Ci sono personaggi nati per far ridere… e poi ci sono quelli che, a forza di farlo, ti fanno desiderare il tasto “mute”. Wendy Oldbag appartiene gloriosamente a entrambe le categorie: icona comica, spalla irresistibile — e, col tempo, sirena d’allarme del “basta così, grazie”.
Continua a leggere “Quando il comic relief diventa comic grief – Il caso di Wendy Oldbag”Categoria: Scrittura
Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 3: Desiderio d’amore
Disclaimer: questo sarà l’ultimo articolo-riassunto (salvo miei ripensamenti), se siete curiosi di continuare la saga non abbiate esitazioni a contattarmi direttamente (gabrieleglinni@gmail.com) 🙂 ciò detto, iniziamo!
Stavamo all’inizio di Wolf vs Lucious, Lilith e Saria. Il finale della seconda serie.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 3: Desiderio d’amore “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 2: Desiderio d’amore
Dove eravamo rimasti?
Ah sì: Wolf arrestato, Lilith impegnata in un processo militare con un uomo che ha più rimorsi che medaglie, e Riza Bravesoul che si rivela una psicopatica con laurea in strategia narrativa.
Wolf è distrutto. In prigione, tra pensieri suicidi e autocommiserazione, si convince di non valere nulla. Ma Blade e Lilith lo vanno a trovare e gli fanno una proposta: libertà vigilata. La stessa condizione di Lilith.
Un modo per farlo tornare in gioco. Una possibilità per indagare, se non proprio riscattarsi. E così, tra sarcasmo e panini consolatori, il trio riparte… con una nuova recluta: un cane lupo di nome Cheap, ferito, affamato, e adorabile. Letteralmente si presenta con un proiettile in bocca. Sì, non è una metafora.
Cheap diventa il simbolo del caos: un piccolo essere ferito che trova rifugio proprio nello studio di Wolf. Perché? Forse perché, come Lilith spiega, “riconosce le aure”. O forse perché, in qualche modo, “qualcuno” lo ha fatto arrivare. Anche perché il proiettile non sembra casuale.
Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 1: Desiderio d’amore
Eccoci arrivati. Il caso finale della seconda serie, la fine di tutto e l’inizio di tutto (che pathos!).
Desiderio d’amore fu per me… estremamente impegnativo da scrivere. Sia perché si sente l’atmosfera “da finale” ancora più che ne L’ascesa dell’oscurità (il quinto caso della prima serie), sia perché il magnitudo e le ripercussioni di questo caso permeano tutto ciò che sarà le successive serie.
Anticipo qualche cosa:
- Parliamo di due investigazioni/processi che si ricongiungono in uno solo, una condotta da Wolf, una da Lilith in parallelo,
- Dopo questo caso, Wolf non sarà più il protagonista,
- Dopo questo caso, Wolf non sarà mai più lo stesso, ancor più che dopo la morte di Ayane.
A livello di scrittura, qui diedi il massimo di me stesso, e… ad oggi è il caso preferito di un po’ tutti quelli che hanno letto. Iniziamo.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 5, parte 1: Desiderio d’amore”Casi extra di Wolf Lonnie Fighting for Truth: Chess Games
Caso extra: la psichiatra assassino, il paziente autistico, l’avvocato depresso e la verità che non arriva mai in orario
C’è un momento nella carriera di ogni avvocato in cui, dopo aver fermato la deriva di una malattia che avrebbe ucciso tutti i criminali mondiali, si ritrova seduto in aula con un caffè stantio e una cliente vestita come un NPC uscito da un indie game su Steam. Benvenuti in “Chess Games”, il caso extra che nessuno aveva chiesto ma di cui, francamente, avevamo bisogno.
Attenzione: l’ho classificato come caso extra di FFT, in realtà è un caso perfettamente a cavallo tra due serie, FFT e ELTT (Eyes, Lies and Trusting Times), infatti Wolf (e Gumshoe) a parte, in questo caso tutti gli altri personaggi non appartengono a me (motivo per cui vedrete poche immagini, e li vedrete tutti segnati con l’asterico*).
Però si tratta lo stesso di un caso che è importante narrare per una vicenda che avrà luogo molto più in là, ovvero Lands of Shallowness.
Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 2: Il salvatore
La seconda parte di Il Salvatore segna il punto più alto (e più oscuro) di tutta la serie fino a questo momento (escludendo la morte di Ayane probabilmente). Qui Wolf non è solo l’avvocato che conosciamo, ma un uomo trascinato dentro una spirale di verità scomode, vecchi fantasmi e conflitti personali laceranti. Dal processo contro Blade e Alfredo fino allo scontro finale contro chi non avrebbe mai voluto scontrarsi, questa fase del caso è un crescendo di rivelazioni, tensione e dolore emotivo.
