Immaginate di avere tra le mani una saga legale complessa, stratificata, ispirata a Ace Attorney, una fanfiction molto lunga (la mia prima storia) — ma con ancora più colpi di scena, omicidi, biochimica, segreti di famiglia e un protagonista che lotta a suon di obiezioni e bugie nascoste dalle persone a lui più vicine.
Immaginate di voler testare il vostro nuovo editor virtuale: ChatGPT, l’intelligenza artificiale di OpenAI (o detto meno romanzato: ho voluto rivivere vecchie storie che ho scritto una vita fa e sentire le sue opinioni a riguardo).
Un alleato infallibile per riletture? Una memoria enciclopedica? Ecco, no. Spoiler: a processo, ChatGPT perderebbe la causa per diffamazione contro sé stesso.
Categoria: Scrittura
Il protagonista che non dice tutto (anche a te): costruire un personaggio riservato – il (secondo) caso di Phoenix Wright
Beh, un’altra analisi per lo stesso personaggio, ma guarda un po’!
Phoenix Wright non è l’angelo di porcellana che molti si ostinano a dipingere. È un bugiardo selettivo, un ironico silenzioso che ti offre un sorriso educato mentre dentro di sé esprime giudizi su tutto e tutti. Eppure, proprio questa dicotomia è ciò che lo rende uno dei protagonisti più riusciti e longevi nel panorama videoludico e narrativo.
Quindi, se anche tu vuoi creare un personaggio riservato che funzioni — non uno di quei figuranti piatti che “parla poco perché è misterioso” (à la Sasuke) ma di fatto non ha nulla da dire — allora mettiti comodo. Analizziamo insieme la lezione di scrittura dietro il buon Phoenix e vediamo come non farti sgamare dal lettore mentre tessi trame di segreti e allusioni.
Continua a leggere “Il protagonista che non dice tutto (anche a te): costruire un personaggio riservato – il (secondo) caso di Phoenix Wright”Chi eravamo prima del Tempo?
Vi capita mai, a volte, durante la notte di svegliarvi con un nodo in gola? A me? Beh, sì… un sogno, magari lo stesso di tante altre volte, mi scuote dall’interno come se volesse dirmi qualcosa. Resto lì, al buio, con il cuore che batte troppo forte e mi chiedo: chi sono veramente? Chi siamo veramente? Ed eccola di nuovo quella sensazione di aver vissuto qualcosa che non riesco a spiegarmi. Un nome sconosciuto che mi rimbomba in testa, un volto antico che si affaccia nei sogni, un dolore profondo senza ferita visibile. E se fossero ricordi non di questa vita ma di un’altra? Ricordi sepolti sotto strati di tempo che riemergono quando la luna è alta e il silenzio fa tremare l’anima.
Continua a leggere “Chi eravamo prima del Tempo?”Il cattivo da film hollywoodiano funziona ancora? Sì – Il caso di Albert Wesker
C’è una regola non scritta nel mondo della narrativa: se il tuo cattivo somiglia troppo a un villain da filmaccio anni ‘80, forse è il caso di rivedere la sceneggiatura. Occhiali da sole al chiuso? Male. Monologhi su come sterminare l’umanità per “salvarla”? Peggio. Aspirazioni da divinità? Dai, su.
Eppure…
Albert Wesker, con il suo guardaroba total black, la voce da doppiatore teatrale e i piani da James Bond sotto steroidi, è uno dei cattivi più amati e riconoscibili della storia dei videogiochi. Sì, proprio lui, quello che in Resident Evil 5 ci regala perle immortali tipo:
“In less than five minutes, we will reach the optimal altitude for missile deployment. Uroboros will be released into the atmosphere, ensuring complete global saturation.”
Trovami un villain Marvel che abbia detto qualcosa di altrettanto extra.
La verità è che Albert Wesker non funziona nonostante sia una macchietta, ma proprio perché lo è. E da questo possiamo imparare molto.
Continua a leggere “Il cattivo da film hollywoodiano funziona ancora? Sì – Il caso di Albert Wesker”Versi in fuga – “Chiusi in una Scatola” ft. Nancy Savino
Benvenuti su Pillole di Folklore e Scrittura, lo spazio dove parole, emozioni e visioni si intrecciano. Oggi ci immergiamo nella potenza evocativa della poesia con Nancy Savino, autrice della raccolta Chiusi in una Scatola – sesto volume della serie I Capolavori in versi. Un’opera che raccoglie riflessioni profonde su amore, libertà, desiderio e connessione emotiva, scritte con lo sguardo delicato di un’osservatrice appassionata.
