La body positivity: un racconto personale ft. Ena Luz Orozco

Benvenuti! Nel mio variopinto gruppo di colleghi, ho avuto modo e piacere di conoscere Ena, con cui ho discusso un argomento piuttosto delicato che ha catturato la mia attenzione: la body positivity.

Essendo stato in passato spesso ridicolizzato (e altro ancora) per difetti estetici, ho trovato i racconti di Ena molto vicini a me e ho voluto approfondire l’argomento tramite un’intervista.

Per cui, Ena ti ringrazio per aver deciso di partecipare a quest’intervista per il blog Pillole di Folklore e Scrittura. Vuoi iniziare spiegandoci cos’è, in dettaglio, la body positivity, e com’è nato il tuo interesse per l’argomento?

Ciao Gabri! Grazie per questa domanda, ti sembrerà curioso, ma non esiste una vera e propria definizione di body positivity, non esiste nei dizionari ed online ci sono una serie infinita di articoli che si contraddicono tra di loro.  Posso dirti che per me si tratta di una vera e propria “Rivoluzione” perché è un concetto semplice, ma purtroppo difficile da ascoltare: “Tutti i corpi sono belli e degni di essere rappresentati. “

Il motivo per cui la body positivity ha cominciato ad avere tutta questa  importanza per me è perché l’ho vista come un’ancora di salvezza contro l’oppressione di un modo fisso e “standardizzato” di guardare il corpo che, in definitiva, fa sentire davvero chiunque a disagio.

La body positivity però non è propriamente questo: certo, la body positivity afferma che tutti i corpi sono validi, ma si concentra e parte soprattutto da quei corpi considerati non conformi dalla società, ovvero grassi, neri, trans o disabili.

Lo scopo quindi non è tanto imparare ad amarsi così come si è quanto combattere per eliminare le discriminazioni a cui siamo sottoposti in campo lavorativo, in campo medico, nella rappresentazione mediatica, nell’accessibilità, nella vita in generale. Ecco perché è davvero importante: perché significa per me riappropriarmi di una dignità che a lungo mi è stata negata attraverso risate, battute, nomignoli, atti discriminatori, microviolenze e la concezione che come persona valessi meno a causa del mio corpo.   

Sai dirci, invece, adesso, in che momento storico e in che contesto questo movimento ha iniziato a prendere forma, e come poi si è sviluppato nel corso del tempo?

Trova le sue radici nel movimento “Fat acceptant” nato negli Stati Uniti con la seconda ondata del femminismo negli anni sessanta.

Nella seconda metà degli anni ‘90 vediamo già nascere il termine “body positive” ed intorno agli anni 2011-2012 molte case di moda hanno iniziato ad utilizzare fisicità diverse ed è qui infatti che nascono le prime “modelle curvy” ed i media iniziano a diffondere il messaggio: “amati a prescindere dalle tue imperfezioni. “

È da qui che effettivamente poi grazie ai blog, le varie community ed i social la rivoluzione si sta espandendo!

Ci sono storie o eventi personali, al riguardo della body positivity, che senti di voler condividere?

Si! A livello personale sento di potermi definire un’attivista del movimento, tutto è nato nell’agosto del 2018 quando partecipai al video clip di una canzone estiva che si chiama “soy curvy, soy sexy” creata da un’influencer e modella Laura Brioschi.

Questo video aveva la funzione anche di pubblicizzare la collezione di costumi da bagno di Laura, quindi dopo quasi 20 anni indossai il bikini a due pezzi! È stata un’emozione, io mi sentivo bene, mi sentivo bella, ma cosa era cambiato? Ero insieme alle ragazze del video, che poi negli anni sono diventate le mie migliori amiche e non so, per la prima volta non mi sono sentita quella strana, quella diversa! Ero insieme a 25 bellissime ragazze ed insieme ci siamo divertite un sacco, il video è stato girato al Samsara di Riccione, un posto dove non sarei mai andata prima, perché lo ritenevo un locale esclusivo per gente figa, ma ora so che lo sono anche io!

A Marzo del 2019 ho partecipato alla body positive Catwalk in piazza Duomo a Milano. Organizzata sempre  da Laura Brioschi. Posso dire che qui ho vissuto un’esperienza trascendentale, mi è cambiata la vita.

Ero insieme a ragazze meravigliose provenienti da tutto il mondo, siamo arrivate nella piazza, ci siamo spogliate e siamo rimaste in costume da bagno ed abbiamo sfilato come se fossimo state su una passerella!

Spesso mi è stato chiesto cosa avessi provato in quel momento e rispondo sempre così: è come se mi fossi svuotata di tutte quelle paure, incertezze, frustrazioni che ho portato dentro di me per anni e mi sia riempita di vita, di fierezza e di forza. Le persone intorno a noi erano incredule, non capivano cosa stesse succedendo, anche perché si è svolto tutto tipo “flashmob” però ci hanno sostenute un sacco! È stato meraviglioso!

