Quando si vuole introdurre un bambino o una bambina al genere fantasy, spesso la mente va un po’ verso i soliti libri: “Harry Potter”, “Percy Jackson” “Le cronache di Narnia”, forse “Lo Hobbit” e pochi altri. La verità è che le porte d’ingresso al genere sono più numerose di quel che si potrebbe pensare e che anche degli autori e delle autrici italiane hanno creato delle opere perfette per avvicinare i piccoli al lato più fantasioso della lettura. Un ottimo esempio è “Foglie e Roccia: La Leggenda dei draghi di Finnen”, scritto da Manuela Cazzaro e pubblicato da PAV Edizioni.
Il libro è incentrato sulle avventure di Defne, una bambina orfana che si trasferisce insieme alla nonna adottiva in un villaggio tra le montagne. Un posto apparentemente tranquillo, almeno fino a quando non fa la sua comparsa nel cielo un drago ricoperto di scaglie di pietra. In seguito all’arrivo dell’enorme rettile, Defne incontra un nuovo amico, Aaron, e assieme a lui inizia a esplorare la foresta di Finnen per fare luce sulla situazione.
Oggi ho il piacere di intervistare l’autrice del libro. Come sempre proverò a scoprire qualche retroscena sulla storia e conoscere un po’ meglio chi l’ha scritta, ma farò il possibile per capire anche quali accortezze bisogna avere quando si scrive un’opera destinata a un pubblico molto giovane.
Ciao Manuela e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! Inizio l’intervista con la domanda che faccio a ogni autore e autrice:cosa ti ha spinto a scrivere il libro?
Foglie e Roccia è il mio primo libro, e non solo il primo pubblicato, è in realtà il primo che ho scritto. Già, sono stata fortunata!
L’idea è nata da un sogno in cui ho visto una specifica scena, inserita poi nella storia (non posso specificare perché farei uno spoiler molto importante). Mi è rimasta così impressa che ho deciso di buttarla giù. Poi da lì l’idea è cresciuta dentro di me e intorno a quella scena i personaggi hanno preso vita e non sono più riuscita a fermarmi. Mentre scrivevo non immaginavo di portare il progetto così avanti, credevo al massimo di stampare una copia per regalarla a mia figlia. Però più proseguivo più mi innamoravo del processo e, visto che per portarla a termine mi ci è voluto tempo, molto studio e impegno, una volta finito ho deciso di provare a trasformarla in qualcosa di più concreto.
E, incredibilmente, eccoci qui.
A cosa presti attenzione quando scrivi delle storie rivolte ai più giovani?
Scrivere per bambini e ragazzi è da molti considerato più semplice, quasi una scrittura di serie B, ma non c’è nulla di più sbagliato! Io non ho mai scritto per adulti, e credo che non lo farò mai, ma posso dire che per scrivere per i lettori più giovani ci vuole lo stesso bagaglio tecnico sommato però ad una cura un po’ speciale.

Proprio in questi giorni sto seguendo un corso di scrittura per ragazzi e c’è un concetto mi si è ben cristallizzato in mente: onestà. Credo questa la parola debba guidare un autore/autrice per bambini. E non si parla ovviamente di limitare la fantasia, anzi. Ma evitare il più possibile di “manipolare” il pensiero del lettore in una fase dove ancora non ha quella lucidità che hanno (o dovrebbero avere) gli adulti. Non va bene riempire le pagine di lezioncine e delle nostre verità. Non dobbiamo dar loro risposte o suggerire direzioni, ma far sì che si pongano domande, e non è per nulla semplice.
C’è un messaggio particolare che speri di riuscire a far arrivare ai lettori?
Per quanto riguarda Foglie e Roccia, spero che i lettori si accorgano, leggendo, di quanti limiti ci imponiamo da soli e di quante cose invece saremmo in grado di realizzare una volta liberi da pressioni esterne o paure. Sempre per quanto detto prima, anche se al momento della scrittura del libro non avevo ancora sviluppato le consapevolezze che ho ora, dopo altro studio e tanta altra scrittura, ho voluto QUEL finale. Mi piace pensare che, così come per Aaron e Defne le pagine finali della storia sono solo l’inizio di un infinito arcobaleno di possibilità, questa sensazione possa passare anche nel lettore.
Quali sono i libri e gli autori che ti hanno formata come lettrice e autrice?
Da piccola purtroppo non sono stata una grande lettrice. Ho riscoperto la passione per i libri in età adulta e credo che questa mia lacuna sia una delle cose che mi stimola a cercare di coinvolgere proprio i lettori più giovani.
Oggi sono una lettrice onnivora, non amo un genere in particolare, amo le belle storie, che siano gialli, avventure fantasy o storie di formazione, basta che mi intrappolino tra le pagine. Tendo a leggere molto per ragazzi, per studio e perché ci sono storie meravigliose (e molto sottovalutate) sotto quelle copertine colorate.
Se devo nominare libri che mi hanno in qualche modo segnata uno è sicuramente “La storia infinita”: scoprire quanto altro c’era dietro al film che già amavo mi ha fatto capire quanto le parole abbiano il potere di stimolare l’immaginazione e la fantasia.
E poi c’è Anna Shirley. Il personaggio creato dalla Montgomery, così complesso e unico, è uno dei miei riferimenti.
Hai una routine di scrittura particolare?
Mi piacerebbe, ma prima che scrittrice sono mamma, moglie e impiegata a tempo pieno. Ritaglio il tempo per scrivere e studiare (non ci si ferma mai!) un po’ alla sera, un po’ nei weekend. Per fortuna ho una famiglia che mi sostiene e che mi lascia i miei spazi.
Quando scrivo però ho bisogno di tranquillità e silenzio, una tazza di tè caldo e, magari, un cioccolatino per ricaricare le energie.
Chi è il lettore ideale di “Foglie e Roccia: La leggenda dei Draghi di Finnen”?
Impariamo che quando scriviamo una storia dobbiamo avere in mente un “lettore ideale” poi, quando la portiamo al pubblico ci piace dire che sia una storia che “tutti” possono amare.
Io scrivo storie per bambini/e e ragazzi/e, quindi sono loro i miei lettori: i bambini oggi e quelli che sono riusciti a trattenere un po’ del bambino che erano anche in età adulta.

In questi due anni ho potuto capire che Foglie e Roccia è apprezzato da chi ama le avventure e crede nell’impossibile, a prescindere dall’età.
Al momento sei al lavoro su qualche progetto letterario?
Oh sì. La mia mente è sempre in movimento. Dopo Foglie e Roccia ho scritto altre due storie, sempre per giovani lettori, che sono in cerca di una casa editrice, ma nei miei cassetti mentali ci sono almeno altri due progetti che potrebbero nascere nel prossimo futuro.
Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Manuela! Potete trovare “Foglie e Roccia: La Leggenda dei draghi di Finnen” sul sito di PAV Edizioni e su Amazon.