Tre manuali di scrittura creativa a confronto

Le copertine dei manuali di scrittura di Murakami, King e Cotroneo

I manuali di scrittura creativa possono essere molto utili. Oltre a fornire a chi si approccia per la prima volta a questo mondo gli strumenti essenziali per iniziare a creare storie e personaggi, possono dare degli spunti preziosi anche a chi ha già un po’ di esperienza alle spalle, magari aiutandolo ad affinare la propria tecnica o a rivalutare il metodo di lavoro utilizzato fino a quel momento. In commercio è possibile trovarne parecchi, tra cui alcuni realizzati da scrittori famosi a livello globale.

Anche se i temi trattati tendono a ripetersi, il modo in cui vengono affrontati dai vari autori può essere molto diverso e influenzato da fattori come la personalità, l’approccio alla scrittura, le esperienze di vita e gli interessi. Per dare risalto a queste differenze mi è sembrata una buona idea mettere a confronto i manuali scritti da tre autori diversi: Roberto Cotroneo (autore, tra gli altri, di “Se una mattina d’estate un bambino”), Haruki Murakami (noto per libri come “Norwegian Wood”, “Kafka sulla spiaggia” e “L’arte di correre“) e Stephen King (“IT”, “Il gioco di Gerald”, “Carrie” ecc.).

Roberto Cotroneo – “Manuale di scrittura creativa”

La copertina di "Manuale di scrittura creativa" di Roberto Cotroneo

Editore: LIT – Libri in Tasca
Anno: 2008
Pagine: 178
Prezzo su Ibs: 9,72 €

Fra i tre manuali di scrittura creativa che andrò ad analizzare oggi, “Manuale di scrittura creativa” è quello che può contare sull’approccio più “tecnico” al tema trattato. Mentre King e Murakami hanno attinto a piene mani dalla propria vita, Cotroneo ha scelto un approccio un po’ più distaccato e meno autoreferenziale (anche se, ovviamente, qualche rimando ai suoi romanzi è presente).

Il libro è diviso in dieci lezioni, ognuna dedicata a un aspetto diverso. Si parte dalle paure più comuni che attanagliano gli scrittori (come l’ansia da pagina bianca o il timore di non riuscire a portare a termine un testo lungo) e da alcune indicazioni sull’approccio da adottare (l’autore, per esempio, consiglia di scrivere ogni giorno e di porsi dei “paletti” da rispettare) fino ad arrivare alla ricerca della casa editrice. Nel mezzo si trovano tanti consigli utili per gestire elementi come i personaggi, i dialoghi, l’incipit, le descrizioni e la struttura del romanzo. Al termine di ogni lezione è presente un esercizio utile per mettere in pratica quel che si è imparato leggendo il capitolo. Nella parte finale del manuale, inoltre, è presente un elenco delle principali case editrici a cui è possibile inviare il proprio manoscritto, con tanto di indirizzo e link al sito ufficiale.

Ecco un estratto dal primo capitolo che può aiutare a comprendere meglio l’approccio di Roberto Cotroneo alla scrittura creativa:


A chi, in questi anni, mi ha chiesto perché io abbia iniziato a scrivere romanzi ho sempre dato la stessa risposta, che è la più sincera di tutte: io scrivo per sedurre il mondo. Dunque voi dovete scrivere per sedurre il mondo. E in questo caso la parola sedurre vuol dire innanzitutto una cosa. Avere l’ambizione di tenere con voi, sulle vostre pagine, un lettore che della vostra vita, dei vostri pensieri e dei vostri desideri non sa nulla. Rubare il tempo del vostro lettore, sapere che quando avrà mezz’ora libera andrà a cercarvi per stare con voi, attraverso quello che scrivete. Questa è l’ambizione che dovete avere. Trasformare qualcosa di vostro, che pensavate interessasse soltanto a voi, in qualcosa che diventa di tutti, anzi, di più: in qualcosa che con il tempo diventa ancor più dei vostri lettori che di voi stessi.

Roberto Cotroneo

Dal mio punto di vista “Manuale di scrittura creativa” è un libro abbastanza utile per chi è alle prime armi con la scrittura. Il modo in cui è strutturato rende immediato trovare gli argomenti che si desidera approfondire e lo stile di Cotroneo, semplice e diretto, aiuta a capire i concetti alla svelta, senza doverli prima separare dalle informazioni inutili. Anche la lunghezza aiuta: il manuale supera di poco le 170 pagine, caratteristica che rende la sua consultazione piuttosto agevole. Chi ha bisogno di togliersi in fretta un singolo dubbio può farlo senza perdere troppo tempo.