Solite premesse di scrittura: il punto in cui arriveremo era la mia “altra idea” per uscire dagli schemi della tipica assistente Ace Attorney. E, lo dico subito, chi ha scritto Dual Destinies grazie al cielo non ha avuto le palle, detto in modo molto grezzo, per ripetere la stessa idea con una certa avvocatessa ginger. Ma l’hanno accarezzata. Capirete subito cosa intendo. Perché, proprio lo scontro finale di questo processo aprirà un’era, per così chiamarla, nel mio universo narrativo.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 2: Il salvatore”Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 1: Il salvatore
Ahhh, Il salvatore… uno dei miei casi più ambiziosi e il più lungo che ho scritto (51 capitoli, di cui ben 4 udienze e 2 indagini), è un caso che sono costretto a dividere in due articoli data la lunghezza, la mole di cose che avvengono sia a livello di indagini/caso, sia a livello personale di Wolf con altri personaggi.
Si tratta della summa di tanti plot point aperti finora, tra cui il caso ML-1, e in generale parecchi misteri (riguardanti Lucious, Salinne, Lilith, ecc) iniziano a srotolarsi e a prendere forma.
Al tempo fu un caso veramente divertente da scrivere sia per come l’avevo iniziato (capirete a breve), sia per la natura delle figure chiave del caso: Fantom Dethlone (che discuteremo soprattutto nella seconda parte) e Lilith Light.
C’è tanta ispirazione da Trauma Center, Death Note e, oltre a servire da chiusura all’ML-1, apre le porte per finale, quindi si può dire che quasi un two-parter con il caso 5 (Desiderio d’amore).
Senza perderci in ulteriori indugi, iniziamo pure.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 1: Il salvatore”Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 3: Incubo psicologico
Il terzo caso di Fighting For Truth, intitolato “Incubo Psicologico”, è probabilmente il più intimo, crudo e personale dell’intera saga finora. Un processo che, sotto l’apparente follia narrativa, ci porta dritti nel cuore delle cicatrici lasciate dal bullismo, dall’abuso domestico e dall’emarginazione sociale.
Si tratta di un caso che scrissi come vittima di queste circostanze, quindi ce l’avevo fresco di sfogo. Lo dico chiaramente: al liceo sono stato vittima non solo di bullismo, ma anche di molestie, e questo fu il mio modo per sfogarmi. Inizialmente l’idea era un caso riguardante l’impiccamento di una o più persone in una foresta (stile Aokigahara), poi ho voluto inventarmi qualcosa di molto più complesso, intricato e, allo stesso tempo, irrisolvibile.
Catapulte che sparano corpi in punti strategici del quartiere. Yep.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 3: Incubo psicologico”La Strixina arriva in Sicilia: Antonella Aversente porta a Milazzo la magia di Revence e delle sue parole
Dopo il successo della sua partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, Antonella Aversente si prepara a conquistare un nuovo pubblico. Il prossimo 8 Agosto 2025, sarà infatti Milazzo ad accoglierla per un evento speciale, organizzato dall’Associazione Teseo, interamente dedicato a lei e al suo romanzo d’esordio: Revence.
Nota al grande pubblico per la sua attività su Instagram, dove è conosciuta come La Strixina, Antonella è molto più di una scrittrice: è una voce autentica e profonda che da anni racconta emozioni e sensazioni, attraverso post che toccano l’anima. La sua pagina è seguita da oltre 27.000 persone che ogni giorno interagiscono con lei, lasciando commenti, messaggi e riflessioni. Non si tratta solo di numeri ma di un vero e proprio legame umano fatto di fiducia, ascolto e condivisione.
L’amore di un autore per i propri personaggi (e cinque anni di distacco forzato)
Ho iniziato a scrivere quando avevo 15 o 16 anni. Ora ne ho 32. Fate un po’ i conti: vuol dire che la mia adolescenza, la mia crescita e una buona parte della mia anima sono rimaste infilate tra le pagine di quelle storie (di cui sto attualmente pubblicando una serie di riassunti). Storie che hanno visto la loro fine a dicembre 2019, quando io e chi condivideva con me questo universo abbiamo deciso che era tempo di mettere un punto.
Poi, il 2020. Quell’anno in cui tutto il mondo è andato a pezzi. La persona con cui condividevo il lavoro non c’è più, e, di riflesso, io mi sono ritrovato a blindare quelle storie “a forza”, a metterle sotto chiave nella mia mente, come se fossero una parte di me troppo dolorosa da toccare.
Ma la verità è che lì dentro c’erano pezzi di cuore, risate, rabbia, e sì, anche lacrime. Wolf Lonnie, Lilith Light, Saria Lonnie, Lucious Lowiss, Sean O’Quinn, Mihael Chamilion, Ayane Taubey, Thomas Lonnie, Blade Swordmaster, Gabrielle Lonnie… non erano solo nomi. Erano il mio modo di vivere le emozioni senza filtri. Erano un prolungamento di me stesso, forse anche un modo per imparare chi ero davvero.
Il problema? Quando ti strappi di dosso una parte di te, non resta solo il vuoto. Resta la sensazione che nulla abbia lo stesso sapore. Da scrittore, mi sono ritrovato improvvisamente incapace di dare la stessa intensità alle parole. Le nuove storie mi sembravano parzialmente fredde, o comunque non completamente cariche come volevo, come se qualcuno avesse spento un interruttore interno.
Eppure, recentemente, qualcosa si è sbloccato. Ho ripreso in mano quei vecchi capitoli, li sto rileggendo con la mia fidanzata, e persino aggiungendo nuove storie. E sapete una cosa? È come se un pezzo di me fosse tornato al suo posto.
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