I nostri personaggi migliori – Alessandro

E siamo giunti al secondo compleanno del blog! Lo ammetto, quando ho dato il via al progetto non pensavo che sarebbe rimasto in piedi così a lungo. Se questo spazio virtuale è ancora sgombro di polvere e ragni, il merito è tutto delle persone che si sono affiancate a me e Gabriele nel corso dei mesi. La loro passione mi ha portato a continuare a scrivere articoli e a pensare a nuovi contenuti da portare. Un brindisi a tutti!

Bene, ora che abbiamo festeggiato è arrivato il momento di parlare dei personaggi a cui sono più affezionato.

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La mia prima volta a Roma (diario di viaggio semiserio)

Questo non è un articolo come gli altri.

Quel avete davanti agli occhi è il diario di viaggio di un uomo privo del benché minimo senso dell’orientamento che ha voluto fare l’impensabile: andare da solo a Roma.

Lettori di poca fede: “Ma quante storie! C’è gente che è arrivata in India senza neanche una cartina!

Zitti!

Questa è la MIA storia e le do la gravità che preferisco!

Uhmp.

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Giano Bifronte, il dio degli inizi – Pillole di Folklore # 52

Giano è una delle divinità più importanti della mitologia romana. È il dio degli inizi e ha due volti con cui può osservare sia il passato che il futuro. In alcune versioni del mito ha ben quattro facce e ognuna rappresenta un punto cardinale. A differenza di molte altre divinità della mitologia romana, Giano non deriva né da un dio della mitologia romana né da un dio della mitologia etrusca. È possibile che il suo culto sia nato nell’Italia pre-romana, in un’epoca in cui le divinità venivano principalmente associate al ciclo della semina e della raccolta.

Un’altra caratteristica unica di Giano è che non è imparentato con le altre divinità. Lui esiste da sempre e non è stato generato da nessuno. È anzi un dio creatore, molto probabilmente responsabile dell’inizio del mondo.

Oltre a essere il dio di tutti gli inizi (siano essi materiali o immateriali), è anche il dio del passaggio e viene spesso associato alle porte e ai ponti. Anche il mutamento, inteso come un passaggio da uno stato all’altro, è legato a Giano.

In tempo di guerra, non era raro entrare nei tempi dedicati a Giano per fare sacrifici e pregare per il successo delle imprese militari.

Per approfondire:

https://www.lettera43.it/it/guide/cultura/2013/10/28/chi-e-giano-bifronte/1853/

http://www.sapere.it/enciclopedia/Giano+%28religione%29.html

http://www.ilsapere.org/il-dio-giano/

Scrivere, unire e istruire ft. Antonio Agostinacchio

È ormai da qualche mese che faccio parte di Scrittori del Fantastico, un gruppo Telegram in cui gli scrittori fantasy italiani possono condividere esperienze, scambiarsi consigli, parlare un po’ dei propri lavori e divertirsi assieme. Il progetto è nato dalla mente di Antonio Agostinacchio, scrittore, consulente di scrittura e web designer. Lui e gli altri admin stanno facendo di tutto per tenere viva la community, con iniziative interessanti e confronti costruttivi.
Ma ridurre Antonio solo a Scrittori del Fantastico sarebbe riduttivo. Lui gestisce anche il profilo Instagram astrincompleti, ricco di contenuti interessanti per tutti gli amanti della scrittura, ha un podcast (“Tempo di storie”) e da poco ha lanciato l’accademia di scrittura creativa “Architetti di Storie”. Ha anche scritto il romanzo fantasy “La preghiera degli innocenti” (primo volume del “Ciclo della Disputa Eterna”), offre consulenze di scrittura ed è un mago del web design. Un pacchetto completo, direi!
Per “svelare i segreti” di questa mente così prolifica, ho organizzato l’intervista che trovate qui sotto. Buona lettura!

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Quali sono i libri migliori da leggere a San Valentino? I nostri consigli

L’amore è il tema centrale di San Valentino, ma anche quello di tanti libri che riempiono gli scaffali delle librerie. Non parliamo solo di romance: anche in tutti gli altri generi è molto comune trovare una sottotrama romantica. In questo articolo vi proporremo alcune storie da leggere in occasione del 14 febbraio.

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Fenghuang, il gallo augusto – Pillole di Folklore # 51

Il Fenghuang è una creatura della mitologia cinese che ha alcune caratteristiche in comune con la Fenice. È un uccello immortale che porta fortuna a chiunque lo vede. Rappresenta l’unione del maschile (feng) e del femminile (huang) e anche i corpi celesti. Assieme alla tartaruga, al drago e alla tigre compone il gruppo di esseri soprannaturali noti come sishen, associati ai quattro elementi, ai quattro punti cardinali e alle quattro stagioni.

Talvolta viene chiamato Gallo Augusto e prende il posto del gallo nello zodiaco cinese.

