Viaggio e vita in Germania ft. Aurora Pressutti

Ciao a tutti! In questa nuova intervista, abbiamo come ospite una ragazza che ha vissuto brevemente all’estero, precisamente in Germania. Essendo una grande appassionata della lingua tedesca, e forte della sua esperienza, ho deciso di dedicarle un piccolo spazio dove può raccontarci quanto vissuto.
Per cui, prima di tutto, Aurora, ti voglio ringraziare per il tempo dedicatoci e per il volere condividere le tue esperienze.
Dicci pure, cosa ti ha spinta ad andare in Germania? Quali erano le tue emozioni quando hai organizzato , preparato e infine affrontato il viaggio?

Sono andata a Stoccarda verso la fine dell’ottobre del 2021 per stare accanto al mio ex fidanzato, il quale attualmente studia all’università di Hohenheim. Devo dire che all’inizio sono rimasta abbastanza spiazzata: studio tedesco da molto anni ma non ho mai avuto occasione di rimanere per un lungo periodo di tempo in un paese germanofono, ragion per cui paradossalmente tutto mi sembrava nuovo e sconosciuto. Naturalmente avendo avuto modo di studiare la cultura tedesca molte cose non mi erano nuove, ma una cultura non si conosce davvero fino a quando non si entra in contatto quotidianamente con essa.

Nei primi mesi in Germania, come ti sei sentita? Quali sforzi o cambiamenti hai dovuto vivere per adattarti alla vita all’estero?

Sicuramente il fattore linguistico ha giocato un ruolo fondamentale: pur conoscendo bene il tedesco all’inizio avevo difficoltà ad esprimermi fluentemente, avevo continuamente paura di sbagliare anche le espressioni più elementari. Ad ogni modo, bisogna dire che i tedeschi sono molto contenti quando uno straniero prova a parlare la loro lingua: sono consapevoli del fatto che il loro sia un idioma complesso, e generalmente sono molto aperti e disponibili nei confronti di chi si cimenta nel suo apprendimento. È cosa nota che la Germania sia una nazione ricchissima dal punto di vista culturale: ci sono migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, sia studenti che lavoratori, e questo è percepito come un valore aggiunto dalla popolazione locale. La città di Stoccarda, con le sue innumerevoli aziende e i suoi poli universitari di eccellenza, è una delle città più multietniche in Europa. Bisogna dire che la conoscenza dell’inglese è molto più diffusa rispetto all’Italia, ma nei paesi più piccoli è raro trovare qualcuno che lo sappia parlare in maniera fluente. All’inizio è quindi fondamentale cercare di esercitare la lingua il più possibile, anche (e soprattutto) se si hanno conoscenze basilari. 

Quali città hai esplorato? Raccontaci e facci sognare 😄

Ho avuto modo di esplorare parte del Baden Württemberg, una delle regioni europee più ricche e vivaci dal punto di vista economico e sociale. Ho soggiornato nel distretto di Plieningen, a sud di Stoccarda, noto soprattutto per la presenza della Universität Hohenheim, polo di attrazione per migliaia di studenti internazionali. Quest’aerea è totalmente immersa nel verde: ettari ed ettari di bosco che circondano gli edifici, un paesaggio decisamente diverso da quello a cui ero abituata a Roma. In Germania sotto questo punto di vista c’è un enorme rispetto nei confronti del paesaggio e dell’ambiente: il verde è considerato un bene collettivo da tutelare, oltre che da vivere. Posso tranquillamente affermare di non aver mai visto un popolo così amante della natura come quello tedesco.

Ovviamente ho visitato Stoccarda, capitale multietnica di questo Land: purtroppo, essendo stata bombardata durante il secondo conflitto mondiale, non ha l’aspetto “canonico” delle classiche cittadine tedesche. È estremamente moderna, caotica, ricca di vita sia di giorno ma soprattutto di notte, grazie ai numerosi locali e clubs presenti in tutto il centro. Degno di nota è il Wilhelma, uno degli zoo più antichi e grandi del mondo, sopravvissuto miracolosamente ai bombardamenti.

Se volete immergervi per un giorno in un paese tipicamente tedesco vi consiglio la piccola Esslingen am Neckar, un autentico gioiello a mezz’ora da Stoccarda. Qui il tempo sembra essersi fermato: ogni strada racconta la storia di una Germania che nelle grandi città sembra essere stata spazzata via dalla violenza della guerra, le cui ferite ancora sono vive nella memoria collettiva tedesca (molto più che in Italia).

Quali sono alcuni usi e costumi, usanze, o particolarità, che hai notato durante il tuo trascorso in Germania? Quali sono alcune differenze principali rispetto all’Italia?

Sono rimasta molto sorpresa dalla profonda discrepanza che intercorre tra i classici stereotipi diffusi in Italia e la realtà dei fatti: avendo vissuto per un breve periodo nella regione del Baden, posso dire di aver conosciuto un popolo estremamente affabile, cordiale, molto unito. C’è un forte senso di comunità che in Italia (e in particolare a Roma) è difficile da trovare. Inoltre, avendo vissuto questa esperienza durante il periodo della pandemia, ho potuto constatare quanto i tedeschi siano molto meno condizionati dai mass media e in generale dal clima di terrore che sembra attanagliare l’Italia: le misure prese per arginare i contagi, seppur molto più blande rispetto a quelle adottate dall’Italia, sono generalmente accettate di buon grado da tutta la popolazione. Anche quando sono stati annullati gli amatissimi Weihnachtsmärkte, i mercatini di Natale celebri in tutto il mondo, il sentimento più diffuso era di rassegnazione, più che di rabbia.

Per chi vorrebbe andare a vivere all’estero, ma ha paura per le più differenti ragioni, quali consigli senti di voler dare?

Prima di partire è fondamentale avere una conoscenza globale della cultura del luogo che ci ospiterà. Soprattutto, bisogna tentare di andare oltre i luoghi comuni che spesso influenzano negativamente la nostra percezione di una realtà a noi estranea. All’inizio è normale essere spaventati da ciò che non si conosce, ma è affrontando queste paure che riusciamo a capire chi siamo davvero noi stessi. Aprire i nostri orizzonti, anche da un punto di vista linguistico e culturale, ci aiuta inoltre a comprendere la complessità dei tempi che stiamo vivendo.

Di nuovo, Aurora, ti ringrazio di cuore per le tue risposte!

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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