Il mio 2021 videoludico

Proprio come ho fatto nel 2021, anche quest’anno andrò a riepilogare quali sono stati i videogiochi che hanno allietato il mio tempo libero durante gli scorsi dodici mesi. Darò un po’ di spazio a ognuno di essi, spiegando che impressioni mi hanno fatto e cosa mi hanno lasciato. Anche questa volta seguirò un ordine cronologico e dedicherò ogni sezione dell’articolo a un mese specifico. Diamo il via alle danze!

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Ace Attorney, qual è il migliore? La mia classifica (Seconda parte)

Ecco la seconda metà della classifica! Chi ci sarà sul podio? Scopriamolo assieme! Per la prima parte premete QUI.

6 – Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

La copertina di Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

Rispetto a Dual Destinies, Spirit of Justice è un netto passo avanti nella direzione giusta. Pur avendo alcuni problemi, di cui parlerò tra poco, il gioco è comunque godibile e divertente, grazie a dei casi più interessanti rispetto a quelli del suo predecessore. Anche la gestione dei personaggi è maggiormente efficace: stavolta Apollo e Phoenix seguono entrambi un percorso chiaro, anche se non sempre coerente con il loro background. Athena, invece, è stata (temporaneamente?) relegata a un ruolo più marginale. Queste scelte rendono Spirit of Justice un gioco con un’identità più definita rispetto a Dual Destinies. Anche la trama generale, per quanto un po’ troppo sopra le righe (anche per gli standard della serie), è chiara e si lascia seguire con piacere fino alla fine.
Nonostante queste migliorie, Spirit of Justice ha comunque ereditato alcuni difetti di Dual Destinies. Per esempio pure qui alcuni personaggi sembrano inseriti più per fanservice che per effettive esigenze di trama. Maya che torna per ricoprire per l’ennesima volta il ruolo di damigella in pericolo non è il massimo della vita e pure la presenza di Edgeworth mi è sembrata abbastanza infilata a forza. Ci sono, inoltre, alcuni retcon molto forzati, legati perlopiù al passato di Apollo e al villaggio Kurain. In misura minore, anche la storia della famiglia Gramarye ne ha subito uno.
Proprio come in tutti gli altri giochi scritti da Yamazaki, anche in Spirit of Justice i plot twist legati al delitto hanno ricevuto una cura maggiore rispetto alla psicologia e alle motivazioni dei personaggi. Non mancano però delle piacevole eccezioni a questa regola.
Tra le novità legate al gameplay, la più eclatante è senz’altro l’introduzione delle “Divination Séance”, ossia dei rituali durante i quali è possibile scoprire quali sensazioni ha provato la vittima di un omicidio poco prima della morte. È una meccanica interessante, ma non sempre intuitiva e può creare più di un grattacapo. Durante le indagini, invece, è possibile cimentarsi in alcuni test scientifici assieme a Ema Sky (la detective del gioco), che però ho trovato più macchinosi rispetto a quelli di Apollo Justice.

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Ace Attorney, qual è il migliore? La mia classifica (Prima parte)

La serie “Ace Attorney” ha avuto un grande impatto su di me. Non solo mi ha permesso di divertirmi e distrarmi in alcuni momenti difficili, ma ha anche alimentato la mia passione per la scrittura creativa e mi ha aiutato a conoscere nuovi amici (tra cui Gabriele). Associo ogni gioco della saga a un momento diverso della mia vita e ho tanti cari ricordi anche di quelli che ho apprezzato in misura minore. Non esiste, a mio parere, un Ace Attorney davvero disastroso e meritevole di una grave insufficienza. Al tempo stesso, è innegabile che non tutti i capitoli della serie abbiano raggiunto le stesse vette qualitative. In quest’articolo andrò a illustrarvi la mia classifica personale, cercando di motivare nel migliore dei modi ogni posizione.
(Visto che l’articolo è venuto lunghissimo, ho scelto di dividerlo in due parti. Quella che state leggendo è la prima e copre le posizioni dall’undicesima alla settima).

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Life is Strange: qual è il migliore? La mia classifica

Molte delle mie serie videoludiche preferite sono nate svariati anni fa (il primo The Legend of Zelda, per esempio, risale al 1986). Life is Strange rappresenta un’eccezione più unica che rara. Ho finito il primo capitolo nel 2017, quando era uscito da ormai un paio di anni, e l’ho amato a tal punto da giocare tutti gli altri sequel e prequel al day one o comunque a breve distanza dall’uscita. Pochi giorni fa ho portato a termine Life is Strange: True Colors, l’ultimo gioco della serie, e mi è venuta voglia di stilare una classifica dei quattro capitoli del brand usciti finora. Premetto che non considero nessun Life is Strange un brutto gioco e che le posizioni sono assegnate più sulla base di gusti personali che su effettivi problemi (tecnici o di gameplay) dei giochi.

