Tra fantasy per ragazzi, folklore e giallo ft. Sara Cremini

Intervista a Sara Cremini

Di solito quando scrivo le introduzioni alle interviste mi soffermo su uno dei libri creati dall’autore o dalla autrice, ma nel caso di Sara Cremini penso che sarebbe riduttivo. Non solo perché Sara di romanzi ne ha sfornati parecchi, ma anche perché nel corso degli anni ha spaziato molto da un genere all’altro, dando vita a una produzione tanto eterogenea quanto interessante. Si passa dall’epic fantasy per giovani lettori (la saga di “Neméria”) al fantasy adulto con forti legami con il folklore della Val Trompia (“La benandante”), fino ad arrivare a storie investigative adatte anche ai bambini (“Agenzia InvestiGattiva Creminot – Lo strano caso del pupazzo a molla” e “La ragazzina in giallo e il mistero dei quadri scomparsi”).

Oltre a essere una scrittrice prolifica, Sara Cremini è anche maestra di scuola primaria e direttrice di collana per la casa editrice PAV Edizioni. Questa pluralità di esperienze mi ha spinto a provare il desiderio di farle tante domande diverse e per fortuna presto potrò soddisfarlo!

Ciao Sara e benvenuta su Pillole di Folklore & Scrittura! Inizierei l’intervista con una domanda classica ma che offre sempre degli spunti di riflessione: com’è nata la tua passione per la scrittura?

Prima che scrittrice io sono stata e sono una lettrice. Sin da che ho memoria, i libri sono stati fedeli compagni di viaggio, e leggere mi ha portata a sviluppare una fantasia smisurata. Ero bambina e già immaginavo storie, mondi e misteri da risolvere. L’amore per la scrittura, poi, è venuto grazie anche al mio percorso di studi e alla fascinazione che da sempre la lingua italiana esercita su di me. Lo stimolo ultimo, la prima vera miccia per iniziare a scrivere, è stato il bisogno di tenere compagnia a una giovane amica, e così è nata la saga di Neméria.

Molti dei tuoi libri sono adatti anche ai bambini. Quali accorgimenti tendi ad adottare quando scrivi per un pubblico così giovane?

Scrivere per i più piccoli mi dona gioia e soddisfazione. Non di meno sono consapevole che parlare direttamente a loro richiede una grandissima attenzione sia nella scelta dei contenuti sia nella scelta delle parole. È proprio questo che faccio quando scrivo rivolgendomi prettamente a lettori più giovani: porre una grande attenzione al come si presenta la mia storia e al cosa essa porta con sé.

La copertina di uno dei volumi della saga Neméria

Secondo te quale può essere il modo migliore per far avvicinare i bambini alla lettura?

Sarebbe buona cosa smettere di fare della lettura un “compito scolastico” e permetterle di essere ciò che è: una passione capace di riempire le giornate, capace di far viaggiare stando comodamente a casa propria, capace di far entrare chi legge all’interno dell’avventura di carta a tal punto da dare l’impressione di vivere mille e più vite. Questo è quello che cerco di trasmettere sia ai miei alunni sia ai lettori più giovani: leggere deve farti batte il cuore, deve farti dire “oggi nemmeno ci entro sui social, perché c’è un buon libro che mi aspetta”. Non si tratta di fare una scheda del libro, un’esposizione su quanto letto (e qui noi insegnanti sbagliamo molto, perché spesso riduciamo a questo il rapporto tra i nostri alunni e i romanzi) ma si tratta di vedere un amico o un’amica in quel libro, in quella copertina, in quella storia. E sono anche dell’idea che l’esempio valga più di tante parole. Anche con Gabriele, il mio bimbo di 6 mesi, sia io sia mio marito Francesco non perdiamo occasione per leggergli una storia, per farci vedere con un libro in mano, per creare buone pratiche di contatto tra Gabri e i libri.

Com’è stato passare dal fantasy al giallo per i più piccoli?

Devo dire che il passaggio è stato graduale, perché da Neméria, puro epic fantasy per ragazzi, mi sono immersa in agenzia investiGattiva Creminot, che è proprio una commistione tra fantasy e giallo.

