Un romanzo steampunk a tinte horror ft. Andrea Rapini

Intervista ad Andrea Rapini

Eccoci arrivati all’ultima intervista prima della pausa estiva! Visto che per un po’ dovrò lasciarvi a bocca asciutta, mi è sembrato giusto portarvi un finale di stagione all’altezza delle aspettative. L’autore che scoprirete nell’odierno round di domande e risposte ha creato un romanzo steampunk diverso dal solito, al posto di concentrarsi sulle mirabolanti creazioni rese possibili dalle scoperte scientifiche ha preferito dare spazio alla sopravvivenza del genere umano in un contesto ad altissima tensione. Opona, la città che dà il nome al libro, è infatti uno dei pochi luoghi sicuri in un mondo messo a dura prova da un cataclisma e dalla presenza di terribili abomini antropofagi. Trovare degli elementi horror e post-apocalittici in una storia di questo genere è tutt’altro comune e durante la mia chiacchierata con Andrea Rapini scoprirete nel dettaglio com’è nato questo ibrido affascinante.

Ciao Andrea e benvenuto su Pillole di Folklore & Scrittura! Parto con una domanda classica: com’è nata l’idea alla base di “Opona”?

L’idea di base viene da un insieme di fattori. Nello specifico, un’illustrazione di Keith Thompson, un periodo in cui ho ascoltato tanto Dark country (Builders & The Butchers ed altri) ed un gioco di ruolo che avevo iniziato a sviluppare, che come tante cose non ha più visto la luce. A questo ho unito una certa passione per alcuni elementi del folklore e della mitologia russa (Opona viene proprio da quello). 

La copertina di Opona
La copertina di Opona

Molti pensano che “L’attacco dei giganti” sia stata l’ispirazione principale, ma avevo iniziato Opona prima di conoscerlo. Poi, durante la scrittura ho seguito l’anime , quindi potrebbe esserci stata qualche influenza nel tempo. Per lo stesso motivo, ho letto la trilogia “Steampunk” di Paul Di Filippo, che ha dato qualche spunto. Insomma, è una sorta di enorme Frankenstein. 

È stato difficile mischiare il lato steampunk con la componente horror?

In realtà mi è piaciuto molto, perché reputavo che, per l’idea di base, ci dovesse essere l’impressione di questo assedio costante dall’esterno, come se il mondo fosse cambiato e la natura non ci voglia più sulla terra. Spero di essere riuscito a trasmettere questa sensazione nelle descrizioni dei mostri, specialmente.

 Che consigli daresti a chi si vuole approcciare al genere steampunk?

Come consiglio principale dirò una cosa che molti scrittori forse non approveranno, ovvero guardare tante immagini, specialmente di Keith Thompson appunto, che ha illustrato la trilogia di leviathan, libro che non ho molto amato, e ho comprato in pratica solo per le immagini🤣 . 

Dico questo perché di libri steampunk, quando iniziai Opona, ce n’erano davvero pochi, ed ho dovuto affidarmi alla fantasia degli illustratori per farmi maggiormente un’idea di come funzionasse il mondo. Sulla parte horror, sarò classico, ma di sicuro Zdzisław Beksiński.

Ci sono degli autori o delle autrici che consideri una fonte di ispirazione?

Rispondendo più nello specifico, devo dirti che Paul Di Filippo e Scott Westerfeld, autore di “Leviathan”, mi hanno seguito su questo percorso, quando però l’avevo già cominciato. Dunque, al livello di scrittura non ho molti riferimenti per lo steampunk che ho seguito. Anzi, confesso che il periodo in cui ho scritto Opona è stato uno di quelli in cui ho letto di meno nella mia vita. Spero non si noti dalla scrittura. 🤣

Prima o durante la stesura del libro hai dovuto fare delle ricerche su alcuni temi particolari?

Sì, sono partito dalla mitologia russa, e sono finito a fare un corso della croce rossa per sapere quali fossero le procedure da seguire in caso di primo soccorso in situazioni d’emergenza. 🤣 Lo so, un approccio un po’ eccessivo, ma volevo che trasparisse il più possibile la formazione dei guardiani, non tanto militare, ma più di soccorso. 

Una foto di Andrea Rapini
Una foto di Andrea Rapini

 A quali opere paragoneresti “Opona”? Possono essere altri libri, ma anche videogiochi, fumetti, film ecc.

Come sopra, ti direi che “L’attacco dei giganti”, “Leviathan” e la trilogia “Steampunk” sono i primi nomi che mi sento di accostare ad Opona. Dopo di questi vengono “Ergo Proxy”, “Stand still stay silent”, “Il quinto giorno”, “Berserk”, e molti altri.

 Al momento sei al lavoro su qualche storia nuova?

Nell’ultimo anno sono riuscito a finire l’ultimo libro della quadrilogia che inizierà da essere pubblicata quest’anno, la saga dell’Era degli Eroi, e mi sono cimentato in un fantasy autoconclusivo, cosa che volevo fare da una vita. Nel frattempo, ovviamente, ho cominciato infiniti progetti che forse non finirò mai🤣, come un libro storico fantasy su una ragazza Lakota che raggiunge l’Europa di fine ottocento per cercare il fratello, e l’ennesima saga di x libri, affascinato dalla figura della fenice. 😂

Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Andrea!

Potete trovare “Opona” sul sito di PAV Edizioni e su Amazon. Seguite l’autore su Instagram per restare sempre aggiornati sulla sua attività.

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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