Vampiri, sangue e sonorità pop punk ft. Alessandro La Fauci

Intervista ad Alessandro La Fauci

I vampiri godono di un fascino senza tempo. Spesso notturni e assetati di sangue, nel corso dei decenni sono stati rappresentati in molti modi diversi: nella saga Twilight brillano al sole, in Cronache dei vampiri vivono emozioni complesse e in Vampire: The Masquerade fanno parte di una società che segue regole ben precise. Nel libro Sangue fortunato di Alessandro La Fauci, pubblicato da PAV Edizioni, queste creature mitologiche sono chiamate a compiere delle scelte difficili, che spesso riflettono un mondo interiore nel quale le sfumature sono molto più comuni del bianco e del nero, soprattutto quando si parla di adolescenti come i protagonisti.

Per conoscere meglio l’autore di questo romanzo affascinante, ho deciso di fargli delle domande. Non si può esattamente definire un’intervista con il vampiro, ma direi che ci stiamo avvicinando!

Ciao Alessandro e benvenuto in Pillole di Folklore & Scrittura! Parto dalla più classica delle domande (che però porta sempre a risposte molto interessanti): Com’è nata l’idea alla base della storia?

“Sangue Fortunato” è nato nel momento in cui grazie al punk rock ho ritrovato l’adolescente che ero. Da lì l’idea di scaraventare un gruppo di adolescenti legati da un’amicizia viscerale in un mondo che di colpo li costringe a prendere decisioni irrimediabili. Ed è stato emotivamente potentissimo tornare a vedere il mondo con gli occhi di un diciassettenne, senza i filtri dell’età adulta.

Nel corso degli anni la figura del vampiro è stata reinterpretata in molti modi diversi. Qual è la tua preferita?

Rispetto profondamente il vampiro primordiale, il predatore spietato e manipolatore: il Dracula di Bram Stoker, che ha ispirato capolavori come “’Salem’s Lot” di Stephen King o “Lasciami entrare” di John Ajvide Lindqvist.
La mia preferita, però, nasce sulla scia tracciata da Anne Rice e in particolare dal Dracula di Francis Ford Coppola, che ha dato al vampiro un’anima e quindi la capacità di amare. Questo lo ha reso ancora più complesso e imprevedibile,
e soprattutto ha influenzato la serie tv che più di tutte mi ha ispirato: “Buffy the Vampire Slayer”.

E cosa puoi dirci, invece, dei vampiri presenti in “Sangue Fortunato”?

I vampiri di “Sangue Fortunato” hanno un’anima, e questo li rende liberi di scegliere.

La copertina di Sangue fortunato
La copertina di Sangue fortunato

E un vampiro che può scegliere è capace di fare sia del bene sia del male. Nel romanzo, quindi, ci sono vampiri buoni e cattivi, cacciatori buoni e cattivi, politici buoni e cattivi… insomma, come nella vita.

Che canzoni consiglieresti come sottofondo durante la lettura del libro?

È un libro strapieno di canzoni, e nelle ultime pagine c’è una playlist che le elenca tutte. In quasi ogni scena ne ho inserita una che potesse esaltarne la lettura. Sono presenti più generi musicali, anche se quasi tutti vicini al rock ’n’ roll. In particolare c’è molto pop punk, perché è il genere che più di tutti incarna l’essenza di “Sangue Fortunato”.
E ne sono felice, perché è un genere spesso screditato dall’ambiente rock (un po’ come capita al fantasy in ambito letterario). E dargli così tanto peso mi ha permesso di mostrare il mio modo di vivere la musica: senza pregiudizi. In un
quarto d’ora posso ascoltare Chuck Berry, Ed Sheeran, gli AC/DC e i Blink 182.

Hai dovuto affrontare delle difficoltà particolari durante la stesura della storia?

Sì, ho scelto di applicare uno stile di scrittura immersivo, che esaspera il principio “show don’t tell” mettendo in scena l’intera storia, anziché raccontarne alcune parti e mostrarne altre. Questo ha reso la stesura un estenuante esercizio di scrittura e sceneggiatura, che in verità mi ha tolto libertà e impedito di mostrare interamente il mio stile. Ma credo
che uno scrittore debba mettersi sempre al servizio della storia che intende scrivere, e che per arrivare al cuore del lettore “Sangue Fortunato” avesse bisogno di essere scritto esattamente così. Detto questo, lo ritengo uno stile estremo, che non riproporrò spesso in futuro perché credo sia adatto solo a un determinato tipo di storie.

Quali sono i libri che hanno avuto l’impatto più grande sulla tua vita?

Da bambino, per motivi chiaramente diversi, “Peter Pan” di James Matthew Barrie e “Il diario di Anne Frank”. Da adolescente, “Dracula” di Bram Stoker e “On The Road” di Jack Kerouac. E da adulto, “Life” di Keith Richards, “Il
giovane Holden” di J.D. Salinger, “Alta fedeltà” di Nick Hornby, “Oceano mare” di Alessandro Baricco e chissà quanti altri.

Una foto di Alessandro La Fauci
Una foto di Alessandro La Fauci


Ma il più importante in assoluto è stato “22/11/63” di Stephen King. Leggendolo è scattato qualcosa, e mi sono definitivamente e irrimediabilmente innamorato della narrativa.

Al momento sei al lavoro su qualche nuovo progetto letterario?

Ho un romanzo in uscita. S’intitola Mondomania.
Ho iniziato a scriverlo nel 2020, e prima di allora non avevo mai pensato di scrivere un romanzo né di diventare uno scrittore. Di fatto, mi ha stravolto la vita.
È il romanzo che ho cercato per anni senza trovarlo. Ha germogliato nascosto, è cresciuto lento, e in questi anni ho imparato a cercarlo e ad aspettarlo. E alla fine sono riuscito a trovarlo.
Spero davvero che riuscirà a regalare le emozioni che ho vissuto scrivendolo, e magari anche un po’ di risate perché, come diceva Calvino, il lettore compra il libro, ci investe del tempo, e si deve divertire.

Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, Alessandro! Potete trovare Sangue fortunato sul sito di PAV Edizioni e su Amazon.

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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