La teoria dei quattro slot abilità

Non è una teoria che esiste veramente, né niente di lontanamente serio. Immagino si capisca dal titolo che rimanda al mondo videoludico.
La teoria, se così possiamo chiamarla, è mio modo di vedere il raggiungimento della propria posizione lavorativa (e in un certo senso personale) nella realtà attuale.

Sappiamo tutti che i requisiti di lavoro chiedono, essenzialmente, quattro tipi di cose: personalità, competenze informatiche, studi ed esperienze più specifiche a quel determinato settore.
È proprio sulla base di tali requisiti, e viaggiando un po’ con la fantasia, che ho sviluppato, nella mia mente, la “teoria dei quattro slot abilità”. Ossia, quattro slot specifici che possiamo provare a riempire per capire chi siamo, cosa ci definisce e cosa sappiamo fare entrando in un nuovo ambiente lavorativo.

Vediamo insieme, nello specifico, questi quattro slot.

Personalità

La personalità è l’insieme di tutto ciò che abbiamo vissuto, che è unico di ciascuno di noi.
Perché è così importante? Supponiamo che abbiamo vissuto una vita difficile, facendo tante rinunce. Questo ci ha resi umili, disposti ad imparare e ad accettare ulteriori difficoltà senza battere ciglio.
Caratteristiche simili sono molto importanti nel mondo lavorativo: tra un arrogante che crede di saper fare tutto e una persona più inesperta ma disposta a darsi da fare, generalmente si tende a preferire la seconda persona.

Non è tutto: una persona più altruista e socievole sarà più bendisposta a collaborare, ad ascoltare critiche e consigli. Il famoso teamwork, che è un modo bello di dire: “per favore, non mandare a quel paese il tuo collega”.

La nostra capacità di impegnarci, di artigliare e penare per raggiungere gli obiettivi, non sono cose che si imparano. Sono tutto ciò che abbiamo vissuto, che siano state esperienze vergognose, pesanti o peggio ancora.

Studi

Ho imparato sulla mia pelle che gli studi che ho fatto, purtroppo, non sono poi così apprezzati in Italia (sono stato formato come traduttore e interprete). Quindi gli studi da soli non erano sufficienti a permettermi di raggiungere una posizione lavorativa e un’identità.

Tuttavia, reputo che siano comunque un tassello importante. Per il semplice motivo che sono e saranno sempre un qualcosa che, all’occorrenza, possiamo usare e mettere a disposizione.
Nonostante la mia posizione lavorativa attuale sia completamente diversa, ero l’unico traduttore presente in azienda – questo mi ha permesso di rendermi utile in quanto tale, sebbene sia stata una mansione “extra”.
Inoltre, usare fluidamente lingue straniere apre finestre su mondi altrimenti irraggiungibili. Non tutti parlano italiano.

Per quanto, purtroppo, oggigiorno non sia detto che fare un percorso di studi porti necessariamente a un lavoro inerente a quel percorso, non significa che dimenticheremo quelle abilità che abbiamo duramente acquisito. All’occorrenza potremmo comunque sfoderarle. Saranno sempre un nostro “slot abilità”.

E-Skills

Inutile girarci attorno. La conoscenza dell’utilizzo del computer è importantissima al giorno d’oggi.
Pasticciare di grafica con Photoshop, montare video amatoriali, sapersi muovere per bene in Excel, perfino sapere come modificare e preparare un PDF sono tutte abilità che possono tornarci utili in qualsiasi momento.

Un esperto di computer si farà notare rapidamente in azienda. Curiosamente esistono ancora tante persone poco pratiche, o che comunque millantano, per esempio, conoscenza approfondita di Office quando invece non saprebbero nemmeno inserire un’immagine in un documento Word.

I computer sono divenuti parte integrante della società d’oggi, e anche, dunque, del mondo del lavoro. Una domestichezza impeccabile sono una dote in più importantissima.

Fortunatamente, da buon nerd, con il computer so fare, di base e a livello più avanzato, un po’ di tutto.

Lavoro

Il problema principale tra università e mondo lavorativo è il mismatch tra ciò che la prima insegna e ciò che il secondo richiede.
L’università, spesso e volentieri, insegna materie o nozioni assolutamente irrilevanti per ciò che servirà poi all’azienda. O addirittura, esistono percorsi di studi ridicolizzati proprio perché non c’è la minima richiesta a riguardo.

Il motivo è questo. Spesso, alle aziende non serve una persona così preparata che sappia spiegarti perfino il senso della vita; alle aziende serve la persona con quella o quelle conoscenze specifiche.

In alcuni casi, se si è fortunati, le aziende investono in formazione, spiegandoti quelle nozioni che hanno davvero un’utilità o una finalità.
Faccio un esempio, nel mio caso non avevo la più pallida idea di cosa comportasse un prestito bancario, se non magari tassi d’interesse. Adesso ritengo di avere una conoscenza molto più approfondita a riguardo. Ma questa conoscenza non c’entra, in nessun modo, con i miei studi precedenti di traduzione e interpretariato.

Tant’è vero che spesso si preferisce assumere persone giovani a persone vecchie ma laureate. Sgravi fiscali a parte, il punto è che, per le aziende, è importante formare le persone in quelle specifiche competenze utili e necessarie.

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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