Una vita da cani non è poi così male ft. Gabriele Palumbo

Intervista a Gabriele Palumbo

I cani sono adorabili, vero? Piacciono proprio a tutti! Bè, non è del tutto vero… Alex, il protagonista del romanzo “Zampalandia” di Gabriele Palumbo, non li sopporta proprio! Tutta colpa di una brutta esperienza vissuta da bambino (per me vale lo stesso con le api, ma questo è un’altra storia). L’occasione per vendicarsi dei quadrupedi arriva quando diventare il gestore del canile di Torre del Mare, esperienza che però prende una piega imprevista. Per uno strano scherzo del destino, Alex si ritrova in un corpo molto diverso da quello a cui è abituato e deve unire le forze con gli animali per fermare chi vuole sfruttarli per il proprio tornaconto.

Zampalandia è stato pubblicato nel 2023 da PAV Edizioni e nel 2024 è uscito anche il sequel “Zampalandia – Il Vesuvio di patate”. Si tratta di due letture perfette per i bambini ma in grado di appassionare anche gli adulti, soprattutto per colpa della componente mistery. E se non siete ancora convinti a leggerli, scommetto che la mia intervista a Gabriele Palumbo vi farà cambiare idea!

Ciao Gabriele e benvenuto su Pillole di Folklore & Scrittura! Puoi raccontarci com’è nata l’idea alla base di Zampalandia?

Zampalandia è nata vent’anni fa come un racconto di una quindicina di pagine, scritto senza l’idea di un progetto ampio, ma con dentro già i suoi elementi fondamentali: da una parte il legame con il mio cane Lucky, come grande dimostrazione di amicizia e fedeltà, quella forma di amore assoluto che solo i nostri amici a quattro zampe conoscono; dall’altra il rapporto con mio nonno, che è stato per me una fonte inesauribile di ispirazione. Lui aveva un’immensa creatività, amava gli scherzi, ed era uno chef, ma non di quelli che si vedono in tv: era bravo nei miracoli. Con pochi ingredienti riusciva a cucinare per un esercito. Quel modo di guardare il mondo, di arrangiarsi, è entrato naturalmente nell’anima di Zampalandia. Nel 2020, durante la pandemia, mi sono ritrovato a Torre del Greco, a casa dei miei genitori. Non potendo lavorare, ho ripreso in mano quel testo ed è emersa una visione più grande, fino a trasformarsi in un romanzo di quasi duecento pagine.

La copertina di Zampalandia
La copertina di Zampalandia

Il primo libro è stato pubblicato nel novembre 2023 da PAV Edizioni. Nel 2024 è uscito il secondo volume, Il Vesuvio di Patate, che rappresenta il vero compimento della storia. Anche in questo libro è presente una relazione tra nonno-nipote che mi riguarda molto da vicino e che ha influito sul racconto.

Piccolo spoiler, verrà svelato un fatto fondamentale: nonno e nipote non sono legati dal sangue, ma è stato il nipote a scegliere il nonno. È qualcosa che ho vissuto davvero: avevo da poco perso la mia vera nonna quando, un giorno al mare, incontrai una persona sconosciuta che, a pelle, mi chiamava.

Era forse simile alla nonna venuta a mancare, non so spiegare perché sentii il bisogno di avvicinarmi e le chiesi se volesse diventare mia nonna per davvero. Lei accettò subito e, da quel momento fino alla fine della sua vita, si comportò esattamente come tale! Si chiamava Lina Seminario, e anche lei, senza dubbio, ha contribuito all’idea e all’anima de Il Vesuvio di Patate.

Zampalandia nasce infatti come il racconto di un nonno narrante che parla al proprio nipote, e solo alla fine dei due volumi si comprenderà davvero quale sia il messaggio che ha voluto fargli arrivare.

Per quale fascia di età credi sia più indicata la lettura del primo libro e del suo seguito?

Il primo libro è pensato principalmente per lettori dagli otto anni in su, ma ho scoperto che funziona molto bene anche con gli adulti curiosi. Al suo interno, infatti, c’è una componente di mistero, un giallo, che coinvolge chi legge a più livelli. Il seguito cresce un po’ insieme ai suoi lettori: i temi diventano più stratificati e si sviluppa una vera e propria storia nella storia, che si intreccia progressivamente fino a trovare il suo ordito nell’epilogo finale. Direi quindi dai dieci ai quattordicianni in su, senza però voler mettere paletti rigidi d’età né per l’uno né per l’altro libro.

