali sono state le mie impressioni? Scopriamolo subito!
Shadow Generations: un gameplay basato sui tempi di reazione
Una volta che l’anno di Shadow ha iniziato a donare i propri frutti, quando si è trattato del videogioco vero e proprio, le aspettative sono state ripagate?
Lo posso dire da grande fan della serie di Sonic e dopo aver “vissuto” (sono sarcastico) l’era di Sonic Boom, Sonic Forces e altri abomini simili. È il gioco che più mi è piaciuto della serie.
Non c’è un singolo elemento che io non abbia apprezzato. Dai primi minuti di gameplay, ho potuto non solo ammirare i dettagli della grafica e dell’animazione, ma anche la fluidità dei controlli e come il level design mettesse alla prova i miei tempi di reazione, rimanendo fedele all’idea di battere i livelli nel minor tempo possibile.
Mi spiego meglio: Shadow si controlla che è una bellezza. Sono gli stessi controlli di Sonic Frontiers resi ancora più precisi, senza sbavature, ma con la possibilità di fermare il tempo tramite il Chaos Control, di attaccare i nemici dalla distanza tramite il Chaos Spear e di usare i nuovi Poteri di Doom per aprirsi scorciatoie.
Parlandone così sembra un pappone di super poteri che rischia di rendere i livelli troppo facili, in realtà si tratta di meri strumenti a disposizione che devono essere usati al momento giusto, reagendo correttamente, al fine di prendere scorciatoie o di evitare ostacoli mortali.
Mi sono capitati molti momenti in cui mi sono sorpreso di come il tutto fosse “seamless”: il Chaos Control mi ha permesso di evitare che il treno mi investisse in Bullet Station, oppure di fermare dei massi lanciati contro dai robot per usarli come bersaglio per aprirmi una scorciatoia. O ancora, come concatenare Doom Surf e il Chaos Spear mi ha permesso di tagliare delle parti di Kingdom Valley.
Vi rimando a un gameplay di quest’ultimo livello, il più spettacolare del videogioco, per farvi un’idea migliore:
Ebbene, la parte più divertente del gioco è proprio questa, e l’anima della serie di Sonic: riuscire a capire come superare il livello nella maniera più rapida possibile, scoprire nuovi passaggi e godersi il paesaggio.
Un mix di elementi semplice che non ha bisogno di ripensamenti o di overhaul massivi come è stato in Sonic Boom, che ha bisogno del proprio tempo e della propria cura per dare il meglio al contrario di Sonic Forces.
La formula “Boost” che ha un po’ messo in autopilota i livelli è comunque presente, ma dosata molto di più, lasciando spazio alle capacità del giocatore come dovrebbe essere.
In questo, che siate fan o meno della serie di Sonic, Shadow Generations non vi deluderà: è un platform straordinario che metterà a dura prova le vostre abilità di videogiocatori.
Il ritorno del vero Shadow the Hedgehog
Parlato del gameplay, il mio successivo cruccio era come sarebbe stato rappresentato e trattato il personaggio di Shadow.
Dai trailer sembrava che si stesse procedendo nella direzione giusta, ma c’era un dettaglio che mi preoccupava.
Nel videogioco Shadow the Hedgehog (2005), Shadow si lascia alle spalle il proprio passato per volgersi al futuro, uno sviluppo che mi è rimasto impresso e mi ha anche ispirato negli anni.

Tuttavia, sia in Dark Beginnings sia nei trailer, Maria e il suo ricordo erano un elemento ricorrente, quando Shadow ha da tempo lasciato alle spalle la propria morte.
La mia paura è che facessero imparare una seconda volta la stessa lezione a Shadow, annullando così il suo sviluppo.
Al riguardo posso dire questo: Maria è molto presente (assieme a Gerald) nel nuovo gioco, anche perché, oltre la narrativa in sé e per sé, si tratta di una reintroduzione e di un riassunto della storia di Shadow ai nuovi giocatori, e, in un certo senso, di “correggere” il periodo in cui era la brutta copia di Vegeta.
Fortunatamente, la situazione è stata gestita nel modo più consapevole e attento possibile da Ian Flynn (lo scrittore della storia).
È vero che Shadow ha un “ritorno di fiamma” per così dire, ma, senza fare troppi spoiler, anziché gettarsi drammaticamente alle spalle una fotografia, il finale del gioco è una chiusura senz’altro migliore e più felice per il suo personaggio e il suo passato.
Shadow ha dei conflitti interni sul ritorno di Maria, ma molto moderati e il suo obiettivo e focus principale è comunque Black Doom. La stessa Rouge, in un dialogo opzionale del gioco, gli fa notare proprio questo: che si è lasciato il passato alle spalle e, dunque, di non ripiombare nello stesso stato in cui era pre-Shadow the Hedgehog.
Si tratta di un test della sua forza di volontà in cui, nonostante ha una possibilità concreta di stare con Maria e Gerald, e addirittura di riportarli indietro, fa la scelta migliore e più matura.
Nel gioco, Shadow è focalizzato, attento e determinato come lo abbiamo visto in Sonic the Hedgehog (2006), ma dà anche molto ascolto ai propri amici (Rouge e Omega in primis) e mostra tantissime emozioni e lati di sé che non abbiamo visto da anni.
Da un punto di vista della caratterizzazione o dell’evoluzione del personaggio, non c’è molto di nuovo, tranne qualche piccola perla presa addirittura dal Sonic Twitter Takeover, come ad esempio che Shadow è un gran bevitore di caffè.
Vengono invece esplorati molto i personaggi di Maria e Gerald, permettendoci di simpatizzare con loro.
La mia idea era, ad esempio, che Maria fosse nata e cresciuta sulla colonia spaziale, invece ha vissuto per un periodo sulla Terra, per poi venire portata nello spazio ed essere strappata dalla propria famiglia. Nella colonia spaziale non aveva nessuno, tranne suo nonno, il piccolo Tower e Shadow.
Questo rende la sua storia ancora più triste e dolorosa.
Non mi dilungo in ulteriori spoiler, ma posso dire, pieno di orgoglio e di felicità, che il vero Shadow the Hedgehog è tornato.
In conclusione
Sia dal punto di vista narrativo che da un punto di vista del gameplay, Shadow Generations è una lettera di amore e di scuse da parte di SEGA per i fan della serie e di Shadow, e non solo.
È un platform eccellente come non ne giocavo da anni, e una grande capitolo nella storia di Shadow su come, nonostante a volte venga data la possibilità di tornare sui propri passi, la vita prosegue, si cambia, le responsabilità mutano assieme alla propria identità.
Da parte mia, non posso che consigliarvi di cuore di provare Shadow Generations. Ehi e poi c’è sempre la sezione di Sonic.
