Ha senso imporsi un numero minimo di parole da raggiungere?

Rileggendo “On Writing”, un ottimo libro in cui Stephen King parla della sua vita e della scrittura creativa, mi sono imbattuto in un passaggio che mi ha lasciato un po’ perplesso. Nella parte centrale del romanzo, l’autore del Maine invita tutti gli aspiranti autori a scrivere almeno 1.000 parole al giorno (la metà esatta della sua media giornaliera). Di per sé non è un consiglio del tutto sbagliato: dedicare ogni giorno un po’ di tempo alla scrittura è un ottimo modo per restare allenati e dare vita alla storia che si desidera raccontare quando è ancora fresca nella propria mente. Ciò che mi lascia perplesso è l’invito a fissare un numero minimo di parole da raggiungere. Quando uno scrittore alle prime armi si siede di fronte a un computer o a un pezzo di carta, l’ultima cosa di cui ha bisogno è una fredda cifra a cui guardare con timore, soprattutto se ha poco tempo libero da dedicare alla scrittura.

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