Proprio come Gabriele, in passato pure io ho dedicato tempo ed energie a una fanfiction incentrata su Ace Attorney, serie di videogiochi che mi porto nel cuore da quando avevo 15 anni. Tra il 2007 e il 2010 ho portato avanti in modo discontinuo le avventure del giovane avvocato Justin Shield e dei suoi nemici e alleati, senza però arrivare mai a un finale vero e proprio. Se Gabriele ha avuto la pazienza e la costanza di partire da una “semplice” fanfiction e trasformarla poco per volta in un’opera più grande e complessa, io a un certo punto mi sono arreso, lasciando tante storyline senza una conclusione, forse sopraffatto dall’enormità di un progetto del quale, a conti fatti, avevo scritto a malapena il 20% (a essere ottimisti).
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Princess’ Awakening – Turnabout Starfall
Un caso scritto alcuni anni dopo la fine stessa di Fighting for Truth, ambientato tra il secondo caso (Il giudizio del cosmo) e il terzo (che leggerete tra poco), la cosa interessante è che è interamente povvato dalla Salinne che avete imparato a disprezzare nel precedente articolo. Quindi, per quanto mi riguarda, fu il primissimo caso in assoluto scritto dal punto di vista di un procuratore (novità per ciò che concerne Ace Attorney).
Fa parte della serie Princess’ Awakening, con protagonista, per l’appunto, Salinne (e successiva sua vera identità), una collezione di storie di vari tipi (Ace Attorney, investigativo, storie weird) che andranno a formare lo sviluppo del suo personaggio.
Si tratta anche di un caso molto importante in quanto setta due villain fondamentali per la serie, anche se non nell’immediato: Elvis Allgood e Carl Richmond (che, ricorderete, è stato il colpevole del primissimo caso di Wolf Lonnie!).
Si tratta inoltre di un caso ambientato in un Gamestop, quindi parecchio divertente da questo punto di vista, e parte con una premessa intrigante: e se il nuovo avvocato in partenza se la vedesse immediatamente male?
Come sempre, i personaggi segnati con * sono personaggi di altri autori.
Continua a leggere “Princess’ Awakening – Turnabout Starfall”Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 2: Il giudizio del cosmo
E niente, avevo detto che Fighting for Truth sarebbe stata una serie più cerebrale, più matura, più grigia. Però ciò non mi ha fermato dallo scrivere un dibattimento legale… contro un alieno. Sì, avete letto bene. Un alieno. Con tanto di nome impronunciabile, crisi esistenziali cosmiche e un trauma intergalattico alle spalle.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 2: Il giudizio del cosmo”Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 1: Incontri ed enigmi
Lo ammetto. Dopo Il vero epilogo pensavo di aver chiuso. Avevo detto tutto. Morti, drammi, coltellate al cuore (letterali e metaforiche). Poi sono passati mesi, ho respirato, ho guardato Death Note, mi è iniziato a mancare Wolf, e mi son detto: “E se ripartissi con una nuova saga, ma stavolta più cerebrale, più ambigua, più ‘ogni personaggio è una mina emotiva ambulante’?”
L’intento era infatti scrivere personaggi ambigui, moralmente grigi, anziché malvagi o malvagi con traumi.
Dirò di più: i quattro personaggi nella cover di questo articolo, da sinistra verso destra Lilith Light, Wolf Lonnie, Lucious Lowiss e “per il momento” Salinne, sono i quattro personaggi che mi sono portato avanti più di tutti, di cui più ho scritto storie e che più ho fatto crescere. In definitiva penso i miei personaggi migliori come autore.
(e spero che Will Grayson, di Descend-ent, ci riesca lontanamente a competere, appena esce il romanzo)
Nasce così Fighting for Truth, che prende la scena mesi dopo la fuga di Reginald.
Il tribunale è stato ricostruito , ora ha l’estetica Apollo Justice, e Wolf Lonnie… è cambiato.
