Viaje a Venezuela ft. Jon Zorroza

Benvenuti! In questo nuovo articolo d’intervista, il mio buon amico Jon, originario del Venezuela, si esprimerà su questo distante e curioso paese.

Per cui Jon, ti ringrazio per la partecipazione! Inizia pure presentandoti, dicci un po’ di te.

Ciao, prima di tutto ti ringrazio molto per questo spazio che mi lasci nel tuo blog.
Mi chiamo Jon Zorroza, ho 27 anni, sono un ingegnere industriale, sono anche un musicista nel tempo libero. Ho vissuto la maggior parte della mia vita in Venezuela, anche se ho una madre italiana e un padre basco.

Ora raccontaci del Venezuela! Parlaci dei posti hai visitato, dicci qual è l’atmosfera generale che si vive, e cos’è che ti piace di più del tuo paese.

Il Venezuela è senza dubbio un paese che presenta una molteplicità di territori: si va dai deserti alle cime innevate, passando per vaste foreste alle aride pianure.
Alcuni dei posti che ho visitato, quelli che posso dire che si distinguono e che consiglierei a chiunque voglia visitare il Venezuela sono questi:

Chichiriviche:

È una piccola città nello stato di Falcon e fa parte del Parco Nazionale di Morrocoy dove si possono trovare alcune delle spiagge più belle di tutto il Venezuela.
Ho avuto la fortuna che mio nonno ha costruito una casa a pochi metri dalla riva del mare. Così, fin da bambino, visitavo questo posto sia durante le vacanze che nei fine settimana che avevamo a disposizione.
Gran parte della mia gioventù l’ho trascorsa a Chichiriviche e ho alcuni dei miei migliori ricordi di questo posto.

Medanos de Coro:

Sempre situato nello stato di Falcon, si presenta con un paesaggio uguale a un deserto con grandi dune di sabbia di cui non si vede la fine. È un luogo molto particolare e, se un giorno andrete in Venezuela, non manco di raccomandare di passare attraverso il Parco Nazionale di Los Medanos de Coro.

Isola Margarita:

Forse la destinazione turistica più conosciuta in Venezuela è l’isola di Margarita, dove le bellissime spiagge la rendono un’attrazione turistica e un punto di riferimento internazionale per chi visita il nostro paese.
Ho avuto l’opportunità di visitare quest’isola in numerose occasioni. Mi ricordo che, quasi sempre, a dicembre, ci andavo in viaggio con mia madre e i miei fratelli, quando il Venezuela era un paese ricco.

La Gran Sábana:

La Gran Sábana, situata nello stato di Bolivar nella zona del massiccio della Guiana, è una delle regioni più antiche del paese.
Ho avuto l’opportunità di andarci quando ero molto piccolo, quando avevo tra i 6 e i 7 anni, quindi non ho una memoria molto vivida, ma quello che ricordo è un’immensità di foreste e natura, cascate e fiumi infiniti. È una zona di abbondante ricchezza naturale dove si può trovare davvero qualsiasi tipo di vegetazione e fauna immaginabili.
Il punto più conosciuto e più attraente della grande savana sono le Angel Falls, le più grandi cascate del mondo.

Merida:

In contrasto con le foreste e le spiagge, Merida è una città situata nelle Ande venezuelane con un’altitudine di circa 1600 metri sul livello del mare, con un clima molto freddo. Una delle principali attrazioni è il Pico Bolivar: è il più alto in Venezuela con un’altitudine di circa 5000 metri sul livello del mare.
È una piccola città molto pittoresca con gente molto amichevole e accogliente.

Maracaibo:

La città famosa per le sue cornamuse, le sue tradizioni e il lago Maracaibo. È il centro economico più importante del Venezuela occidentale per via della grande industria petrolifera.
Uno dei fenomeni più incredibili di Maracaibo è il fulmine di Catatumbo, un fenomeno naturale che crea tempeste elettriche che sembrano non finire mai.

Guanare (Los Llanos):

Una delle città più grandi e importanti della pianura venezuelana dove predomina l’attività agricola che rifornisce quasi tutto il territorio venezuelano, è una città di forti tradizioni religiose. Guanare è il sito del tempio della Vergine di Coromoto, dove la cultura llanera si tramanda di generazione in generazione.

Caracas:

La capitale del Venezuela famosa per la sua area metropolitana è una città caotica che mi ricorda molto lo stile di vita di Roma. Si vive freneticamente e si riposa poco.

