L’opposto delle fiabe classiche ft. Martina Tasso

Intervista a Martina Tasso

Negli ultimi anni hanno fatto parlare parecchio di sé i retelling di alcune storie classiche. Si tratta di operazioni che mirano a modernizzare o raccontare da un punto di vista differente i miti del passato, le fiabe o alcuni grandi classici della letteratura. Rientrano in questo filone libri come “Circe” di Madeline Miller, la saga “Orfeo” di Luca Tarenzi e “Izzy e Tristan” di Shannon Hale. Gli autori dei retelling intervengono su vari aspetti dell’opera originale, dando spesso vita a un prodotto più un linea con gli standard moderni o che comunque si differenzia parecchio dalla storia originale.

“Antifiabe storiche” di Martina Tasso, pubblicato da PAV Edizioni, porta avanti un esperimento diverso e forse anche più coraggioso: lasciare pressoché intatte le fiabe originali, portandole però in un contesto storico e/o geografico differente e, soprattutto, privandole dell’alone magico che spesso le circonda. Il risultato solo delle antifiabe storiche capaci di spiazzare il lettore e di spingerlo a scervellarsi per trovare dei collegamenti tra uno dei racconti presenti e la fiaba dalla quale trae spunto.

Siccome il libro mi ha colpito tantissimo per la sua originalità, ho deciso di fare delle domande alla sua autrice per conoscerla meglio e scoprire come vive la scrittura.

Ciao Martina e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! L’idea di prendere spunto da alcune fiabe famosissime per poi ricontestualizzarle in periodi storici ben precisi e cambiare vari aspetti della trama è davvero affascinante. Ricordi come ti è venuta in mente? C’è stata una fonte di ispirazione particolare?

Ammetto che non ricordo da dove sia nata l’idea, perché risale a più di dodici anni fa, ma posso intuire da dove ha avuto origine.
La passione per le fiabe l’ho sempre avuta. Da bambina per l’avventura e l’immaginario che regalavano, da adulta per il simbolismo e i messaggi che contenevano. Non hanno mai smesso di affascinarmi, per una ragione o per un’altra.

La storia è un’altra mia grande passione e tendo sempre ad essere molto puntigliosa nelle mie ambientazioni; mi danno occasione di fare ricerche e scoprire cose sempre nuove su come l’uomo ha vissuto nelle epoche precedenti.

Non ho mai l’intenzione di scrivere un libro; scrivo perché è alienante e catartico. L’ispirazione quindi nasce da sola, partendo dalle cose che mi piacciono o sensazioni che voglio mettere su carta, a cui poi trovo il giusto contesto. Se mi sembra che il prodotto finito abbia del potenziale, provo a pubblicarlo.

Hai una fiaba preferita? È diversa da quella che prediligevi da bambina?

Ho sempre avuto un debole per “Cenerentola” di Perrault e per “La sirenetta” di Andersen (sulla quale ho scritto persino una tesina per un esame all’università). Ma ultimamente mi sono ritrovata a difendere a spada tratta anche Biancaneve, sempre troppo facilmente accusata di non avere spina dorsale, quando dal mio punto di vista è una delle eroine più dignitose e coraggiose. Non posso però omettere “Peter Pan” dalla lista, per una serie di ragioni. Menzione speciale.

Quali fiabe ti piacerebbe inserire in un ipotetico “Antifiabe storiche 2”?

Ti so rispondere facilmente, perché inizialmente le “Antifiabe” dovevano essere nove, ma ho deciso di scartarne due.

La copertina di "Antifiabe storiche"
La copertina di “Antifiabe storiche”

Avevo in cantiere un “Pollicina” ambientato ai giorni nostri, che diventava un’antifiaba sul traffico di esseri umani. Scartata perché la “Pollicina” originale era una favola, non una fiaba. Umanizzare i personaggi che nella favola erano animali era un lavoro diverso da quello fatto per gli altri racconti; si discostava molto e sembrava una cosa aggiunta, fuori tema.

Avevo poi due versioni de “La sirenetta”. Una si intitolava “Nipius e la ninfa di Cartagine” e riscriveva la fiaba ambientandola sulla costa nordafricana, durante l’impero romano, tutto dal punto di vista del “principe” Nipius e di quella che sarebbe diventata la sua sposa. L’ho scartata perché le ricerche stavano diventando infinite, conoscendo io troppo poco la storia romana.

