Un manoscritto di mano in mano ft. Progetto Scrittura – Michela Alfano, Sara Coradduzza, Mariana Magrotti, Beatrice Spada

Benvenuti! Per quest’occasionale speciale abbiamo non una, non due persone, ma un’intera agenzia letteraria che si è offerta di dedicarsi a quest’intervista!
Quindi, prima di tutto, grazie di cuore per la vostra partecipazione, Michela, Sara, Mariana e Beatrice. Il blog Pillole di Folklore e Scrittura è onorato e felice di potervi ospitare.
Volete iniziare presentandovi, e spiegando in cosa consistono i vostri ruoli, e di cosa si occupa l’agenzia più nel dettaglio?

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Qual è la differenza tra parole, battute e caratteri? E cos’è una cartella editoriale?

Quando si è alle prime armi con la scrittura, può capitare di fare un po’ di confusione fra tre termini: “parole”, “battute” e “caratteri”. Questi lemmi, apparentemente simili, si riferiscono a tre concetti diversi ed è bene conoscerli per comprendere meglio il mercato editoriale. Scopriamo assieme quali sono le differenze.

Nei programmi di videoscrittura, come Microsoft Word, le “parole” sono tutti i lemmi che vanno a comporre il nostro testo. Nel loro conteggio non sono inclusi gli spazi o i segni di punteggiatura. Uscendo un attimo dai programmi di videoscrittura, nel mercato editoriale ogni parola corrisponde a sette battute (sei caratteri alfanumerici più lo spazio) in italiano e a sei battute in inglese (cinque caratteri alfanumerici più lo spazio). Conoscere questi parametri è piuttosto utile per varie categorie professionali, dagli editor ai traduttori.

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Raccontare con gli audiobook ft. Marco Fortino

Benvenuti in questo nuovo articolo d’intervista! Per questa occasione, abbiamo come ospite Marco Fortino, che ha scritto e lavorato su un audiobook, disponibile su YouTube.

Essendo la tematica interessante, ho deciso di intervistare Marco sull’argomento. Dunque, benvenuto, e grazie per averci onorati con la tua presenza! Siamo felici di averti come ospite su Pillole di Folklore e Scrittura.

Ti va di presentarti, raccontandoci in che modo è nata la tua passione per la scrittura e si è poi evoluta in produzione di audiobook?

Ciao Gabriele, grazie a te per l’interesse! Molto sinteticamente: vivo a Parma e scrivo per passione da molti anni, ma ho deciso di pubblicare solo recentemente il mio primo libro, “Soli e Imperfetti”, che è una raccolta di racconti. Gli audiobook hanno rappresentato un passaggio fondamentale nella pubblicazione del libro: da tempo seguivo il canale YouTube di Lorenzo Loreti, un doppiatore che si dedica anche alla lettura di romanzi e racconti sia di Stephen King che di scrittori emergenti. Mi è venuta l’idea di fargli leggere un mio racconto e di usarlo poi come “trampolino promozionale” per il mio libro. Da lì è partito tutto.

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Esordi di scrittura – Alessandro

Proprio come Gabriele, anch’io provo una grande nostalgia della sensazione di assoluta libertà che provavo durante la stesura delle mie prime “opere”.
Tutto iniziò quando avevo 13 anni. Dopo la lettura della serie “Le Cronache del Mondo Emerso” di Licia Troisi provai per la prima volta il desiderio di scrivere un romanzo e di vedere, un giorno, il mio nome su una copertina.
Mi misi subito all’opera e nel giro di un’estate sfornai il mio primo “libro”, dal titolo per nulla edgy: “Le guerre infernali”.
Pure per me che l’ho creato non è troppo semplice descriverlo. A ben guardare era un mischione di tutto quello che mi piaceva in quel periodo: Harry Potter, Tales of Symphonia, le Cronache del Mondo Emerso e vari anime e manga.
Il tutto condito con una dose abbondante di riferimenti biblici a caso.

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Esordi di scrittura – Gabriele

Come tutti, sia io che Alessandro abbiamo fatto i primi passi in scrittura tanti, tantissimi anni fa. In questo articolo, racconterò dei miei (terrificanti) esordi, e cos’è cambiato da allora.