Quali sono le principali sfide che hai dovuto affrontare nel corso della scrittura?

La sfida più grande è stata trovare il giusto equilibrio, cercando di invogliare il lettore a proseguire la storia alla fine di ogni capitoletto. Mi sono accorto che scrivere per i più giovani non significa semplificare, ma essere ancora più precisi, soprattutto quando si desidera lasciare un messaggio. Ci tenevo molto a inserire dei messaggi educativi: dall’accettazione del diverso, al tema dello sfruttamento degli animali, a quello dell’importanza degli elementi naturali del nostro pianeta, senza però renderli didascalici o forzati, ma facendoli emergere in modo naturale dalla storia. Un’altra difficoltà è stata la costruzione dei personaggi, uno ad uno, curandone l’aspetto fisico, gli atteggiamenti e le espressioni. È stato un lavoro minuzioso, ma anche uno dei più divertenti: dare forma a ciascun personaggio è stato come vederlo prendere vita pagina dopo pagina. A volte li immaginavo muoversi accanto a me, vicino alla scrivania, ed era proprio in quei momenti che capivo fosse necessario fare una pausa.

Pensi che il tuo lavoro come doppiatore abbia influenzato il tuo approccio alla scrittura creativa?

Assolutamente sì. Il doppiaggio mi ha permesso di prendere confidenza con copioni e dialoghi in sala di registrazione, e ciò ha influenzato in modo diretto la scrittura di Zampalandia e Zampalandia – Il Vesuvio di Patate, che sono entrambi molto dialogati, quasi come se fossero il copione di un film o di un cartone animato.

Una foto di Gabriele Palumbo
Una foto di Gabriele Palumbo

Quando immagino un personaggio, penso subito a come potrebbe parlare, a come si esprime, al ritmo delle sue battute. Il suono delle parole, il loro peso, i fiati e anche le pause tra una battuta e l’altra, sono elementi fondamentali del mio modo di scrivere, e derivano direttamente sia dall’esperienza in sala di doppiaggio che in teatro.

Quali sono i tuoi libri e autori preferiti?

Leggo molto, sia per lavoro che per passione, quindi citarli tutti sarebbe impossibile. Mi limiterò a pochi autori e libri che amo di più. I generi che prediligo sono il giallo e il fantasy, e non a caso la dilogia di Zampalandia si muove proprio tra questi due mondi. Ho adorato la saga de Il Signore degli Anelli di Tolkien, così come quella di Harry Potter della Rowling. Tra i grandi classici, Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas e Canto di Natale di Dickens, restano tra le mie opere preferite in assoluto. Per quanto riguarda il giallo, amo tutti i racconti e i romanzi di Sherlock Holmes scritti da Conan Doyle, passando per Agatha Christie, fino ad arrivare a Dan Brown, che leggo sempre con grande interesse, e ad un altro autore contemporaneo, italiano, che apprezzo moltissimo, cioè Maurizio de Giovanni, con le storie del suo Commissario Luigi Alfredo Ricciardi. E sì, naturalmente li possiedo tutti questi libri in edizione cartacea.

Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere una storia rivolta ai più giovani?

Forse direi di non cercare di proteggere eccessivamente il lettore e di non avere paura di temi complessi o delicati: i più giovani sono molto più pronti di quanto spesso immaginiamo. Se sono educati alla lettura e al piacere della lettura, naturalmente. Il consiglio più importante però è dare sfogo alla fantasia e divertirsi. Se chi scrive non si diverte lui o lei per prima, il lettore lo sentirà immediatamente. Quando invece il divertimento è autentico, anche il lettore passa da una pagina all’altra senza fatica.

Sei al lavoro su qualche nuovo progetto letterario?

Sì, lo scorso anno ho portato a termine un testo che ha a che fare con l’universo di Zampalandia, ma che allo stesso tempo se ne distacca molto. È una storia pensata forse per una fascia d’età leggermente più giovane, che parla di crescita, di identità, di cambiamento e di scelte, ma da un’angolazione decisamente opposta rispetto alla dilogia. Il manoscritto è già stato consegnato alla mia casa editrice, PAV Edizioni, e al momento sono in attesa di sapere cosa ne pensano.

Parallelamente, sto lavorando a un nuovo progetto: un fantasy contemporaneo. Di questo però, preferisco magari parlarne più avanti… se e quando sarà il momento più opportuno per farlo.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Gabriele! Potete trovare i due volumi di Zampalandia su Amazon (1 e 2) e sul sito di PAV Edizioni (1 e 2).

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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