Altra cosetta interessante: Fighting for Truth l’ho scritto MENTRE avevo finito quasi di pubblicare Wolf Lonnie: Ace Attorney su un forum di Phoenix Wright, e fu la mia primissima esperienza di pubblicazione di un mio lavoro su una piattaforma.
Continua a leggere “Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 1: Incontri ed enigmi”Casi extra di Wolf Lonnie Ace Attorney: Conflitto furibondo e Il vero epilogo
Conflitto furibondo
Quando penso a Conflitto Furibondo, il secondo dei tre casi extra di questa lunga saga, la parola che mi viene in mente non è “giustizia”, ma “inevitabilità”.
Questa storia, ambientata nel passato rispetto alle vicende principali di Wolf, mette in scena Diego Armando e Mia Fey, un duo affiatato, ma ancora acerbo.
Apro parentesi: scelsi Diego in quanto avevo già inserito il cameo di Godot, e a livello di timeline e tizio interessante cadeva perfettamente, ma non avevo ancora giocato Trials and Tribulations (non era uscita la traduzione ita), quindi mi basai, sia per Godot che Diego, su quanto avevo letto sul sito Court Records (e pare mi vennero entrambi bene).
Diego è già il solito caffè fumante e sarcasmo pungente, Mia è l’astro nascente che si sta formando, ma che non ha ancora dovuto affrontare il peso del “nome Fey” fino in fondo. A condurre l’accusa, il ruvido Neil Marshall, un uomo che ha ben chiaro il confine tra legge e caos — anche se non sempre riesce a stare dalla parte del primo.
Nel mezzo? Un massacro in un ritrovo criminale, un’arma rubata, un cast di criminali disfunzionali e un ragazzino di nome Wolf Lonnie che, a otto anni, già mette a disagio in tribunale più degli imputati stessi, insieme ad Ayane che ha sei anni.
Ma non è per Diego o Mia che questo caso rimane impresso. Lo è per due nomi: Knight Darketh… e suo figlio, Reginald.
Continua a leggere “Casi extra di Wolf Lonnie Ace Attorney: Conflitto furibondo e Il vero epilogo”Truthseekers’ files – TuMour
Attenzione: contenuti potenzialmente disturbanti.
Dopo aver raccontato L’Ascesa dell’Oscurità, uno potrebbe pensare: “Ok, siamo arrivati alla fine. Boss finale sconfitto, giustizia ripristinata, spade magiche archiviate… è fatta.”
E invece no.
Perché se c’è una cosa che Wolf Lonnie: Ace Attorney mi ha insegnato (o meglio, la smania di continuare ad aggiungere storie e ad approfondire tizio caio e senpronio), è che la verità non finisce mai nei titoli di coda. Ebbene sì, siamo solo agli inizi.
Ci sono ancora troppe domande sospese, troppi volti da esplorare, troppe lacrime non versate. E, soprattutto, c’è Reginald Darketh. Un villain così denso che ha straripato dai confini del suo stesso caso per contaminare passato e futuro. Letteralmente.
È per questo che ho scritto tre casi extra, prima della seconda serie, ognuno con una funzione ben precisa:
- TuMour: un caso a sé, scritto anni dopo, che ritorna nel passato per mostrarci Ayane viva e luminosa… in larga apparenza (come avrete intuito dalla cover di questo articolo). Una storia che respira malinconia e che introduce un luogo fondamentale: il Sacrocuore.
- Conflitto furibondo: flashback nel passato, ai tempi d’oro di Diego Armando e Mia Fey contro il procuratore Neil Marshall. Qui getto luce sulle origini di Reginald, scavando nella genesi del male e mostrando come anche i mostri abbiano una radice fragile.
- Il vero epilogo: salto nel futuro, dove la nuova generazione entra in gioco. La protagonista è Gabrielle, figlia di Wolf. È lei a raccogliere l’eredità, affrontare gli ultimi segreti e concludere la storia là dove tutto è cominciato.