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Toumayhem, disponibile la demo della visual novel di Crescendo

Qualche mese fa ho avuto il piacere di intervistare Crescendo, una giovane sviluppatrice con la passione per le visual novel. Durante la nostra chiacchierata ha menzionato Toumayhem, uno dei progetti a cui tiene di più e che sta portando avanti ormai da alcuni anni. Sono lieto di potervi comunicare che nel frattempo i lavori sul gioco sono arrivati a buon punto, tanto che da oggi, giovedì primo luglio, è disponibile una demo gratuita (in italiano e in inglese), perfetta per avere un primo assaggio dell’esperienza. Potete trovarla qui: https://crescendo.itch.io/toumayhem

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Ace Attorney – I problemi della scrittura di Takeshi Yamazaki

Ogni sceneggiatore ha un suo stile e delle sue precise caratteristiche, come sa bene chi segue assiduamente le serie tv. Nei videogiochi la trama è in molti generi un elemento quasi di contorno, ma nelle visual novel è il fulcro stesso dell’esperienza di gioco. La serie Ace Attorney ha sempre potuto fregiarsi di trame e personaggi ben realizzati, in grado di tenere incollato il giocatore allo schermo. Forse però non tutti sanno che tra la trilogia originale (composta da Ace Attorney, Justice For All e Trials and Tribulations) e i giochi più recenti (tra cui gli spin off aventi per protagonista Miles Edgeworth e Dual Destinies) è avvenuto un cambio di head writer.

Shu Takumi, il padre della serie, ha infatti ceduto il posto a Takeshi Yamazaki che fino a quel momento si era limitato ad affiancare Takumi nel planning dei porting per DS (i primi tre giochi erano inizialmente usciti solo in Giappone per Game Boy Advance). Yamazaki può quindi contare su un’ottima conoscenza del brand e a prima vista potrebbe sembrare l’uomo adatto a portare avanti il lavoro iniziato da Takumi. Concretamente non si può dire che sotto la sua guida siano stati creati dei brutti giochi: i due episodi della serie Investigations sono dei solidi spin off e Dual Destinies e Spirit of Justice non sfigurano come capitoli della serie principale. Tuttavia non si può negare che il cambio di head writer si senta eccome.

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La sepoltura dei videogiochi Atari

Un racconto che ha dell’incredibile: nel settembre 1983, l’Alamogordo Daily News, un giornale del Nuovo Messico, dichiarò che circa venti autoarticolati avevano rovesciato in una discarica cittadina scatole, cartucce e console di magazzini Atari siti a El Paso.
Secondo gli articoli, Atari scelse tale discarica perché gli scavi erano vietata e la spazzatura sarebbe stata in seguito tritata.

Stando a dichiarazioni successive, Atari avrebbe in realtà rovesciato cartucce difettose, incuriosendo ovviamente i locali, e alimentando l’immaginario collettivo.
Venne poi colato del calcestruzzo sugli scavi.
Un lavoratore dichiarò che la ragione era la salvaguardia dei bambini.

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Sonic 2020 [fangame] – Recensione

Non è una novità che spesso i fans producano fangame di altissimo livello, come per esempio Pokémon Insurgence.
Tra questi, volevo dedicare una recensione a un fangame che mi ha colpito molto: Sonic 2020.
Il fangame è ancora in sviluppo, ma sembra zeppo di idee e spunti interessanti.

La trama infatti cercherà di spiegare il motivo del perché, da Sonic Colors in poi, i Chaos Emerald vengono usati sempre meno nella trama.
Non è tutto: anche Shadow è coinvolto nella storia come deuteragonista, e uno dei livelli lo vede impegnato a superare un percorso a ostacoli creato dai G.U.N per cui ha iniziato a lavorare. Dunque, si presuppone che vedremo un ulteriore sviluppo nel suo personaggio.

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Online community e amicizia ft. Maurizio Verderame

Ben ritrovati a tutti!
In questa intervista parleremo di una realtà che ha preso sempre più piede con l’avanzare della rivoluzione tecnologica: il mondo videoludico online. Ho deciso di porre alcune domande ad un mio caro amico, Maurizio Verderame, che per l’appunto ho conosciuto in un gioco, World of Warcraft, che ringrazio tantissimo per aver deciso di partecipare.
Bene, iniziamo!

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Detroit: Become Human – Recensione

Sviluppato dall’azienda francese Quantic Dream, Detroit: Become Human è un videogioco d’avventura grafica disponibile su Playstation 4 e PC.

Per chi non lo sapesse, la Quantic Dream è la stessa casa produttrice che ci ha intrattenuto con giochi fantastici come Heavy Rain (2010, PS3/PS4/PC), Beyond: Two Souls (2013, PS3/PS4/PC), Fahrenheit (o Indigo Prophecy in USA e Canada, 2006, PS2, Xbox, PC, Xbox 360, macOS, Linux, iOS, Android, PS4) e Omikron: The Nomad Soul (1999, PC) il cui capo è David Cage.

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