Flashdance – Recensione

Flashdance (1983) vede come protagonista Alex, una saldatrice che vorrebbe dare un senso più profondo alla propria vita attraverso il ballo. Si esibisce in un locale ma il suo desiderio è studiare danza; tuttavia, non trova il coraggio di fare domanda per entrare in accademia per timore di essere rifiutata.

Il film e la colonna sonora ebbero molto successo nonostante le stroncature della critica sulla sceneggiatura.

Di base, è il racconto della vita dura e senza riposo di una ragazza di soli diciotto anni che fa un lavoro faticoso, vive con il suo cane in un magazzino fatiscente e abita un ambiente squallido e pericoloso. Cerca la sua strada anche attraverso la spiritualità e come unica figura matura di riferimento ha Hanna, una ex ballerina che la sprona ad agire subito e a non rimandare la realizzazione dei propri sogni in attesa del momento “giusto”. Alle prese con problemi di soldi, con il senso di perdita di tempo dei suoi amici Jeanie e Richie, che hanno provato a realizzarsi ma hanno fallito, Alex infine prende coraggio e si presenta all’audizione per entrare in accademia, ottenuta per raccomandazione.

Scandalo al sole – Recensione

Scandalo al sole (A summer place, 1959) è un film tratto dall’omonimo romanzo di Sloan Wilson e girato in California. Anche chi non lo ha mai visto probabilmente conosce la colonna sonora di Max Steiner. Affronta temi dirompenti per l’epoca: l’adulterio, il divorzio e le sue conseguenze sui figli, la gravidanza precoce fuori dal recinto del matrimonio.

L’incipit è questo: Ken un tempo faceva il bagnino ma ora è ricco e torna sull’isola della sua giovinezza con una moglie insopportabile e una figlia, Molly. Il suo scopo è rincontrare la sua vecchia fiamma Sylvia, che ha sposato un uomo ricco ma inetto e alcolizzato. Ora sono poveri e hanno un figlio, Johnny.

In questo contesto si sviluppano le storie clandestine di Ken e Sylvia e di Molly e Johnny tra moralismo, falsità, manipolazioni e secondi fini. Se tra gli adulti è difficile, per quanto si cerchi, trovare un unico colpevole, i ragazzi, così liberi e ribelli, dimostrano di essere più leali e sinceri dei loro genitori.

Camilla

Il Cristallo di Giada di Maria Rubino: il fantasy che comincia come una fuga e diventa una scelta

Il Cristallo di Giada, romanzo fantasy inedito di Maria Rubino, è una storia che all’inizio sembra voler portare il lettore in una direzione molto precisa, per poi sorprenderlo con un’evoluzione più intima, più sentimentale e, soprattutto, più morale.

La partenza è quasi da fantasy d’avventura classico: Nastrina è una ragazza scapestrata, ladruncola, istintiva, cresciuta ai margini, abituata a rubacchiare per sopravvivere e attratta dalla magia come da una promessa di libertà. Vive in un mondo dove la magia è proibita, i demoni e le malie sono ricordati come minacce antiche, e l’ordine dei mortali si regge su una versione ufficiale della storia che puzza subito di controllo, paura e propaganda.

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Revenge – La vendetta è un piano perfetto… finché non entra in scena l’umanità

Guardando Revenge, la prima sensazione è molto chiara: questa non è una storia di giustizia. È una storia di ossessione. E la cosa più interessante è che la serie non cerca nemmeno di nasconderlo.

Emily Thorne, che ovviamente Emily non è, perché è Amanda Clarke, non vuole “fare la cosa giusta”. Vuole distruggere e vendicare il padre. Punto. Non c’è una morale pulita, non c’è redenzione pronta dietro l’angolo. C’è una lista, ci sono dei nomi, e c’è una ragazza che ha deciso di dedicare la sua vita a cancellarli uno per uno.

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Lisi e Sissi. Amiche per le zampe – Quando il mondo visto da quattro zampe è più chiaro del nostro

Ci sono romanzi che raccontano grandi avventure.
E poi ci sono quelli che raccontano la vita.

Lisi e Sissi. Amiche per le zampe, romanzo inedito di Maria Rubino, appartiene alla seconda categoria — e lo fa con una delicatezza rara. È un libro che non punta al sensazionalismo, ma alla verità emotiva. Una verità semplice, istintiva, che passa attraverso due voci narranti speciali: una gatta bianca altezzosa e lucidissima, e una labrador impulsiva, affettuosa e piena di energia.

La cosa che mi ha colpito più di tutto è proprio questa: il punto di vista “semplice” degli animali. Non semplicistico. Non infantile. Semplice nel senso di essenziale.

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Dandadan: quando un anime ti chiede pazienza (e poi ti ripaga)

Ci sono anime che ti prendono per mano dal primo episodio.
E poi c’è Dandadan, che invece sembra dirti:
“Se non mi capisci subito, problema tuo”.

Io, infatti, non l’avevo capito.
La prima volta avevo mollato senza troppi rimpianti.

L’impatto iniziale: fascinazione e rigetto

I primi episodi di Dandadan sono strani. Non strani nel senso “originali”, ma strani nel senso “ma perché?”.
Ti intrigano subito con un’idea potenzialmente potentissima: alieni e fantasmi esistono entrambi, e convivono nello stesso mondo narrativo senza che uno smentisca l’altro. È una premessa che promette caos controllato, collisione di immaginari, possibilità infinite.