La copertina di Agenzia InvestiGattiva Creminot

Da lì sono passata a La ragazzina in giallo e quindi scrivere un genere piuttosto che l’altro a oggi mi risulta parimente piacevole. Forse perché a mio avviso le storie per ragazzi hanno sempre quel qualcosa di fantastico anche quando parlano di risoluzione di misteri. Diciamo anche che gli anni di studio relativi alla scrittura e relativi alla scrittura del genere giallo in particolare mi hanno permesso di ampliare le mie conoscenze e di sentirmi più sicura e più preparata anche nell’affrontare questo genere letterario.

La copertina di "La ragazzina in giallo"
La copertina di “La ragazzina in giallo”

In “La benandante” hai dato ampio spazio al folklore della Val Trompia. Conoscevi già tutte le leggende di cui hai parlato o ti sei dovuta informare? Pensi che in futuro scriverai di nuovo qualcosa di simile?

La benandante è il mio unico romanzo per adulti e quindi rappresenta per me l’eccezione in tutte le sue forme. Quando scrivo una nuova storia ciò che ne dà lo stimolo iniziale sono l’emozione e lo stato d’animo che caratterizza quel dato periodo della mia vita. La benandante è una storia nata dalla rabbia e dal dolore e quindi egoisticamente spero non ci saranno più occasioni di scrivere qualcosa di simile, perché significherebbe che starei attraversando un periodo difficile. Più in generale, penso di aver capito che la maggior soddisfazione per me nasce dal narrare storie per i più piccoli.

La copertina di "La benandante"
La copertina di “La benandante”

Quindi, a oggi, La benandante è e resterà l’eccezione, ma mai dire mai nella vita. Per rispondere invece alla tua domanda sulle leggende della Val Trompia, diverse le conoscevo perché sono quelle storie orali che mi raccontavano i miei nonni e che sin da bambina mi facevano paura, altre invece le ho scoperte durante l’anno e più di ricerca che mi sono presa prima di dedicarmi alla creazione della scaletta e alla stesura vera e propria del romanzo. Se c’è un aspetto che ricordo con piacere del periodo in cui ho scritto La benandante è proprio l’attività di ricerca fatta, che mi ha stimolata e anche aiutata ad affrontare le difficoltà che stavo vivendo.

Oltre a essere un’autrice, sei anche una direttrice di collana. Cosa cerchi nelle opere che valuti?

Prendo molto seriamente il mio ruolo di direttrice di collana, perché rispetto tantissimo le storie scritte dai colleghi e dalle colleghe, quindi cerco di dare a ogni testo che mi viene proposto l’attenzione e la cura che merita. La prima cosa che mi fa dire “questa opera ha del potenziale” è la correttezza nell’uso della lingua italiana. Sembrerà banale e scontato, ma devo tristemente dire che non è così. Più volte è capitato di dover leggere dei testi che non rispettavano affatto le regole della nostra bella lingua. Una volta visto che il testo è ben scritto, il secondo aspetto che più mi colpisce è una trama precisa e originale. Quando capisco che dietro un manoscritto c’è un lavoro certosino lo apprezzo sempre molto. Altro elemento che cerco è “l’emozione”. Quindi quando mi ritrovo a valutare qualcosa di ben scritto, caratterizzato da una trama ben gestita e capace di farmi emozionare, so che ho trovato il nuovo volume a cui proporre l’inserimento in collana.

Una foto di Sara Cremini
Una foto di Sara Cremini

Al momento sei al lavoro su qualche nuova storia?

Attualmente sto revisionando una storia scritta qualche anno fa, sto progettando il seguito di agenzia investiGattiva Creminot e ho impostato il secondo volume de La ragazzina in giallo, ma principalmente sto facendo la mamma e sto cercando di fare quadrare il mio ruolo di moglie, maestra, direttrice e  scrittrice con la nuova meravigliosa vita che sto vivendo dall’arrivo di Gabriele.

Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato, Sara! Di seguito vi lascio tutti i libri scritti dalla nostra ospite e i link per scoprirli ed eventualmente acquistarli:

Neméria – La seconda rivolta degli orchi – Sito di PAV EdizioniAmazon

Neméria – I demoni del passato – Sito di PAV EdizioniAmazon

Neméria – L’erede dell’ultima dinastia – Sito di PAV EdizioniAmazon

Neméria – Destini e profezie – Sito di PAV EdizioniAmazon

La benandante – Sito di PAV Edizioni Amazon

Agenzia InvestiGattiva Creminot – Lo strano caso del pupazzo a molla – Sito di PAV EdizioniAmazon

La ragazzina in giallo e il mistero dei quadri scomparsi – Sito di Edizioni Il Ciliegio Amazon

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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