Il karate e la crescita interiore ft. Alessandro Del Grosso

Ciao Alessandro, e grazie per aver deciso di partecipare a quest’intervista! Ho sempre nutrito un grande interesse per le arti marziali, e in passato mi sono spesso documentato per saperne di più.
Credo che questa conversazione possa aiutare chi sta pensando di praticare karate. Dunque iniziamo pure!
Da quanto tempo lo pratichi, e come mai hai iniziato?

Pratico il karate da quando avevo 8 anni, anche se successivamente ho abbandonato i corsi, per svariati motivi, tra cui lavorativi.

Come per la maggior parte dei bambini, ci si fa convincere dai compagni di classe e, una volta che provai qualche lezione, rimasi affascinato dalla bellezza di questa disciplina. Un po’ per emulare i personaggi dei cartoni animati, un po’ perché ho sempre amato la figura del guerriero, apprezzai sempre più le arti marziali e tutto ciò che rappresentano.

Durante gli allenamenti e nel corso degli anni, hai avuto modo di stringere amicizie particolari?

Ho conosciuto molte persone in tutti questi anni di pratica, sia insegnanti che allievi, sia ufficiali di gara che organizzatori di eventi sportivi. Alcune di loro le porto nel mio cuore, poiché mi hanno dato molto, sia come bagaglio tecnico che come esperienze sportive.

Allenandoti in palestra, avrai ricevuto un’impostazione particolare. Questa lì ha influenzato in qualche modo la tua etica, come, ed esempio, i tuoi valori di rispetto per il prossimo?

Il karate e le arti marziali in generale si differenziano dagli sport “classici” appunto perché sono DISCIPLINE, dove il fine ultimo non è il traguardo sportivo (quello è il settore agonistico), bensì migliorare il proprio IO (sia fisicamente che caratterialmente). Personalmente ritrovo alcuni principi del karate, o quantomeno cerco di adottarli, in svariate dinamiche del mio lavoro e nel mio privato. Uno dei principali esponenti di questa disciplina, disse che “…il karate si pratica 24 ore su 24”!

Ci vogliono abilità particolari per chi vuole iniziare per la prima volta?

Non ci sono né limiti d’età, né particolari talenti per poter incominciare il percorso marziale, ciò che conta è la perseveranza e la dedizione all’allenamento. È chiaro che se si comincia in tenera età, c’è una maggior predisposizione da parte dell’allievo ad apprendere gli insegnamenti, ma conosco VALIDE cinture bianche e gialle che potrebbero essermi genitori vista l’età “non proprio scolastica”.

Cosa senti ti abbia donato di più il praticare quest’attività?

Come allievo sento d’aver acquisito maggior coordinazione motoria, saper impostare la giusta dose di forza nei colpi e nei movimenti, e il saper su quali parti del corpo poter agire sia nell’attacco (mai per primi però) che nella difesa. Come istruttore ho acquisito maggior padronanza nel condurre le lezioni, il saper parlare ad un misto gruppo di allievi uomini e donne, bambini e bambine, timidi, introversi, spericolati, vivaci… non è per nulla semplice!

Che benefici ha per il fisico?

Riallacciandomi alla domanda precedente il karate accresce la padronanza del proprio corpo, tramite tecniche di pugno, calcio, prese, esercizi in coppia, favorisce la circolazione cardiaca, ci si abitua ad allenarsi con altre persone, si apprendono delle regole, il tutto contornato da principi di filosofia zen.

Ci sono state figure che ti sono state accanto, nella tua crescita come karateka?

Diversi maestri mi hanno aiutato molto nella mia crescita, così come i svariati compagni d’allenamento che ho conosciuto nel corso degli anni, e molto ho appreso dai vari ufficiali di gara con cui ho avuto il piacere di arbitrare in diversi eventi sportivi. Ritengo che “il cameratismo sia l’arma più forte”, dove uno spogliatoio VIVO e un sano approccio al lavoro di squadra, rendano il singolo atleta molto più preparato del normale.

Tornando indietro, faresti la stessa scelta, o intraprenderesti un altro sport?

Tornando indietro non commetterei la sciocchezza di essere discontinuo nel praticare karate, come dicevo prima, poiché nella sua assenza mi sentivo incompleto. È una disciplina ONESTA che mi ha dato molto e, spero nel tempo, di restituirle tutto. La continua pratica ci rende più forti!

Ti ringrazio di cuore per il tuo tempo, Alessandro, e spero che quest’articolo possa essere utile a chi lo leggerà.
Tengo inoltre a ringraziare la mia fidanzata, Emanuela Notarangelo, per avermi aiutato a costruire e formulare domande costruttive e interessanti!

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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