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Nana (anime) – Recensione

Quest’anno ho fatto una cosa che, emotivamente, equivale a rimettersi a parlare con un ex che sai ti farà male:
ho rivisto Nana.
L’ho fatto con mia moglie, quindi con testimoni, commenti a caldo e sospiri sincronizzati. E sì: Nana resta un anime iconico, affascinante, doloroso… ma anche tremendamente imperfetto.

La storia parte benissimo.
Due ragazze, stesso nome, stesso treno, direzione Tokyo.
Sembra quasi una coincidenza romantica, e invece è una dichiarazione d’intenti.

All’inizio tutto sembra semplice:

  • Nana Komatsu (Hachi): sognatrice, emotiva, ingenua.
  • Nana Osaki: rock, cinica, apparentemente pragmatica.

Poi Nana fa quello che sa fare meglio: ti frega.

Andando avanti scopri che le etichette non reggono:

  • Hachi, quella “leggera”, diventa sempre più decisa sul suo desiderio di famiglia e stabilità.
  • Osaki, la “forte”, si rivela fragilissima, terrorizzata dall’abbandono e incapace di reggere i legami senza soffocarli.
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“Descend-ent” di Gabriele Glinni – Recensione

Dopo aver letto e apprezzato Ascend-ent nel 2022, mi sono approcciato a Descend-ent, il secondo libro di Gabriele Glinni, con delle aspettative piuttosto alte e sono lieto di poter dire che sono state soddisfatte al 100%.

Il romanzo propone un percorso affascinante nella psiche di Will Grayson, un uomo che, pur avendo una vita apparentemente perfetta, prova un perenne senso di insoddisfazione, come se gli mancasse ancora un pezzo per essere completo e non sapesse dove cercarlo. Tutto cambia quando si ritrova a vivere un’esperienza sovrannaturale e ha l’opportunità non solo di scavare dentro se stesso, ma anche di intraprendere un percorso di degenerazione morale che poco per volta lo porta a mettere in dubbio il percorso compiuto fino a quel momento e il suo ruolo all’interno della società.

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Mercoledì 2 – parte 1 – senza (troppi) spoiler

La Nevermore riapre i battenti e Mercoledì è alle prese con un nuovo preside, un subdolo stalker che si aggira nel campus e una sempre minore padronanza dei suoi poteri psichici; inalterata, invece, la sua encomiabile capacità di attirare assassini come la gente comune attira il mal di gola d’estate dopo una notte con l’aria condizionata sparata a palla in stanza.

Questa stagione si presenta con tratti molto più horror: salvo qualche bacio qua e là tra Enid e Bruno, non c’è spazio per quel romanticismo che la stessa Jenna Ortega (ora anche produttrice esecutiva, oltre che starring) aveva dichiarato essere incompatibile con una storia che trova ora una svolta molto più cupa. Gli stessi episodi scorrono velocemente tra un assassinio cruento ed un’indagine paranormale, tra un potere sovrannaturale e una creatura mostruosa.

Stavolta – e l’ho apprezzato – tutta la famiglia Addams è molto più inclusa nella trama rispetto alla prima stagione (dando l’impressione che si tratti meno di uno spin-off e più di una storia incentrata sull’intera famiglia): Pugsley, che ha sviluppato gli stessi poteri di Zio Fester, è ora al suo primo anno alla Nevermore (e, in una sola estate, è diventato alto circa il doppio rispetto a Mercoledì), Morticia e Gomez soggiornano (non a caso) in una dimora nei pressi dell’Academy e persino Lurch, nel ruolo di autista e maggiordomo (che sbriga magistralmente con la sua encomiabile voglia di non vivere), compare più di una volta in ogni episodio.
Ho trovato interessante anche lo sviluppo della dinamica genitoriale madre-figlia tra Morticia e Mercoledì, con la prima ostinata a ostacolare l’incredibile capacità della seconda di catapultarsi in drammi sanguinosi, all’interno di un rapporto – tra le due – parecchio conflittuale.

Insomma, l’impalcatura della serie trasuda di macabro, l’estetica gotica accattiva, quindi come “teen-dramedy” diverte e intriga il giusto nella componente mistery, ma – purtroppo – ammassa personaggi (vecchi e nuovi) e sottotrame in soli quattro episodi: a questo proposito, la divisione della stagione in due parti è quasi frustrante perché stoppa bruscamente il ritmo narrativo, rimandandone il vero sviluppo – la ciccia insomma – alla parte due (data di uscita: 3 settembre).
A questo punto, mi chiedo: non sarebbe stato forse meglio il rilascio settimanale delle puntate? Se l’obiettivo di Netflix era far sì che si parlasse il più a lungo possibile di uno dei suoi prodotti di punta, probabilmente l’avrebbe raggiunto anche ovviando alla divisione in due parti.
Ad ogni modo, sarà solo dopo il 3 settembre che tireremo davvero le somme: il conto alla rovescia è iniziato. Tic..tac..tic..tac..

Due chicche non legate agli eventi narrativi:
La prima stagione è stata girata in Romania; la seconda in Irlanda, permettendo di espandere il “world building” oltre le mura della Nevermore;
Quel visionario di Tim Burton ha firmato la regia del primo e del quarto episodio di questa prima parte di stagione, che si conclude con un finale in hype (e in Hyde) convincente.