Il grande cuore d’Abruzzo: il lago di Scanno e il borgo

Eccomi qui tornata con un nuovissimo articolo. Oggi parleremo di una delle meraviglie abruzzesi: il lago di Scanno. Essendo una persona affetta dalla sindrome della Wanderlust e non potendo, per il secondo anno consecutivo, spostarmi per girare il mondo, ho deciso di riscoprire i piccoli borghi abruzzesi e di parlarvene. L’Abruzzo, nonostante sia una regione molto piccola e ancora poco conosciuta, è ricca di bellezze naturali e artificiali che vale la pena esplorare.

Il lago di Scanno è il più grande lago naturale d’Abruzzo e la sua forma, osservata da diverse prospettive, ricorda quella di un cuore. Per poter ammirare il lago in questa veste romantica si deve attraversare il cosiddetto Sentiero del Cuore: un sentiero adatto a tutti che conduce ad uno dei punti panoramici più suggestivi.

Il lago è situato a circa 922 metri sopra il livello del mare e si trova nella bellissima valle del Sagittario tra i borghi di Villalago e Scanno.

Ciò che rende il luogo ancora più suggestivo, è una serie di misteri e curiosità che avvolgono il lago di Scanno:

  1. una leggenda narra che il lago si sarebbe formato in seguito a un combattimento tra i romani e re Battifolo, un sovrano del posto. Costui, vedendo il suo esercito in difficoltà, invocò l’aiuto del Mago Bailardo che, tramite un incantesimo, ricoprì d’acqua il campo nemico, formando appunto il lago di Scanno;
  2. in un’altra leggenda ancora Pietro Baialardo, invaghito della fata Angiolina, ne ordinò il suo rapimento. Per sfuggire ai rapitori, la fata fece in modo che sotto i loro piedi si materializzasse un lago, quello di Scanno, nel quale sprofondarono;
  3. altre fonti, invece, scrivono che Madama Angiolina morì a causa dell’ardente pioggia e, nel luogo dove cadde inerme, sorse il famoso lago di Scanno.

La realtà però è un’altra: il lago di Scanno si sarebbe originato circa 3000 anni fa da un’antica frana staccatasi dal monte Genzana che ha sbarrato il corso del fiume Tasso.

Il lago di Scanno, nei tempi più recenti, è stato oggetto di alcuni strani fenomeni: il livello dell’acqua sceso di sei metri in meno di un anno, le bussole dei sommozzatori impazzite che non segnalavano più il nord una volta immerse nelle acque del lago, pesci che morivano all’improvviso, un oggetto non identificato sepolto nel fondale e, infine, armi e munizioni dell’ultima guerra che raffiorano dopo quasi settant’anni.

Non mancano certo dei punti di ristoro.

È possibile innanzitutto pranzare vista lago con un bel panino homemade oppure, sulla strada adiacente al lago, vi è una buonissima paninoteca con una vasta scelta di panini. Più avanti troverete anche una fantastica pineta, dove è possibile fare un bel picnic e/o arrostata. Avete anche la possibilità di parcheggiare la macchina in un grande parcheggio a pagamento, in modo da evitare di lasciarla a bordo strada.

In una posizione altrettanto suggestiva, a destra del lago, vi è una graziosa chiesetta: la chiesa della Madonna del lago. Vi si accede attraverso una scala a due rampe, dalla quale si può godere di una veduta panoramica molto attraente sul lago di Scanno.

SCANNO PAESE

A pochissimi chilimetri dal lago, troviamo il paesino di Scanno, altrettanto bello e suggestivo. Scanno è un borgo di circa 2.000 abitanti e sorge vicino al bellissimo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove vi sono riserve naturali di eccezionale bellezza e piste da sci di grande pregio.

L’etimologia della parola Scanno deriva dal termine Scamnum (sgabello), proprio perché il paese è posto su uno sperone roccioso a forma di sgabello. In paese, infatti, vi è anche una buonissima trattoria che si chiama proprio “Sgabello”.

Il borgo di Scanno è molto famoso anche a New York: nel museo Moma, infatti, è conservata la fotografia del bambino di Scanno, scattata dal grande fotografo italiano Mario Giacomelli.

Giacomelli non è il solo fotografo ad aver immortalato la bellezza di questo piccolo tesoro; altri fotografi come Tortelli, Bauer, Cartier-Bresson, Berengo Gardin, Scianna, Cresci sono rimasti affascinati dalla sua grandiosità. Proprio da questo è nato sia il soprannome del paese “Città dei fotografi” sia una via dedicata a loro, che culmina in una piccola terrazza affacciata su uno dei panorami più belli di questa località.

Una volta arrivati non lasciatevi intimidire dalla ripidità delle stradine in salita. A Scanno è tutto un saliscendi in cui perdersi tra le casette in pietra, con i balconcini in ferro battuto ricoperti di petunie belle fiorite. I fiori sono posizionati anche in vasi di terracotta, poggiati sulle scale delle abitazioni.

È affascinante notare che alcune anziane del posto portano ancora il tipico abito tradizionale: gonne pesanti di stoffa e fazzoletto nero legato sulla testa.

Molto molto bella è la Chiesa di Santa Maria della Valle che domina la piazza principale e all’interno è possibile ammirare il presepe in miniatura presente tutto l’anno. Vicino la chiesa vi è un piccolo bar, “Da Maria” dove potete degustare un ottimo caffè shekerato, che con questo caldo torrido è sempre una buona idea!!

Degna di nota è anche la Chiesa di Sant’Eustachio, in onore del patrono e della Madonna di Loreto, costruita su uno dei punti più alti del paese, sopra i resti di un antico tempio.

In largo Bergia è posizionata la fontana di Sarrocco, conosciuta anche come “fontana del ceto sociale”, poiché nell’antichità ognuno aveva una cannella precisa in cui poter bere e rappresentava un ceto sociale differente.

A Scanno, inoltre, l’arte è di casa. Non potete andar via senza aver visitato le botteghe artigianali, in particolare quelle orafe. Infatti, è proprio ai gioelli che sono legate alcune delle storie più affascinanti del borgo.

Come vuole la traduzione, a Scanno, vengono ancora realizzate le “presentose”, gioielli che le suocere regalavano alle future nuore. Si chiama così perché le future mogli, una vota ricevuto il dono, andavano in giro per il paese a mostrarlo a tutti, dandosi delle arie.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto e vi abbia trasmesso l’amore che provo per la mia terra.

Vi è arrivata la curiosità di venire a scoprire questo magnifico borgo e il suo meraviglioso lago?

Al prossimo!

Autore: Martina Di Carlo

Sono una traduttrice specializzata in traduzione giuridico-commerciale, siti web e turismo. Lavoro come traduttrice volontaria per Peacelink da quasi un anno e socia ANITI da un mese. Amo scrivere articoli inerenti al mio lavoro e non solo!

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