Premessa: si tratta di una recensione gentilmente scritta da Emanuela, ex blogger di PdF, in onore della lettura, appena terminata, di un mio scritto ☺️
Chi mi conosce (bene), sa che sono una persona molto esigente. Ovviamente questo si estende anche ai generi di lettura e ai contenuti che vengono trattati, nonché come vengono resi e interpretati dall’autore. Penso di essere una delle lettrici più difficili da accontentare, e anche una delle più rompiscatole. Non è facile scucirmi recensioni positive, soprattutto se riguardano un genere che non è mia consuetudine leggere.
Posso dire senza giri di parole, che Wolf Lonnie: Fighting for Truth, la seconda serie della saga Welcome to the Lonnieverse (fanfiction di Ace Attorney) di Gabriele Glinni sia un’opera ben riuscita. Contiene al suo interno tutto ciò che mi piace: una trama ricca, rivelazioni, parentele nascoste, storie d’amore (anche un po’ drammatiche) e personaggi che, andando avanti con la trama, migliorano a vista d’occhio oppure degenerano in modo tragico.
In particolar modo, senza fare troppi spoiler, mi ha colpita la degenerazione mentale di Wolf Lonnie, il protagonista della serie, la cui psicologia viene abbondantemente affrontata nei dettagli. È bello vedere come un personaggio principale, che dovrebbe essere quello più decantato, in realtà sia incline a depressione e ad atti disdicevoli.
Una delle storie che più mi sono piaciute è quella di Xal, un alieno venuto sulla Terra nel disperato tentativo di salvare la sua gente. Un po’ fuori dagli schemi, ma molto ben riuscita.
Ho apprezzato l’ascesa di nuovi personaggi rispetto alla serie precedente, e che danno veramente una bella svolta alla storia principale, come i villain Riza o Fantom.
In generale, tra i personaggi che apprezzo di più, troviamo Saria (la cui storia personale è molto interessante), Lucious, Lilith (la stagista che sceglie il proprio mentore per secondi fini ben precisi), Will e Raye.
C’è stato un grande ritorno di fiamma per Blade Swordmaster, già molto amato nella prima serie, che riconferma la sua compostezza, nobiltà d’animo e simpatia.
Sono state lunghe e grasse le risate con Alfredo, un umile domestico che poi tanto umile non è.
Tanti i personaggi intermedi che mi hanno allegramente intrattenuta, come Zaren, Sandie e Pieweet.
Nel complesso, mi piace che ogni singolo dettaglio non è messo a caso, e che tutto, anche le cose più insignificanti, alla fine si legano perfettamente l’una all’altra. Questo denota una progettazione veramente studiata con cura. Mi è sembrato di vedere una serie televisiva, piena di intrighi, scene toccanti e altre divertenti. Racchiude in sé veramente tutto.
Ci sono anche alcune piccole cose meno apprezzate, ma questo dipende dagli interessi e dalla soggettività del singolo lettore.
Ovviamente chi leggerà questa recensione non capirà una mazza di quel che sto scrivendo, quindi avrà un valido motivo per leggere la serie integrale.
Si può richiedere senza troppi indugi all’autore, che sarà ben felice di condividerla con nuovi lettori.
(nota di Gabriele: sarà condiviso il Google Drive a rilettura terminata 🙂 )