Benvenuti su Pillole di Folklore e Scrittura, lo spazio dove le storie prendono vita e si intrecciano con la magia delle parole. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Roberta De Tomi, autrice versatile e appassionata di fantasy, che ci racconta il dietro le quinte del suo ultimo romanzo “L’angelo caduto di Feerilandia”, pubblicato da Saga Edizioni. Un viaggio emozionante tra amicizie in crisi, antiche leggende e risvegli pericolosi… siete pronti a entrare a Mont Ivory e Feerilandia?
La sinossi:
“Nella città di Mont Ivory stanno accadendo strani eventi. Dana non è più la ragazza piena di entusiasmo che tutti conoscono, qualcosa in lei si è spento. Le amiche di sempre, l’alternativa Vanessa e la talentuosa pianista Morgan, indagano ma trovano un muro. Nel frattempo, nel regno parallelo di Feerilandia, è allerta. Ariel, l’Angelo-Farfalla che duemila anni prima distrusse Atlantide, regno intermedio posto tra Terra e Feerilandia, si sta risvegliando. Strani fenomeni cominciano ad accadere, insieme a delle strane morti. È tempo di combattere e di affrontare le verità su se stessi, il mondo intero, le persone a cui vogliamo bene. Dana sarà pronta ad affrontare il suo destino?”
Roberta, come è nata l’idea de “L’angelo caduto di Feerilandia”? C’è stato un momento o un’immagine particolare che ha acceso la scintilla?
La scintilla è scattata con il bisogno di raccontare questa storia. Ero all’università e, da sempre appassionata di narrativa fantastica, anime e manga, mi sono trovata a riempire delle pagine bianche. Per inciso, tra i riferimenti: “Sailor Moon”, “Rayearth”, ma anche tutto quel filone che dalle majokko ci riporta alle radici della figura della fata (e qui dal Giappone torniamo all’Occidente). Sull’argomento ho passato anni ad appassionarmi a figure protagoniste di fiabe, arrivando a leggere anche testi di folclore. Quindi tanta fantasia, ma anche un background che ho alimentato con il tempo, a partire dalla biblioteca del mio paese dove, con le mie amiche, ho passato pomeriggi tra una lettura e qualche biglietto volante a immaginare nuovi mondi… una fiaba che mi ha cambiato la vita? “La Sirenetta” di Andersen.
Nel romanzo, Dana affronta un profondo cambiamento. Quanto c’è, secondo te, di universale nella sua crisi? E quanto invece di personale?
A un certo punto della nostra vita, dobbiamo accettare determinati, inevitabili cambiamenti. Tutti affrontiamo la crescita, ma c’è sempre quel punto di svolta cruciale che ci obbliga a uscire dal limbo dell’infanzia. La differenza lo fa l’atteggiamento: possiamo subire passivamente tale cambiamento o farlo nostro, renderlo un “alleato”, pur tra mille dubbi e paure. Ecco Dana si trova in questa situazione universale. Dal punto di vista personale è la crisi di una ragazza che a Mont Ivory tutti hanno sempre visto come un modello di perfezione; ma Dana è anche una persona, dentro ha un mondo e questo mondo è investito da qualcosa di così grande che la intimorisce. Ma, al contempo, c’è anche una sorta di magia, un mutamento che nessuno può capire fino in fondo. Ebbene, Dana ha una saggezza interiore, ma una forza che la predispone al cambiamento, insieme all’accettazione di quello che sarà.
Feerilandia è un regno che affascina già dal nome: come hai costruito questo mondo parallelo? Ti sei ispirata a miti o tradizioni particolari?
Feerilandia non è un mondo inventato, almeno non totalmente, poiché nasce dal folclore magico. Diversi testi ne parlano e mi hanno fornito delle informazioni utili che poi ho reso “mie”. Ci sono tanti elementi di invenzione, ma ci sono anche luoghi e creature che derivano da alcune tradizioni. Halxenia è un personaggio di mia invenzione, ma appartiene alla “categoria” degli stregoni. Il “sentiero labirintico” è indicato nei testi dedicati a Feerilandia, ma la Nicchia delle Fate Ridenti, ad esempio, è un’altra mia invenzione, anche se le fate di cui racconto hanno le caratteristiche della tradizione. Inoltre, c’è un aspetto cruciale di cui parlo nel romanzo: l’idea di un mondo parallelo che potrebbe ricongiungersi a quello degli umani, a ripristinare un’antica unità, attraverso il ritorno a una sorta di stato di natura, in cui si rispetta l’afflato vitale della Terra. E la domanda è: davvero gli essere fatati non esistono? E se Feerilandia fosse compenetrata al nostro mondo, ma il nostro legame con la Terra è così materiale che non lo vediamo? Affido queste parole alla vostra fantasia…
Il tema dell’identità e della verità su se stessi sembra centrale. Quanto è importante, per te, raccontare queste dinamiche in una cornice fantasy?
Partiamo dal presupposto che, come per le fiabe, i romanzi fantasy sono storie di formazione, storie in cui avviene un’iniziazione. I protagonisti che vivono un’avventura ne escono trasformati, la narrativa fantastica in tal senso ci porta numerosi esempi: La storia infinita, ma anche lo stesso Harry Potter. Quindi, l’identità diventa un tema centrale in queste narrazione e L’angelo caduto di Feerilandia non fa altro che collocarsi all’interno di questo filone, portando ovviamente una sua visione peculiare. Del resto, Dana, Vanessa e Morgan sono tre adolescenti che stanno cercando la loro strada, come avviene per tutti gli adolescenti… la differenza la fa la magia, ma questa è un’altra storia!
I personaggi di Vanessa e Morgan sono molto diversi da Dana, ma le sono accanto nei momenti difficili. Come hai lavorato sui rapporti di amicizia all’interno della storia?
I rapporti di amicizia rappresentano un altro elemento cruciale, nonché legami centrali nell’adolescenza. Nel romanzo ho cercato di raccontare delle relazioni e le relative dinamiche, in modo credibile, mettendo in evidenza i momenti conflittuali, ma anche quelli che mostrano come noi non siamo delle isole. Noi siamo anche i rapporti che viviamo. Inoltre l’amicizia tra le ragazze ci riporta alla matrice magica del numero tre: tre sono le Parche, triplice è la Dea e… tre sono le Streghe dell’omonima serie!
Senza spoilerare troppo… puoi regalarci un piccolo indizio su cosa dobbiamo aspettarci da Ariel, l’Angelo-Farfalla, e dal suo impatto sulla storia?
Ariel porta con sé un bagaglio di emozioni forti e contrastanti, tra bisogno di accettazione e voglia di rivalsa. È unione e divisione, è contrasto ma anche bisogno di armonia. Inoltre è la magia che da Feerilandia racchiude gli opposti, è ricerca ma anche tempesta che si chiude con l’arcobaleno. Ma occorre che arrivi il sole…
Chiudo con un ringraziamento per avermi ospitato e un magico saluto a chi legge!
Grazie a Roberta De Tomi per averci accompagnato in questo viaggio tra mondi incantati e battaglie interiori.
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