I miei inizi di scrittura – Wolf Lonnie Ace Attorney caso 5: L’ascesa dell’oscurità
(Il caso in cui ho fatto saltare per aria il tribunale, prima che succedesse nella serie originale)
Lo confesso: quando ho iniziato a scrivere Wolf Lonnie: Ace Attorney, pensavo che l’apice del dramma sarebbe stato uno di quei processi con il testimone strambo e il colpo di scena finale. Inizialmente la trama in testa a me era legata a questioni di eredità di soldi di famiglia Lonnie e non so che altro.
Poi è arrivato il quinto caso e ho voluto raddoppiare sul tema sci-fi introdotto dal terzo caso. E non solo, in generale su tutta la lore di spiriti, percezioni, Magatama e mondo fantastico già piazzato da Ace Attorney. Ecco, diciamo che qui ho smesso di scrivere un “gioco investigativo” e ho iniziato a evocare direttamente i boss finali dei videogiochi GDR.
Benvenuti in L’ascesa dell’oscurità: il caso in cui il procuratore nemico è il signore delle tenebre, una spada cambia le sorti del mondo, e ogni OBIEZIONE è più un’esplosione che un gesto legale.
I miei inizi di scrittura – Wolf Lonnie Ace Attorney caso 4: Verità congiunte
Mi piacerebbe dire che il quarto caso della saga di Wolf Lonnie: Ace Attorney sia solo “importante”. Ma la verità è che è stato un punto di rottura. Uno spartiacque. Il caso in cui, da adolescente, ho smesso di scrivere a caso. Dove la leggerezza dei casi precedenti è evaporata come il fumo di un’esplosione.
Questo è il caso in cui Ayane muore.
Ed è anche quello in cui Cruel Totarness – o meglio Thomas Lonnie, padre di Wolf – rivela tutta la sua follia e il suo sadismo in un crescendo teatrale, filosofico e profondamente disturbante.
È il caso in cui Wolf perde tutto e inizia la vera storia e il motivo per cui la mia saga venne tanto amata.
Continua a leggere “I miei inizi di scrittura – Wolf Lonnie Ace Attorney caso 4: Verità congiunte”I miei inizi di scrittura – Wolf Lonnie Ace Attorney caso 3: La cascata dei misteri
Tra scienziati smemorati, deltaplani, e la prima volta che ho detto “forse dovrei iniziare a scrivere sul serio”
Con il terzo caso di Wolf Lonnie: Ace Attorney avevo ormai abbandonato qualunque parvenza di realismo giuridico. Non che prima ci tenessi troppo, ma “La cascata dei misteri” è stato il mio primo vero tuffo (letterale) in atmosfere fantascientifiche, paranormali e assurde.
E a rileggerlo oggi, posso dire una cosa con chiarezza: non sapevo cosa stavo facendo, ma mi stavo divertendo un sacco.
I miei inizi di scrittura – Wolf Lonnie Ace Attorney caso 2: La morsa inoppugnabile
Se il primo caso della saga Wolf Lonnie: Ace Attorney era una spensierata gita in aula tra funghi e testimoni stonati, il secondo è stato tipo: “Ehi, e se uccidessi un personaggio importante così, senza motivo?”.
Così nacque La morsa inoppugnabile: il mio secondo caso, scritto di getto, senza piani, senza coerenza strutturale, e con più colpi di scena di quanti il mio io quindicenne potesse effettivamente gestire.
E sì, lo ammetto: non avevo minimamente idea di dove volessi andare a parare. Ho letteralmente fatto morire la madre di Ayane, la mia spalla narrativa principale, solo perché… boh, mi sembrava una cosa seria. Penso. Credo. Qualcuno la chiamerebbe “scelta drammatica”. Io direi “improvvisazione selvaggia”.
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