Scandalo al sole – Recensione

Scandalo al sole (A summer place, 1959) è un film tratto dall’omonimo romanzo di Sloan Wilson e girato in California. Anche chi non lo ha mai visto probabilmente conosce la colonna sonora di Max Steiner. Affronta temi dirompenti per l’epoca: l’adulterio, il divorzio e le sue conseguenze sui figli, la gravidanza precoce fuori dal recinto del matrimonio.

L’incipit è questo: Ken un tempo faceva il bagnino ma ora è ricco e torna sull’isola della sua giovinezza con una moglie insopportabile e una figlia, Molly. Il suo scopo è rincontrare la sua vecchia fiamma Sylvia, che ha sposato un uomo ricco ma inetto e alcolizzato. Ora sono poveri e hanno un figlio, Johnny.

In questo contesto si sviluppano le storie clandestine di Ken e Sylvia e di Molly e Johnny tra moralismo, falsità, manipolazioni e secondi fini. Se tra gli adulti è difficile, per quanto si cerchi, trovare un unico colpevole, i ragazzi, così liberi e ribelli, dimostrano di essere più leali e sinceri dei loro genitori.

Camilla