Barquisimeto:

La mia città natale e la città musicale del Venezuela, è una grande città piena di monumenti, come l’obelisco, la cattedrale, il monumento al sole e il monumento alla pastorella Divina, è piena di tradizioni e costumi, la gente è allegra e festosa.
Mi manca molto la mia città. Spero che la prossima volta che ci tornerò, la situazione socio-politica sarà migliorata e potrò vedere molti dei miei amici che si trovano ancora lì.

C’è qualche piatto tipico? A quale piatto sei affezionato, e perché?

Il Venezuela ha una gastronomia molto ampia: tra i piatti tipici, quelli che mi piacciono di più sono l’Arepa e il tipico piatto nazionale, il pabellon.
A Natale si usa mangiare Hallacas e Pan de Jamón che sono di tradizione. Ma ogni regione ha piatti tipici e modi diversi di preparare il cibo quotidiano.

Avete un genere di musica preferito?

La tradizione musicale del Venezuela è molto variegata e comprende generi come il Llaneras, il Tamunangue e il Gaitas, il Joropo.
In generale si ascolta molta musica latina come salsa, merengue e musica urbana come reggaeton, hip hop e rap.
La mia musica preferita è più orientata al rock e il metal, quindi ho sempre cercato ispirazione da altri paesi.

Ora una domanda un po’ più seria. Come hai vissuto la situazione politica e le controversie avute nel tuo paese qualche tempo fa?

Sono cresciuto con una situazione politica instabile da quando Hugo Chavez ha preso la presidenza del Venezuela fino alla sua morte. Da quando c’è stato il colpo di stato di Nicolas Maduro, ho visto il mio paese giorno dopo giorno e anno dopo anno deteriorarsi sempre di più. Non è stato facile.
Purtroppo da quanto ricordo il problema della scarsa sicurezza in Venezuela è sempre stato uno dei fattori che più ha colpito l’ambiente sociale. Non avere la sicurezza quando si cammina per strada che in qualsiasi momento si può essere aggrediti, rapiti o addirittura uccisi per un paio di scarpe crea uno stato di paranoia costante.
Passare poi attraverso i tempi di povertà dove il cibo e i servizi di base sono diventati quasi un lusso per il cittadino medio, dove ci volevano fino a un paio di giorni per avere la benzina per la macchina, ti fa pensare a quanto egoismo deve avere dentro una persona per governare un paese, vederlo in questo stato di decadenza senza battere ciglio.
Penso che i venezuelani abbiano imparato ad essere forti di fronte alle avversità e ad adattarsi a condizioni che non avrebbero mai pensato di poter vivere.
Nel mio caso ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto stabile dove mi è stata data tutta l’educazione necessaria e dove ho potuto aspirare a diventare un professionista per intraprendere la mia carriera professionale. Purtroppo ho scelto di continuare il mio percorso fuori dal Venezuela perché la situazione attuale è davvero difficile.
Credo che questa situazione abbia aperto opportunità a molte persone che non avrebbero mai pensato di lasciare la loro patria per emigrare e farsi una vita in una terra lontana.
Tuttavia, spero che un giorno la situazione migliorerà e che tutti noi potremo tornare ancora una volta nella terra che amiamo.

Infine un piccolo off topic: ora che sei venuto in Italia, cosa hai trovato differente rispetto al tuo paese? Qual è la differenza tra le culture? E come ti sei trovato a vivere nel nostro paese, rispetto al Venezuela?

Le differenze vanno da quelle culturali a quelle sociali ed economiche: nel mio caso, come ho detto all’inizio, la mia famiglia è veneta da parte di mamma. I miei nonni emigrarono in Venezuela alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quindi la cultura italiana mi è stata inculcata fin dalla nascita.
Ho studiato in una scuola per italo-venezuelani dove si celebravano molte delle tradizioni italiane.
Per quanto riguarda il vivere in Italia, posso dire che è un paese che mi affascina: amo la cultura, amo la storia, amo il cibo e ho sempre trovato persone squisite e gentili con storie incredibili.
Un paio di anni fa ho avuto l’opportunità di viaggiare per gran parte dell’Italia e posso dire che è un paese veramente bellissimo, di cui non ne ho mai abbastanza.
Vi saluto e vi ringrazio ancora per l’opportunità. Alla prossima!

Grazie a te, Jon! Per la tua partecipazione e il tuo bellissimo racconto!
Desidero anche ringraziare la mia fidanzata Emanuela per avermi aiutato ponendo domande interessanti per l’intervista!

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

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