Famiglia, società e formazione in scrittura

Considero la famiglia una tematica particolarmente appassionante in scrittura e narrativa: in quanto nucleo della società ci dice molto su chi siamo e su chi siamo stati, ed è interessante rilevare analogie e differenze con altre culture, più o meno lontane dalle nostre nello spazio e nel tempo. Proprio all’inizio dell’anno ho recensito per Il Pickwick, rivista con la quale collaboro, il romanzo The fifth child (ossia Il quinto figlio) di Doris Lessing,  che parla di una coppia in contrasto con il modello dominante e del fallimento di un progetto di vita Il Pickwick – “The Fifth Child”: il collasso di famiglia e società. Nel farlo, mi sono resa conto ancora una volta del legame strettissimo che un nucleo familiare, anche se tenta di isolarsi, ha con il mondo circostante.

La famiglia è un avvincente microcosmo e nei romanzi di formazione, genere con il quale mi sono confrontata spesso durante il mio percorso accademico, ricopre un ruolo che va bel oltre quello di mero sfondo: essa rappresenta il motore originario della storia, senza il quale la trama non avrebbe ragione d’esistere.
Le specificità del protagonista sono il risultato dell’ambiente nel quale ha vissuto i primi anni della sua vita e ogni sua decisione è in qualche modo legata a esso. Trovo questa caratteristica del genere particolarmente veritiera, in quanto è innegabile che ciascuno di noi sia il frutto di atmosfere e luoghi che hanno contraddistinto i tempi dell’infanzia, ossia il periodo di massima dipendenza da figure altre e impossibilità di autodeterminazione.
Con l’avanzare della storia il personaggio principale lotta per diventare un adulto a tutti gli effetti e per trovare la propria indipendenza, ma l’ombra della famiglia permane nel suo modo di essere, conferendole una funzione di fondamentale importanza nello svolgersi della trama.

Il romanzo di formazione consente di creare un’infinita varietà di storie ed è un genere tutt’ora in uso, come dimostra il contemporaneo Peter Cameron con Someday This Pain Will Be Useful to You (Un giorno questo dolore ti sarà utile). Un esempio iconico di romanzo di formazione è Oliver Twist di Charles Dickens. L’autore amava molto il genere e non a caso nelle sue opere il personaggio principale è spesso un orfano del quale seguiamo la crescita tra mille difficoltà e faticate conquiste. Lo scrittore inglese è stato un grande narratore dell’infanzia e, colpita dal ruolo del bambino nei nuclei familiari da lui tratteggiati, ho scelto di basare la mia tesi di Laurea sull’analisi dei romanzi di formazione David Copperfield e Great expectations (in italiano Grandi speranze), approfondendo con l’occasione gli elementi fiabeschi nelle opere dello scrittore. L’esperienza mi ha spinto a cercare nuovi romanzi appartenenti al genere. La lettura di questo tipo di storie può essere più o meno impegnativa a seconda dello stile dell’autore; Virginia Woolf, per esempio, negli anni ’30 pubblicò The waves (Le onde), una sorta di romanzo di formazione corale sui generis, particolarmente complesso ma caratterizzato da un ritmo avvolgente che spinge il lettore ad andare avanti, oltrepassando i passaggi più oscuri cullato dal flusso musicale delle parole, o meglio delle onde. 

Non sempre i romanzi di formazione seguono il protagonista sin dalla tenera età come nelle opere di Dickens. E’ il caso, per fare degli esempi, de El árbol de la ciencia (tradotto in Italia con L’albero della scienza) dell’autore spagnolo Baroja e di Nessuno torna indietro, dell’italiana Alba de Céspedes. In entrambe le opere, sebbene incontriamo i protagonisti già adulti, la famiglia d’origine riveste una funzione rilevante. Il testo di Baroja, pubblicato nel 1911, è un’opera filosofica nella quale l’albero del titolo è quello della conoscenza del bene e del male; narra la vita di un giovane aspirante medico dall’iscrizione alla facoltà di Medicina fino alla morte. Il testo di Alba de Céspedes, invece, è un romanzo corale che ripercorre il destino di un gruppo di giovani studentesse alloggiate a Roma ed è stato pubblicato nel 1938 sfidando l’ostilità della censura fascista. Sono tutti titoli che, nonostante appartengano allo stesso genere, descrivono con stili diversi situazioni differenti e ugualmente profonde; non posso fare altro che consigliarne la lettura.

Autore: Camilla Vecchione

Mi chiamo Camilla Vecchione, la mia passione è leggere e amo scrivere. Dopo il Liceo Classico mi sono laureata in Lingue e Culture straniere. Per Pillole di Folklore e Scrittura mi occupo di recensioni.

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