L’alba di un’avventura elettrizzante ft. Beatrice Camerin

A decretare il successo o il fallimento di una storia sono quasi sempre i personaggi. Si possono avere le idee migliori del mondo per l’intreccio narrativo, ma se i personaggi sono piatti, noiosi, privi di qualsivoglia conflitto e incapaci di affrontare un percorso di crescita soddisfacente sarà molto difficile dare vita a un’opera in grado di soddisfare appieno il lettore. Beatrice Camerin lo sa molto bene e nei libri che fanno parte della saga “Un pettirosso nella tempesta”, edita da PAV Edizioni, si è impegnata parecchio per rendere tutti i protagonisti e i comprimari memorabili. Non solo: poiché buona parte dei capitoli si svolge all’interno di un villaggio, anche vari personaggi terziari hanno abbastanza spazio per restare impressi nelle menti e dei cuori dei lettori. È molto facile affezionarsi a loro, perché durante la lettura si ha proprio la sensazione di far parte della comunità di Alba, nata per permettere a chiunque di vivere in pace, una piccola oasi in un mondo nel quale esistono due fazioni estremiste di natura opposta: una odia le persone nate con dei poteri sovrannaturali (gli Ekati), mentre l’altra ritiene inferiore chi non possiede alcuna abilità speciale.

Per capire meglio la genesi di questa saga, della quale per ora sono usciti due volumi, oggi farò un po’ di domande alla sua autrice.

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L’high fantasy tra pesanti eredità e innovazione ft. Patrizio Ferretti

Scrivere un romanzo high fantasy non è facile: oltre che a sudare sette camice sul worldbuilding e la gestione dei personaggi bisogna pure avere a che fare con le enormi ombre proiettate dai grandi maestri del genere. Tolkien, giusto per citare il più famoso, ha contribuito a definire i contorni del genere e a renderlo popolare, dunque può capitare di sentirsi un po’ in colpa quando si segue una rotta diversa da quella tracciata da lui. Eppure sperimentare e correre dei rischi è importantissimo per dare vita a delle storie uniche nel loro genere ed evitare che ciò che è nato dalla fantasia vada incontro alla stagnazione per colpa di linee guida che nel corso dei decenni si sono trasformate in veri e propri dogmi (almeno per alcuni).

Scrivendo “Dragonia – La leggenda della pietra”, Patrizio Ferretti ha preso ispirazione dal passato dell’high fantasy, ma anche fatto il possibile per dare una sua impronta unica, creando delle razze diverse dal solito e dando ampio spazio e spessore a un elemento che spesso finisce per essere una mera componente estetica: le creature.

Oggi farò una chiacchierata con lui per conoscere meglio il percorso che l’ha portato a pubblicare la sua opera con PAV Edizioni nel 2025.

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Quando un personaggio imposto da altri viene divorato dalla storia

Ci sono personaggi che nascono per necessità narrative.
E poi ci sono personaggi che nascono per compiacere qualcuno.

Elise Méthot apparteneva alla seconda categoria.

Non è una colpa morale. È una colpa strutturale.

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All’avventura nelle terre di Eldel ft. Vittorio Larovere

L’epic fantasy è probabilmente il sottogenere che per primo balza alla mente quando si pensa al fantastico. D’altronde quasi tutti hanno una certa familiarità con le storie ambientate in un secondary world nel quale uno o più eroi devono lottare contro le forze del male, anche per merito di saghe immortali come “Il Signore degli Anelli” di Tolkien o “Terramare” di Le Guin. Immergersi in una di queste avventure significa passare decine di ore in mondi esotici e affascinanti, ricchi di luoghi da scoprire, mostri e creature uniche nel loro genere, magia e popoli con regole e tradizioni spesso lontane da quelle presenti sulla Terra. I libri “Il guardiano e la bambina” e “Gli eroi del Valhel”, scritti da Vittorio Larovere e pubblicati da PAV Edizioni, fanno parte proprio di questo sottogenere e rappresentano nelle ottime opzioni per chi ha voglia di staccare la testa dai problemi della società moderna e scoprire le terre di Eldel tramite gli occhi di Anter ed Emia.

Per conoscere meglio entrambe le opere (e avere qualche piccola anticipazione sulle successive) oggi intervisterò il loro autore. Ciao Vittorio e benvenuto su Pillole di Folklore & Scrittura!

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Alla soglia del multiverso ft. Andrea Bonomi

“Il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco” è probabilmente una delle frasi più iconiche (e memate) uscite dall’universo Marvel negli ultimi anni. In effetti le storie incentrate sui supereroi hanno spesso parecchio a che fare con i mondi paralleli, ma non hanno certo l’esclusiva: del resto il tema affascina gli autori ormai da decenni ed è presente in un’enorme quantità di romanzi di fantascienza. E nel fantasy? C’è anche lì, tranquilli. Un ottimo esempio è il romanzo “Stardusters – La teoria del dove”, scritto da Andrea Bonomi e pubblicato da PAV Edizioni. La storia è incentrata su personaggi che vivono in mondi diversi e devono unire le forze per capire come fronteggiare una minaccia che rischia di sconvolgere il multiverso nella sua interezza.

Per conoscere meglio l’opera, ho deciso di fare quattro chiacchiere con chi l’ha scritta.

