Diario di una nature lover in quarantena ft. Salvina Cimino

La bookblogger Salvina Cimino, autrice di Una nature lover in lockdown, ha accettato di partecipare a un’intervista sul suo particolare lavoro.
L’opera, infatti, non si limita a essere un semplice diario, ma è anche una raccolta di riferimenti letterari, tutti collegati al giorno che Salvina vive.
Dunque innanzitutto è per noi un piacere e un onore averti come ospite del blog, Salvina! Presentati, com’è nata la tua passione per la letteratura e la scrittura? Si è mai collegata in qualche modo al tuo essere una nature lover?

Ciao Gabriele e grazie infinite per avermi ospitato nel tuo blog,  l’onore è tutto mio e mi fa molto piacere rispondere alle tue domande.
Per tutti quelli che avranno il piacere di leggere l’intervista mi presento.
Mi chiamo Salvina Cimino, sono siciliana e vivo esattamente a Cerda in provincia di Palermo.
Sono l’autrice di “Una nature lover in lockdown”, opera pubblicata in Self Publishing nel luglio 2020.
Dal titolo del mio libro e dalla realizzazione dell’opera stessa si evincono immediatamente le mie più grandi passioni: la natura e i libri.

Leggo da che ne ho memoria e il mio essere nature lover lo devo senz’altro alla letteratura e più dettagliatamente alla poesia.
Nessun genere come essa rende giustizia alle meraviglie del creato, la poesia è il mezzo più potente per descriverne  la bellezza.
Ebbene sì! Son partita fin da bambina dalla poesia fino ad appassionarmi ai grandi classici che hanno accompagnato la mia formazione e ancora adesso li tengo sempre vicini alle mani e al cuore. Ma negli ultimi due anni ho un particolare occhio di riguardo verso gli autori emergenti di cui mi piace parlare e scrivere nel mio blog.

Ora iniziamo introducendo la tua opera. Parlane liberamente come meglio credi: come è nata l’idea di Una nature lover in lockdown, quali erano le tue sensazioni quando scrivevi, e di che cosa tratta?

“Una nature lover in lockdown” è un progetto letterario abbastanza articolato, nato come opera dettata dalla spontaneità, ma sostenuto da diversi pilastri.

L’opera ha valore innanzitutto di testimonianza, esattamente come un diario di bordo di questa colossale nave sulla quale stiamo attraversando una terribile tempesta.
Il diario comprende il periodo del primo lockdown e ne narra le vicende, dal mio punto di vista, ma in maniera quanto più possibile obiettiva, mettendo al primo posto, come fonte d’ispirazione assoluta, lei, Madre Natura, elogiandone la generosità e in qualche modo ammonendo l’essere umano per averne abusato.
Un diario, quello della nature lover, a tratti romantico e a tratti severo, ma con l’intento, in qualche modo, di far tesoro degli eventi verificatisi durante il periodo più drammatico del nuovo millennio.

Narrando i giorni che si sono susseguiti nel periodo di quarantena, ci sono state particolari tecniche di scrittura e di narrazione che hai impiegato? Per esempio, la precisa scelta di un tempo verbale, o di qualche termine ricorrente?

Durante la stesura del diario non ho utilizzato nessuna tecnica in particolare perché come ho detto poco fa l’opera è caratterizzata dalla spontaneità.

Rileggendola a lavoro finito si riscontra facilmente una insistente inclinazione al classicismo e ai termini della letteratura poetica, inevitabilmente e molto spesso esce fuori un linguaggio con dei termini spesso propri della poesia, rendendo la narrazione a volte piuttosto enfatica. Credo sia l’influenza lasciatami dal primissimo approccio letterario avuto fin da bambina, come dicevo prima, proprio con la poesia.

Nello scegliere gli autori da collegare al giorno che vivevi, in che modo hai proceduto? Hai svolto ricerche specifiche? O ti ha anche mossa il cuore e la passione per questi autori?

Ti ringrazio per questa ardita domanda. È un aspetto della mia opera di cui ancora non avevo avuto modo di parlare.
Amare la letteratura e amare i classici vuol dire amare, avere fiducia e dare per buono tutto ciò che gli autori e le autrici vi hanno scritto, perché nonostante il trascorrere degli anni e dei secoli la loro parola resta immortale e continua inesorabilmente ad essere tramandata.

Ad una nature lover in confinamento obbligatorio in una casa di campagna, in stretto contatto con la natura e a disposizione una libreria piena di classici nasce spontaneo cercare un’illuminazione nel buio di quelle interminabili giornate. La nature lover pretende dalla letteratura (come fosse una scienza) delle risposte che la aiutino ad elaborare con lucidità gli eventi che si susseguivano durante l’emergenza pandemica e più precisamente in quel primo lockdown italiano iniziato il 9 marzo 2020.

“Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure. Resta in perfetto silenzio e solitudine.

Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.” [Franz Kafka]

C’è qualche messaggio in particolare che desideravi che Una nature lover in lockdown trasmettesse?

Assolutamente si Gabriele.

La nature lover desidera offrire elogio alla natura, ma allo stesso tempo vuole scuotere le coscienze e sottolineare le sofferenze che affliggono il nostro pianeta. Attraverso la poesia di Walt Whitman dal titolo  “La poesia salverà il mondo” vi è una denuncia delle condizioni disastrose di quella parte di natura sommersa.

I fondali marini sono pieni di plastica che profuma di cibo e gli animali marini muoiono soffocati credendo di potersene nutrire. Inoltre la superficie dei nostri oceani è occupata da migliaia di chilometri di spazzatura che formano delle vere e proprie isole, estese quanto uno stato, che fluttuano sulle onde.

La nature lover desidera anche lasciare traccia di un periodo che certamente entrerà nella storia e i posteri vorranno reperire quante più informazioni possibili e sotto diversi punti di vista.

La nature lover desidera stimolare, soprattutto i giovani, a ricercare e percepire bellezza nelle piccole cose.
L’opera infatti è a loro dedicata.

“Affinché percepiscano bellezza nel tenero fiore sbocciato sotto la neve, nell’amorevole mamma che allatta il suo cucciolo, nella forza imponente di una maestosa quercia.”

Tutto nasce da una frase di Hanry David Thoreau che afferma: “La percezione della bellezza è un test morale”

Che tutti i nostri amati ragazzi possano superare quel test!

Per i giovani scrittori in erba, hai qualche consiglio saggio che vorresti dispensare?

L’unico consiglio saggio che mi sento di dare è quello di leggere tanto, senza fossilizzarsi su un unico genere, ma spaziando nell’immenso panorama che la letteratura offre. E poi lasciarsi andare liberamente alla scrittura senza vincoli, perché le emozioni non vanno trattenute ed ogni scrittore deve sentirsi libero di utilizzare un suo proprio stile senza sottostare a rigorose tecniche schematiche, che comunque deve conoscere.

La raffinatezza e l’eleganza di uno stile  si raggiungono solo dopo aver dedicato tanto, ma veramente tanto tempo alla scrittura.

Ti ringrazio moltissimo per il tempo a  noi dedicato, Salvina!
Per chi abbia interesse verso l’opera o la scrittrice, lascio qui in allegato alcuni indirizzi, tra cui i social o i canali d’acquisto del libro:

Il libro è disponibile in versione eBook e cartacea al seguente link:

https://amzn.to/2BkCQB4

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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