La sepoltura dei videogiochi Atari

Un racconto che ha dell’incredibile: nel settembre 1983, l’Alamogordo Daily News, un giornale del Nuovo Messico, dichiarò che circa venti autoarticolati avevano rovesciato in una discarica cittadina scatole, cartucce e console di magazzini Atari siti a El Paso.
Secondo gli articoli, Atari scelse tale discarica perché gli scavi erano vietata e la spazzatura sarebbe stata in seguito tritata.

Stando a dichiarazioni successive, Atari avrebbe in realtà rovesciato cartucce difettose, incuriosendo ovviamente i locali, e alimentando l’immaginario collettivo.
Venne poi colato del calcestruzzo sugli scavi.
Un lavoratore dichiarò che la ragione era la salvaguardia dei bambini.

Il tanto vociare creò una vera e propria leggenda metropolitana.
Ci furono varie speculazioni, ad esempio l’idea che Atari avesse riciclato i componenti delle cartucce per recuperare denaro, e diversi scetticismi.
John Wills scrisse su Pacific Historical Review che credeva che la storia fosse un’invenzione, dato che la sepoltura era avvenuta vicino sia al sito dell’incidente di Roswell sia al luogo del primo test nucleare.

Incredibilmente, nel 26 aprile 2014, gli scavi nel deserto di Alamogordo, collegati alla ripresa di un documentario sui videogiochi diretto da Zak Penn e finanziato da Microsoft, portarono alla luce la verità.
Larry Hryb dichiarò su Twitter il ritrovamento effettivo delle cartucce di E.T the extraterrestrial per Atari 2600, oltre a varie altre cartucce.
Vennero inoltre trovati materiali come confezioni e libretti di istruzioni.
La community di videogiocatori venne lasciata esterrefatta.
Parte dei ritrovati vennero donati al museo dei videogiochi VIGAMUS di Roma, altri messi in vendita su Internet, all’asta.

La realtà è la seguente: Atari sperava nel successo di diversi videogiochi convertiti da titoli per arcade a cartucce, come Pac-man, e nel videogioco dell’alieno E.T.
Atari ne acquistò la licenza da Steven Spielberg, che costò ben 25 milioni di dollari, una cifra esorbitante per l’epoca.
Purtroppo i titoli vennero aspramente criticati, lasciando la compagnia con milioni di cartucce invendute.


Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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