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Tra libri antichi, omicidi e misteri ft. Andrea Tessaro

Le biblioteche piene di testi antichi hanno un fascino innegabile. I tomi custoditi al loro interno nascondono conoscenze perdute, storie sui quali pochi occhi si sono posati e, talvolta, enigmi che solo chi possiede la giusta chiave di interpretazione può decodificare. Si tratta dell’ambientazione perfetta per un libro ricco di misteri da svelare, soprattutto quando c’è pure un assassino a piede libero, come dimostrato svariati anni fa dall’opera di Umberto Eco con la sua opera “Il nome della rosa”. Nel libro “La Confraternita della Torre Nera” di Andrea Tessaro, edito da PAV Edizioni, si respira un’atmosfera in parte simile a quella del capolavoro del maestro, unita però con una componente fantasy (leggera ma comunque presente) che rende l’esperienza di lettura ben diversa.

Per conoscere meglio l’opera in questione e capire che legame ha con “Cronache del postumano”, l’ultima fatica letteraria di Andrea Tessaro, oggi farò qualche domanda al suo autore.

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La fantasia come ancora di salvezza ft. Andrea Riccardo Gasparoni

Scrivere libri rivolti ai più giovani significa spesso confrontarsi con i problemi tipici di chi frequenta la scuola. Tra questi, purtroppo, c’è anche il bullismo, fenomeno nel quale è più facile incappare se si soffre di un disturbo dell’apprendimento come la dislessia. Nella sua saga fantasy “Ingenium”, edita da PAV Edizioni, Andrea Riccardo Gasparoni mette il lettore nei panni di Elio Ricci, un giovane studente delle medie che ha difficoltà nella lettura e viene tormentato dai suoi compagni di classe. A rendere meno grigie le sue giornate ci pensa Zeus, un cane che magicamente prende vita dopo che l’ha disegnato su un foglio per condurlo fino a Ingenium, un mondo fantastico nel quale il bambino vivrà mille avventure.

Per conoscere meglio Ingenium (ma anche la saga “Storie delle Terre Unite”, uscita prima delle ultime fatiche letterarie di Andrea Riccardo Gasparoni), oggi intervisterò il suo autore.

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All’avventura assieme alla gilda di Wagham ft. Paolo Ferrante

Dungeons & Dragons è, con ogni probabilità, il gioco di ruolo da tavolo più famoso di sempre. Nel corso degli anni svariati scrittori si sono ispirati alle avventure vissute assieme agli amici per trovare materiale per le proprie storie, portando sulle proprie pagine personaggi e situazioni fino a quel momento note solo a poche persone. È più raro imbattersi in un autore che abbia contribuito in modo concreto a espandere l’universo di gioco, realizzando un intero manuale di ambientazione che tutti possono utilizzare per diversificare le campagne con tanti elementi diversi, come incantesimi, oggetti e talenti. Paolo Ferrante si è cimentato proprio in un’impresa di questo tipo, creando “Wagham”, un manuale del mondo pensato per arricchire in modo consistente l’esperienza dei giocatori della quinta edizione di D&D. All’opera ha contribuito Giulia Carafa in qualità di artista.

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Tra connessione con la natura e indipendenza ft. Monica Tomaino

“Paese che vai, usanze che trovi” è un detto piuttosto accurato, perché del resto nel corso dei secoli ogni comunità ha sviluppato tradizioni e riti differenti, non sempre facili da capire subito per chi proviene da un contesto diverso. A volte però anche chi vive fin dalla nascita all’interno di una specifica cultura può fare fatica a comprendere lo scopo di alcune delle regole che deve rispettare. È il caso di Alaya, la protagonista dell’omonimo romanzo epic fantasy di Monica Tomaino pubblicato nel 2025 da PAV Edizioni: la giovane kupua, pur amando alcuni aspetti della società nella quale vive, ne trova altri soffocanti, come l’usanza del matrimonio combinato. Lei vorrebbe essere libera e indipendente come gli animali che studia e osserva ogni giorno per migliorare le sue abilità da mutaforma, ma il tempo scorre inesorabile anche sull’isola di Kihi e neppure una ribelle come Alaya può sottrarsi ai propri doveri. Tuttavia il destino ha in serbo per lei una grande avventura…

Per conoscere meglio Alaya (sia il personaggio che il libro), oggi farò qualche domanda alla sua creatrice. Ciao Monica e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! Leggendo “Alaya” ho trovato vari spunti di riflessione sugli stereotipi di genere, soprattutto per quando riguarda l’impossibilità di prendere alcune decisioni in autonomia nella comunità in cui vive la protagonista. Hai scritto la storia anche per lanciare uno specifico messaggio ai lettori?

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La genesi di un dark fantasy vittoriano ft. Emanuele Zammarchi

Benvenuti a una nuova intervista di Pillole di Folklore & Scrittura! Oggi vi porto con me nell’Inghilterra dell’età vittoriana. Per arrivare lì non servono un Tardis o una Delorean, basta iniziare a sfogliare le pagine di “Pelle di pietra”, romanzo dark fantasy di Emanuele Zammarchi pubblicato da PAV Edizioni. Una volta oltrepassata la copertina si arriva a Dullton, una città immaginaria che, proprio come la Londra del passato, è attraversata di continuo da carrozze. Tra di esse ce n’è una molto particolare: è guidata da Balthazar Butler, vetturino il cui corpo è ricoperto da una peculiare pelle di pietra, e non si ferma per tutti i clienti. Solo chi viene scelte dal Nascosto, entità sovrannaturale udibile solo dal protagonista, può sperare di salire a bordo.

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