A volte ritornano! Ebbene sì, la persona che intervisterò oggi ha già risposto ad alcune delle mie domande qualche anno fa, quindi stavolta mi sono dovuto un po’ spremere le meningi per tirare fuori dei quesiti diversi. Non è stato troppo difficile, perché la sua saga epic fantasy “Le terre di Narwain”, edita da PAV Edizioni, mi ha fornito parecchi spunti interessanti.
Ciao Aurora e bentornata su Pillole di Folklore & Scrittura! Per iniziare, mi piacerebbe un po’ capire la genesi di “Le terre di Narwain”. Ricordi cosa ti ha spinta a iniziare a scrivere la saga?
Ho iniziato a scrivere quando avevo 15 anni e, come dico sempre, tutte le cose più belle della mia vita sono nate per scherzo. Narwain iniziò proprio così, con la leggerezza adolescenziale di una ragazzina che voleva scrivere un fantasy da mettere sul vecchio EFP (antenato di Wattpad per i più giovani) e tutto pian piano divenne il grosso progetto che è ora, nel corso di questi 13 anni. La cosa che mi spinse ad abbracciare la scrittura come forma d’espressione personale fu prima di tutto la curiosità.

Venivo già da una breve formazione musicale (studiavo pianoforte) e sentivo il bisogno di esplorare altri campi artistici. Non avrei mai pensato che mi sarei innamorata così tanto della scrittura al punto da restare.
Quali sono state le principali difficoltà che hai affrontato durante la stesura dei due libri usciti finora (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma”)?
Sicuramente la struttura del worldbuilding. Non è qualcosa che mi pesa, assolutamente no. Tuttavia essendo un mondo fatto di 7 terre, ognuna delle quali ispirata a culture reali appartenenti al genere umano (orientale, europea, nativo americana, africana…) mi ritrovo a dover studiare molto prima ancora di sistemare la struttura dei romanzi. In più la saga di Narwain non ha solo un protagonista, ma cinque, quindi alla fine sono come una specie di burattinaio che deve tirare parecchi fili e far combaciare tutto al meglio. Faticoso? Sicuramente, ma anche estremamente piacevole.
Ci sono dei messaggi particolari che speri di essere riuscita a far arrivare ai lettori?
Assolutamente sì: l’accettazione di sé, il conflitto generazionale tra genitori e figli, tematiche come lutto, riscoperta della propria identità malgrado le pressioni sociali… queste sono solo alcune.

Ogni protagonista e ogni terra, nel suo contesto, può offrire qualcosa di diverso al lettore, ma non scendo quasi mai troppo nel dettaglio con le tematiche, perché sono curiosa anche di capire cosa percepisce il lettore stesso e come lo interpreta dentro di sé, al di là di qualsiasi messaggio io voglia veicolare (e ce ne sono dentro Narwain).
Allontaniamoci un attimo da Narwain. So che sei al lavoro su Fabula Arcana: puoi spiegarci un po’ di cosa si tratta?
Certo! Fabula Arcana è un’antologia che sto curando in self assieme a Scarlet Danae. Si tratta di una raccolta di 22 racconti, ciascuno di essi esplora un sottogenere del fantasy con l’estetica legata ai 22 arcani maggiori dei tarocchi. Attualmente siamo in fase di editing dell’antologia e l’edizione speciale è ancora in crowdfunding su Produzioni dal Basso, con un’edizione illustrata sulla quale abbiamo messo davvero tanto impegno e passione assieme all’illustratrice, Gaia Torti e ai nostri autori (tra cui anche Alexias e Beatrice che sono anche colleghi PAV).
Torniamo a Narwain (pausa breve, lo so ahahah): puoi fare qualche piccolissima anticipazione sul terzo volume? Anche molto a grandi linee.
Il terzo volume si svilupperà tra il viaggio di Gedhys, Vreman, Shirelya e Alisha (se non sapete chi sono, recuperate primo e secondo volume <3) attraverso il deserto di Kar e la terra di Phenor, mentre Arenn Spezzalama, fratello di Gedhys, si ritroverà alle prese con una missione degna del suo antenato per ricucire la frattura storica tra il popolo dei kuldi e Jorgenar e riportare in auge una vecchia alleanza. Ho già messo sul mio profilo IG (@selene_bookhuntress) un post di presentazione delle tribù phenoriane per introdurre il nuovo Setting del terzo libro e pian piano vi mostrerò molte altre cose.
Un racconto legato a Narwain è uscito sulla raccolta Sogni di Fantasy 2. Ce ne puoi parlare?
Certo! Si tratta dell’Ultimo sogno di santa Eusila, legato all’ultima profezia di una delle figure venerate sull’isola Crepuscolare (terra a cui appartiene Vreman, di stampo gotico, per la cui religione mi sono ispirata alla solennità, la forte contraddizione morale e al dogmatismo della Chiesa cristiana). Si tratta di un fatto storicamente precedente la saga principale e un importante elemento del racconto tornerà come questione del sequel autoconclusivo, ovvero la discendenza interrotta dei re dell’isola: la dinastia Eregon.

Come Azhran, Farida e molti personaggi di derivazione crepuscolare anche santa Eusila ha un legame particolare con il Valak’mir, l’abisso dal quale fuoriescono demoni e creature oscure che finiscono con l’infestare tutta Narwain.
Tra i tuoi personaggi, quali sono quelli dei quali sei più orgogliosa?
Bellissima domanda! In generale sono molto orgogliosa di tutti i personaggi positivi della saga, ma se dovessi esprimere proprio quelle che sono le mie punte di diamante sarebbero tre: Gedhys (memoria di ciò che sono stata un tempo alla sua età), Vreman (per la sua profondità d’animo e la sensibilità che è riuscito a preservare dentro di sé nonostante il suo contesto di crescita difficile) e, prima tra tutte la regina Artemisia (per la sua storia personale e il peso politico che questo personaggio è riuscito a dare a Narwain pur mantenendo qualcosa che nelle persone reali stimo profondamente: la capacità di non tradire sé stessi, anche quando è difficile).
Grazie per il tempo che ci hai dedicato, Aurora! Potete trovare i libri della saga delle Terre di Narwain sul sito di PAV Edizioni (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma“) e su Amazon (“Il figlio dell’oblio” e “Il sigillo e la fiamma“).