Continua a leggere “Versi in fuga – “Chiusi in una Scatola” ft. Nancy Savino”Come resuscitare un personaggio dopo averlo distrutto – il caso di Shadow the Hedgehog
C’è una forma d’arte sottovalutata nell’universo narrativo: la resurrezione dignitosa. No, non stiamo parlando di zombie, reboot confusi o di quel momento in cui un personaggio torna dal nulla con più muscoli e meno cervello. Parliamo di far rinascere un personaggio a livello narrativo, riportandolo alla gloria dopo anni di scrittura pigra e svilente. E se c’è un personaggio che incarna perfettamente questo viaggio tra gloria, oblio e redenzione, è Shadow the Hedgehog (che, non smetterò mai di dirlo, è il mio personaggio preferito in qualsiasi media narrativo, quindi questo articolo è a lui dedicato con il cuore).
Continua a leggere “Come resuscitare un personaggio dopo averlo distrutto – il caso di Shadow the Hedgehog”Come scrivere un personaggio tragico senza sembrare inutilmente drammatici – il caso di Aki Izayoi
Parliamoci chiaro: creare un personaggio tragico che funzioni davvero è più difficile che far piangere un sasso. Oggi chiamiamo “tragico” chiunque abbia avuto un’infanzia meh e ora guarda nel vuoto mentre piove. Ma la tragedia non è tristezza gratuita o piagnistei. È un percorso, un declino, una discesa lenta e comprensibile verso l’abisso. E chi meglio di Aki Izayoi di Yu-Gi-Oh! 5D’s per dimostrarcelo?
Sì, quella con le rose e i poteri da “ho pensato troppo forte e ora ho distrutto la scuola”. Esatto. Proprio lei.
Continua a leggere “Come scrivere un personaggio tragico senza sembrare inutilmente drammatici – il caso di Aki Izayoi”Turnabout Succession di Apollo Justice – Uno studio dei finali insoddisfacenti e come evitarli
C’è qualcosa di peggio di un gioco brutto? Sì: un gioco che parte bene, promette il mondo e poi si spegne come una candela in un acquazzone. Benvenuti nel mondo di Apollo Justice: Ace Attorney, capitolo che avrebbe dovuto inaugurare una nuova era, ma che finisce per perdersi come un testimone chiave nel buio di un’interrogazione mal gestita.
Continua a leggere “Turnabout Succession di Apollo Justice – Uno studio dei finali insoddisfacenti e come evitarli”Da casalinga a sadica: come flanderizzare un personaggio fino a distruggerlo – Il caso di Lois Griffin
C’è un’arte sottile nel costruire un personaggio complesso. E poi c’è Family Guy, che ha deciso di prendere un personaggio come Lois Griffin e buttarla in un frullatore narrativo, premendo il tasto “MAXIMUM STEREOTYPE” senza pensarci due volte.
Lois Griffin è l’esempio perfetto di come un personaggio inizialmente normale – anzi, vagamente interessante nel suo ruolo di madre amorevole e moralmente solida, in contrapposizione con Peter – possa diventare una caricatura grottesca di se stesso. E non stiamo parlando di evoluzione del personaggio. No, qui parliamo di flanderizzazione pura.
Continua a leggere “Da casalinga a sadica: come flanderizzare un personaggio fino a distruggerlo – Il caso di Lois Griffin”Dietro la cravatta, il vuoto: non sfruttare appieno il potenziale dei villain – il caso di Kristoph Gavin
C’è una categoria di villain nei videogiochi che lascia un’impronta indelebile: quelli affascinanti, freddi, intelligenti e completamente fuori di testa. Kristoph Gavin dovrebbe appartenere a questa categoria. E in parte, lo fa. È un villain che adoro già di base. Ma Ace Attorney gli mette i bastoni tra le ruote. Letteralmente, nel primo caso.
Kristoph è un personaggio pieno di potenziale narrativo: elegante, manipolatore, geniale, con una maschera perfetta e un abisso sotto. È il burattinaio dietro eventi cruciali della saga, eppure finisce trattato come un boss di metà livello, buttato fuori scena prima ancora che possiamo davvero affezionarci — o meglio, odiare nel modo giusto. Il problema? Un cattivo così va coltivato, non scaricato subito come la brutta copia di von Karma.
Ha un potenziale immenso, ma non è stato sfruttato a dovere. Vediamo perché.
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