Flashdance – Recensione

Flashdance (1983) vede come protagonista Alex, una saldatrice che vorrebbe dare un senso più profondo alla propria vita attraverso il ballo. Si esibisce in un locale ma il suo desiderio è studiare danza; tuttavia, non trova il coraggio di fare domanda per entrare in accademia per timore di essere rifiutata.

Il film e la colonna sonora ebbero molto successo nonostante le stroncature della critica sulla sceneggiatura.

Di base, è il racconto della vita dura e senza riposo di una ragazza di soli diciotto anni che fa un lavoro faticoso, vive con il suo cane in un magazzino fatiscente e abita un ambiente squallido e pericoloso. Cerca la sua strada anche attraverso la spiritualità e come unica figura matura di riferimento ha Hanna, una ex ballerina che la sprona ad agire subito e a non rimandare la realizzazione dei propri sogni in attesa del momento “giusto”. Alle prese con problemi di soldi, con il senso di perdita di tempo dei suoi amici Jeanie e Richie, che hanno provato a realizzarsi ma hanno fallito, Alex infine prende coraggio e si presenta all’audizione per entrare in accademia, ottenuta per raccomandazione.