Il Fenghuang ha un bellissimo piumaggio variopinto composto da ben cinque colori: nero, blu, rosso, giallo e bianco. Sebbene le sue sembianze siano quelle di un uccello, il suo corpo è composto anche da parti di altri animali. Ad esempio, il suo collo ricorda quello di un serpente e il dorso è simile al carapace di una tartaruga.

A differenza della fenice, il Fenghuang non prende fuoco e non rinasce dalle sue stesse ceneri. Pur essendo immortale, si riproduce come un uccello normale.

Per approfondire:

https://www.britannica.com/topic/fenghuang

http://www.lifeasmyth.com/journal_planet_ChinesePhoenix.html

https://gbtimes.com/legend-chinese-phoenix

Il mio 2021 videoludico

Proprio come ho fatto nel 2021, anche quest’anno andrò a riepilogare quali sono stati i videogiochi che hanno allietato il mio tempo libero durante gli scorsi dodici mesi. Darò un po’ di spazio a ognuno di essi, spiegando che impressioni mi hanno fatto e cosa mi hanno lasciato. Anche questa volta seguirò un ordine cronologico e dedicherò ogni sezione dell’articolo a un mese specifico. Diamo il via alle danze!

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“Ascend-ent” di Gabriele Glinni – Recensione

Non mi era mai capitato di seguire l’intero ciclo di vita di un romanzo scritto da un’altra persona, fin quando Gabriele non ha avuto l’idea alla base di Ascend-ent. Negli ultimi due anni ho visto quello spunto iniziale prendere una forma e andare incontro a tante trasformazioni, diventando sempre più completo. È stato un viaggio appagante, che ha reso la lettura della versione definitiva ancora più piacevole. Nonostante questo legame personale con l’autore e con il romanzo, in questa recensione farò il possibile per essere imparziale e dare spazio anche a eventuali difetti.

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La sospensione dell’incredulità, cos’è e perché è importante conoscerla

La sospensione dell’incredulità è un tacito patto esistente tra l’autore di un’opera e i suoi fruitori. Chi si approccia a un libro, soprattutto se appartenente a generi come il fantasy o la fantascienza, accetta di credere a quello che lo scrittore gli mostrerà, a patto che sia coerente con quanto narrato fino a quel momento.

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Ace Attorney, qual è il migliore? La mia classifica (Seconda parte)

Ecco la seconda metà della classifica! Chi ci sarà sul podio? Scopriamolo assieme! Per la prima parte premete QUI.

6 – Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

La copertina di Phoenix Wright: Ace Attorney – Spirit of Justice

Rispetto a Dual Destinies, Spirit of Justice è un netto passo avanti nella direzione giusta. Pur avendo alcuni problemi, di cui parlerò tra poco, il gioco è comunque godibile e divertente, grazie a dei casi più interessanti rispetto a quelli del suo predecessore. Anche la gestione dei personaggi è maggiormente efficace: stavolta Apollo e Phoenix seguono entrambi un percorso chiaro, anche se non sempre coerente con il loro background. Athena, invece, è stata (temporaneamente?) relegata a un ruolo più marginale. Queste scelte rendono Spirit of Justice un gioco con un’identità più definita rispetto a Dual Destinies. Anche la trama generale, per quanto un po’ troppo sopra le righe (anche per gli standard della serie), è chiara e si lascia seguire con piacere fino alla fine.
Nonostante queste migliorie, Spirit of Justice ha comunque ereditato alcuni difetti di Dual Destinies. Per esempio pure qui alcuni personaggi sembrano inseriti più per fanservice che per effettive esigenze di trama. Maya che torna per ricoprire per l’ennesima volta il ruolo di damigella in pericolo non è il massimo della vita e pure la presenza di Edgeworth mi è sembrata abbastanza infilata a forza. Ci sono, inoltre, alcuni retcon molto forzati, legati perlopiù al passato di Apollo e al villaggio Kurain. In misura minore, anche la storia della famiglia Gramarye ne ha subito uno.
Proprio come in tutti gli altri giochi scritti da Yamazaki, anche in Spirit of Justice i plot twist legati al delitto hanno ricevuto una cura maggiore rispetto alla psicologia e alle motivazioni dei personaggi. Non mancano però delle piacevole eccezioni a questa regola.
Tra le novità legate al gameplay, la più eclatante è senz’altro l’introduzione delle “Divination Séance”, ossia dei rituali durante i quali è possibile scoprire quali sensazioni ha provato la vittima di un omicidio poco prima della morte. È una meccanica interessante, ma non sempre intuitiva e può creare più di un grattacapo. Durante le indagini, invece, è possibile cimentarsi in alcuni test scientifici assieme a Ema Sky (la detective del gioco), che però ho trovato più macchinosi rispetto a quelli di Apollo Justice.

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