La seconda versione si legava al folklore e alla mitologia africana; avevo spostato l’ambientazione in Ghana e unito la fiaba alla leggenda di Mami Wata. Anche questo era un mondo di cui conoscevo pochissimo. L’ho scartata anche perché la Disney se n’è uscita con il suo live action e sarebbe sembrato che avessi copiato da lì, l’idea di una sirenetta nera.

Un po’ mi spiace, mi attraeva l’idea di creare un’ambientazione che fosse davvero diversa dalla fiaba originale e di avere dei protagonisti neri, senza che questi fossero ridotti al ruolo di schiavi o discriminati a causa del realismo storico delle altre antifiabe. Avrei voluto dar loro una storia in cui avessero una qualche rivalsa. Però si stavano rivelando racconti difficili da scrivere e fin troppo distanti dagli altri della raccolta.

Parlando di storia, qual è il periodo che ti affascina di più?

Non sono affezionata a nessuno in particolare. Mi piace vedere più l’evoluzione dell’umanità nei secoli; come l’uomo di ogni epoca abbia trovato soluzioni ai suoi problemi, come cambia la percezione dell’altro, come si evolve il pensiero e come ciò si riflette nell’arte e nella letteratura, come sono nate le mode, vedere le tappe della conquista dei diritti. Possiamo dire che mi piace il percorso, più che le singole tappe.

In generale, qual è la tua opinione sui retelling?

Sono d’accordo sui retelling se sono fatti bene. Se le modifiche seguono una logica e non solo un gusto capriccioso dell’autore. Per me, puoi pure snaturare l’originale, se ha un senso nel tuo concept e non si contraddice da solo.

Per questo sono molto severa con i live action Disney, ma ho difeso il nuovo “Cime Tempestose”. I primi dimostrano semplicemente di non aver capito il film originale a cui credono di fare un tributo; il secondo è una regia che sa benissimo cosa sta facendo e di star usando il romanzo e i protagonisti come pretesto per raccontare altro. Ma questo sarebbe un discorso troppo lungo e fuorviante da fare in questa intervista.

Le mie “Antifiabe storiche” più che retelling, sono degli spin-off, prequel o sequel; le fiabe in realtà restano intatte. Traslate in un contesto storico e geografico che non è il loro, gli eventi e i personaggi si conservano come nell’originale (indipendentemente da cosa accade nel suo racconto, la bella addormentata viene maledetta, si punge, si addormenta e si risveglia con un bacio); è il contorno che cambia, o la prospettiva. Vengono snaturate nel loro ruolo di allegoria e insegnamento morale, ma era quello il gioco: renderle delle Anti-fiabe.

Quali sono i libri e gli autori che preferisci?

Nella mia top 3 ci sono: “Notre Dame de Paris”, di Victor Hugo; “I pilastri della Terra”, di Ken Follett e il terzo posto se lo contendono “Lolita” di Nabokov e “Madame Bovary” di Flaubert. Prediligo classici, storici e vecchi romance. Ma ultimamente ho dato una chance ai thriller e devo dire che mi stanno conquistando, Dan Brown e Faletti in particolare.

Una foto di Martina Tasso
Una foto di Martina Tasso

Leggo anche molti esordienti, perché ci tengo a sostenere i miei “colleghi”; a volte nascono collaborazioni che diventano amicizie. Ci sono tantissimi nuovi scrittori e scrittrici veramente validi. Consiglio personalmente Alberto Grandi per la fantascienza, Andrea Bonomi per il fantasy, Eufemia Griffo e Priska Nicoly per il romanzo storico. Ma in generale, date possibilità agli esordienti, troverete delle perle!

Al momento sei al lavoro su qualche nuovo libro?

Come dicevo, per me scrivere è catartico, quasi un’esigenza. Quindi sì, ho sempre qualcosa che sto scrivendo, ma vado con calma, portando avanti più progetti di scrittura in parallelo.

Al momento sto lavorando a una specie di romanzo di formazione/on the road, ambientato nel Veneto di metà Settecento, e a un romanzo corale di narrativa, ambientato ai giorni nostri. Due progetti complessi che magari neanche vedranno la luce, ma mai dire mai.

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Martina! Potete trovare “Antifiabe storiche” sul sito di PAV Edizioni e su Amazon

Avatar di Sconosciuto

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

Lascia un commento