Stephen King – “On Writing: Autobiografia di un mestiere”

La copertina di "On Writing: Autobiografia di un mestiere" di Stephen King

Editore: Frassinelli
Anno della prima edizione originale: 2000
Pagine: 314
Prezzo su Amazon: 9,40 €

Quello di “On Writing” è un caso bizzarro. Il libro è al tempo stesso un manuale di scrittura creativa e un’autobiografia parzialmente romanzata (come ben si intuisce dalle due citazioni presenti all’inizio del libro: “L’onesta è la condotta migliore”/”I bugiardi prosperano”). Nelle prime 90 pagine (circa), King parla della sua vita, del suo rapporto con la scrittura e di quali sono state le esperienze che lo hanno formato come autore e persona. Alcuni aneddoti appaiono un po’ esagerati e lo stesso King ammette di non aver detto proprio tutta la verità, ma in fondo è anche questo il bello.
Nella seconda parte del libro l’autore parla della “cassetta degli attrezzi” che ogni scrittore deve sempre avere a portata di mano. Si tratta di elementi essenziali come la grammatica, il vocabolario utilizzato e alcune regolette di stile da tenere bene a mente (come “evitare l’uso della forma passiva” o “omettere le parole inutili”) . Dopo aver introdotto questi strumenti, King passa a parlare della scrittura in modo più ampio, toccando temi come le descrizioni, i dialoghi e la costruzione dei personaggi. L’autore attinge a piene mani dalla propria esperienza decennale e spesso fa degli esempi basati sui suoi stessi libri, utili non solo per capire meglio i concetti trattati, ma anche per farsi un’idea più chiara del suo approccio al processo creativo.

Ecco un suo aneddoto che spiega come nacque la tecnica di revisione che utilizza tutt’ora:

Da adolescente, mandando racconti al Fantasy & Science Fiction o all’Ellery Queen’s Mystery Magazine, mi abituai a ricevere note di rifiuto che esordivano con «Caro Collaboratore» (per quello che valeva non avrebbe fatto molta differenza «Caro Babbeo»), esultando per qualsiasi commento personale scarabocchiato sulle striscioline prestampate. Erano merce rara, ma quando ne trovavo uno, il sole tornava a splendere e un sorriso mi sbocciava in volto.
Nella primavera dell’ultimo anno a Lisbon Falls, probabilmente nel 1966, ricevetti un appunto scritto a penna che cambiò una volta per tutte la mia tecnica di revisione. Sotto la riproduzione della firma del direttore editoriale compariva l’osservazione: «Niente male, ma SBRODOLATO. Da accorciare in base alla formula: seconda stesura = prima stesura – 10%. Buona fortuna»

Stephen King

Come Cotroneo, anche King fornisce dei consigli a chi vuole pubblicare un romanzo, ma ovviamente riguardano il sistema editoriale statunitense e dunque hanno un’utilità limitata per gli aspiranti scrittori italiani. Restano comunque degli aneddoti molto interessanti, che permettono di farsi un’idea di come funzionano le cose al di fuori della Penisola.

Haruki Murakami – Il mestiere dello scrittore

La copertina di "Il mestiere dello scrittore" di Haruki Murakami

Editore: Einaudi
Anno della prima edizione originale: 2015
Pagine: 186
Prezzi su Amazon: 17,10 € (copertina rigida) – 11,40 € (copertina flessibile) – 9,99 € (formato Kindle)

Più che una guida per chi si approccia per la prima volta al mondo della scrittura, questo libro di Murakami rappresenta una riflessione sulla vita degli scrittori a 360° ed è pesantemente influenzato dal particolare percorso dell’autore giapponese, che ha iniziato a dedicarsi a questa professione quasi per caso. Nei vari capitoli che lo compongono sono presenti poche indicazioni pratiche su come preparare una scena, un dialogo o una descrizione, ma in compenso ci sono tanti approfondimenti su tematiche come l’originalità, la gestione del tempo, le critiche e la scuola. Inoltre, l’autore cerca di rispondere a delle domande spinose come “per chi bisogna scrivere?”, “i premi letterari sono utili?” o “gli scrittori sono delle persone generose?”. Un po’ come “On Writing”, dunque, anche “Il mestiere dello scrittore” è un curioso mix tra un’autobiografia e una serie di considerazioni personali sul mondo della scrittura.

Per esperienza, posso dire che quando in partenza «non ho nulla da scrivere» ho qualche difficoltà a mettermi in moto, ma una volta partito, poi tutto diventa più facile. Perché «non avere sottomano nulla» significa che si può scrivere liberamente quello che si vuole . Supponiamo che disponiate solo di «materiale leggero», e in quantità limitata. Combinandolo in modo da far nascere la magia, potrete comunque creare un numero infinito di storie. Se saprete gestire quest’operazione, e se avete un’ambizione ragionevole, riuscirete a costruire qualcosa che avrà una profondità e uno spessore sorprendenti.

Haruki Murakami

Murakami ribadisce più volte che scrivere è un atto faticoso, che richiede dedizione e costanza. Solo chi ha la forza di volontà necessaria per dedicarsi ogni giorno a questa “tortura” può aspirare a ottenere dei buoni risultati. Si tratta di un tema affrontato anche da King e Cotroneo, seppur con modalità diverse. Un altro punto su cui tutti e tre gli autori concordano è l’importanza di leggere il più possibile per stimolare la creatività e imparare sempre di più. Anche da un brutto libro si possono ottenere degli insegnamenti utili a migliorarsi come scrittori.

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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