A questo punto ne sentì la necessità!

Quindi abbiamo replicato l’inverno seguente, dove eravamo questa volta più di 200 persone! Un evento pazzesco che si è fatto conoscere! Molte testate giornalistiche ed anche Fanpage.ti ci ha dedicato dei servizi molto belli a mio parere!

Abbiamo portato la catwalk anche nella capitale, il 31/12/2019 di fronte al Colosseo!

Mi ricordo che nel viaggio in treno per arrivare a Roma conobbi una coppia di ragazzi che avrebbero trascorso il capodanno li.. abbiamo parlato, gli ho parlato del progetto e alla fine sono venuti a sfilare con me! È stato fantastico!

Ovviamente il progetto stava prendendo forma, avevamo preso i contatti per portare la bodypositive catwalk in giro per il mondo, per ora abbiamo dovuto sospendere per via della Pandemia, ma contiamo di tornare quanto prima!

Cosa pensi invece di procedure di marketing finalizzate a promuovere la body positivity, o di mode, come ad esempio la moda curvy, quando vengono ostentate?

Molte case di moda come ti dicevo prima sono riuscite ad essere totalmente inclusive, alcune ci stanno lavorando, spesso ci riescono e spesso no. Ti dico questo perché ancora viene definita “curvy” una normalissima taglia 44..  bisogna ancora lavorarci su! Ma sono fiduciosa nel futuro!

Cosa pensi del fatto che, quotidianamente, milioni di persone, ad esempio giovani ragazzi a scuola, vengano maltrattati per difetti estetici? Pensi che il modo di educare sulla bellezza estetica e interiore debba cambiare?

Sono davvero convinta del fatto che i giovani di oggi abbiano sicuramente una mente molto più aperta di quella che potevamo avere noi quando andavamo a scuola. Nessuno era abituato alla diversità, e quindi il diverso veniva sempre ghettizzato, deriso o peggio ancora bullizzato. Posso confermarti che spesso  dietro alla maggior parte degli hater si nascondono persone con età media 30-40 anni o più! Persone che non sono abituate a confrontarsi, terrorizzati da chiunque sia diverso da loro, fino ad odiarlo, ecco che qui poi si sviluppa il tutto in omofobia, fatfobia ed altre paure estreme. Ovviamente tutto questo non giustifica la violenza di cui veniamo a conoscenza purtroppo tutti i giorni.

Il senso civico dei giovani sta cambiando e questa cosa spesso mi commuove.

Ci sono dei messaggi personali che vorresti liberamente condividere?

Durante questi anni di attivismo, sono stata anche in diversi licei per parlare del progetto della bodypositive catwalk e di inclusività. Ho notato davvero molto interesse per l’argomento e questo mi da molta forza ed ha aumentato la mia autostima perché so che sto facendo una cosa utile!

Diciamo che sono sempre stata una minoranza, quella “straniera con il nome ed il cognome strano, quella cicciona, quella lesbica”

Purtroppo per anni ho dubitato di me stessa a causa di questi additamenti perchè so che venivano fatti con negatività, con il solo scopo di ferire.

Le cose per fortuna sono cambiate perché sono riuscita ad avere molta più consapevolezza di me stessa, sono riuscita a “spogliami”dai pregiudizi e spero che questo possa accadere anche a tutte le persone che si sentono “non abbastanza”solo per colpa di un giudizio non richiesto.

Non bisogna mai permettere a nessuno di farci sentire sbagliati!

Grazie Gabriele, per l’opportunità che mi hai dato con questa intervista, è stata davvero un breve, ma intenso viaggio e sono davvero felice di averlo condiviso con te!

Autore: Gabriele Glinni

Dottore in Mediazione Linguistica con riguardo verso la traduzione specialistica. Amante della scrittura creativa e autore del romanzo Ascend-ent. Sostenitore dell'arte della composizione di messaggi efficaci ed eloquenti.

1 commento su “La body positivity: un racconto personale ft. Ena Luz Orozco”

  1. “Il senso civico dei giovani sta cambiando e questa cosa spesso mi commuove”: è verissimo, ed è la cosa che più mi dà speranza per il futuro, vedere che i ragazzi di oggi sono diversi – e migliori – di come eravamo io e i miei coetanei alla loro età. Lavorando nella scuola sono a contatto con loro tutti i giorni, e devo dire di avere molta più fiducia in loro che nelle persone di 40+ anni.
    Concetto bellissimo e intervista davvero interessante. Sebbene non mi possa considerare affatto sovrappeso in passato lo sono stato e ne ho sofferto tanto; ancora oggi ho spesso dei problemi a guardarmi allo specchio, problemi che, mi rendo conto, principalmente sono nella mia testa, per cui è salutare leggere le storie di coloro che sono riusciti ad affrontare questo demone e a vincerlo. Tanta stima per Ena!

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