Sinossi, come si scrive? Alcuni consigli utili

Scrittura-pixabay

La sinossi rappresenta uno dei principali incubi della maggior parte degli scrittori. Si tratta di un riassunto della propria opera, in grado di far capire in poche righe a figure come l’editore o l’agente letterario, lo svolgimento della trama e i temi affrontati. Non dev’essere confusa con la quarta di copertina, il cui obiettivo è ingolosire un potenziale lettore senza svelare i colpi di scena più grossi.

Un limite che spaventa

Perché è così difficile scrivere la sinossi? Per come la vedo io, molti scrittori sono talmente abituati a prendersi tutto lo spazio necessario per sviscerare le tematiche che stanno loro a cuore da andare in crisi di fronte a un limite di parole. In linea generale, infatti, la sinossi ha una lunghezza massima di 2000 battute, anche se il numero può variare in base alle esigenze delle case editrici. Inoltre, non sempre è facile valutare con lucidità quali scene sono indispensabili per la comprensione della trama e quali invece si limitano ad aggiungere un po’ di “colore”. Per raggiungere l’obiettivo, lo scrittore deve staccarsi emotivamente dalla propria creazione e analizzarla con freddezza. Anche chiedere aiuto a un amico o a un beta reader può essere una buona strategia per portare a casa il risultato.

L’importanza di non omettere nulla di importante

Non bisogna lasciarsi prendere dalla paura di “fare spoiler”. La sinossi, come accennato, serve a dei professionisti per fare una prima valutazione dell’opera e capire se può valere la pena o meno leggerla da cima a fondo. È quindi necessario anticipare tutti i colpi di scena, così da consentire all’editor o all’agente letterario di avere un quadro completo. Sempre per questo motivo bisogna evitare di esprimere giudizi, positivi o negativi, sulla propria storia. L’autore deve limitarsi a essere il più neutro possibile e lasciare ogni giudizio di valore a chi andrà a leggere la sinossi e il manoscritto.

Cosa si deve inserire nella sinossi?

La sinossi dev’essere tanto completa quanto concisa e includere i passaggi essenziali della trama. Bisogna partire dall’inizio e arrivare al finale, passando per tutti i “nodi” essenziali alla comprensione della storia e dei messaggi che si desidera trasmettere ai lettori. Per capire cosa inserire nella sinossi è opportuno farsi delle domande precise sul proprio libro, magari cercando di mettersi nei panni di chi si approccia alla sua lettura senza alcuna conoscenza pregressa. Compiendo questo piccolo esercizio di immedesimazione diventa facile capire che è importante spiegare quali sono i personaggi, che obiettivi vogliono raggiungere, quali sono gli eventi che li spingono a cambiare, qual è il contesto nel quale si muovono ecc.
È importante anche far capire, in modo implicito o esplicito, quali sono il target di riferimento e il genere a cui appartiene l’opera. Il tutto dev’essere scritto utilizzando la terza persona singolare del presente indicativo.

Il superfluo

Che cosa bisogna omettere dalla sinossi? Dipende da romanzo a romanzo, ma in linea generale è bene evitare di parlare delle trame secondarie, soprattutto se non hanno un grande impatto sulla storia principale. Anche i personaggi che non spostano in alcun modo gli equilibri del racconto possono essere omessi. Nel complesso, è bene lasciare da parte tutti quegli elementi di contorno senza i quali la storia funzionerebbe comunque. Facendo un esempio, in “Harry Potter e il calice di fuoco” la sottotrama del C.R.E.P.A., pur essendo carina e funzionale al percorso di crescita di Hermione, non ha un reale impatto sulla parte centrale del libro e quindi potrebbe essere tranquillamente omessa in un’eventuale sinossi.

Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e sono l'autore del romanzo urban fantasy "I Guardiani dei Parchi". Nella vita faccio il giornalista, ma qui su Wordpress gestisco il blog "Pillole di Folklore e Scrittura", dove parlo di libri, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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