Sebbene le mie origini scrittorie risalgano a una sottospecie di fanfiction di Dragon Ball, e una sorta di strano e insensato processo basato su Ace Attorney e con protagonisti dei miei amici, lo attribuisco formalmente alla storia Wolf Lonnie: Ace Attorney.
Come presuppone il nome, Wolf Lonnie: Ace Attorney era inizialmente un racconto basato sulla saga del gioco Phoenix Wright: Ace Attorney.

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La solitudine in scrittura creativa

Caratterizzare un personaggio non è un’impresa facile: spesso bisogna bilanciare aspetti positivi e negativi, al fine di creare una figura complessa, sfaccettata e credibile.
Uno di questi aspetti che ho sempre trovato interessante, in un personaggio, è quello della solitudine.
I motivi per cui un personaggio può essere solo possono essere molteplici: è rimasto orfano perché i suoi genitori sono stati uccisi, è vittima di bullismo, si isola perché non riesce a rapportarsi alle altre persone, ha paura di mostrare chi è veramente, eccetera.

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Famiglia, società e formazione in scrittura

Considero la famiglia una tematica particolarmente appassionante in scrittura e narrativa: in quanto nucleo della società ci dice molto su chi siamo e su chi siamo stati, ed è interessante rilevare analogie e differenze con altre culture, più o meno lontane dalle nostre nello spazio e nel tempo. Proprio all’inizio dell’anno ho recensito per Il Pickwick, rivista con la quale collaboro, il romanzo The fifth child (ossia Il quinto figlio) di Doris Lessing,  che parla di una coppia in contrasto con il modello dominante e del fallimento di un progetto di vita Il Pickwick – “The Fifth Child”: il collasso di famiglia e società. Nel farlo, mi sono resa conto ancora una volta del legame strettissimo che un nucleo familiare, anche se tenta di isolarsi, ha con il mondo circostante.

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Le critiche: considerazioni e come gestirle

Ogni lavoro è soggetto a critiche altrui: da quelle più costruite e profonde, a quelle più superficiali.
Esporre la propria arte significa inevitabilmente esporsi al fuoco delle critiche e dovervi sopravvivere.
In questo articolo, svilupperò alcune considerazioni su fatti avvenuti e racconterò alcune mie personali esperienze.

Reazioni di autori alle critiche

Il consenso generale è che un autore capace resti imperturbabile dinanzi a una critica, e anzi la sfrutti per migliorarsi. Tuttavia, non sempre è così facile, essendo un autore legato, spesso e volentieri, al proprio lavoro.
Jacqueline Howett, l’autrice di The Greek Seaman, è un esempio di questo fenomeno.

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Plot twist “a tradimento”. Ecco come possono danneggiare una storia

Dopo aver finito un certo videogioco (di cui non farò il nome per evitare spoiler involontari) e aver letto un articolo molto interessante realizzato da Vera Tobin per The Conversation, mi sono ritrovato a riflettere a lungo sulla natura dei plot twist (noti anche come colpi di scena). Tanto amanti quando odiati, questi potenti strumenti narrativi sono presenti in ogni forma di narrazione e spesso possono decretare il successo o il fallimento di una storia.

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Deumanizzazione del personaggio: Parasyte – The Maxim vs Death Note

Parasyte – The Maxim e Death Note sono due serie differenti. Eppure, per alcuni punti di vista si somigliano.
In particolare, il processo di deumanizzazione dei rispettivi protagonisti, Shinichi Izumi e Light Yagami.
In scrittura creativa, la deumanizzazione è una delle possibili strade che un personaggio può intraprendere. A seguito di orribili circostanze, o ancora per via di determinate scelte, un personaggio può perdere la propria compassione, la propria empatia verso il prossimo, divenendo freddo, distaccato, con un codice morale meno rigido rispetto a com’era prima.
Lo scopo di questo articolo è mettere infatti a confronto i protagonisti delle due serie, osservando come il processo di deumanizzazione sia avvenuto.

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