I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Quinta parte (dal 2011 al 2015)

Steins;Gate

A più di un anno di distanza dall’ultima puntata (questa rubrica è iniziata nel 2022, santo cielo!), torna il viaggio nel tempo più amato da grandi e piccini dopo quelli di Doctor Who. Stavolta scoprirete quali anime del quinquennio 2011-2015 mi hanno colpito di più, tenendo conto della prima trasmissione sulle emittenti nipponiche (anche se tutto sommato ci stiamo avvicinando parecchio al periodo dei simulcast, quindi il divario dovrebbe ridursi sempre di più). Come sempre potrò scegliere un singolo “anime dell’anno” ma non mancheranno varie menzioni speciali. Di seguito vi lascio tutti i link per andare a recuperare le altre parti:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

2011: Steins;Gate

Una scena tratta da Steins;Gate

L’avevo menzionato nella prima parte di questa rubrica, quindi immagino che non sia una sorpresa per nessuno lol Steins;Gate è uno dei miei anime preferiti in assoluto e in generale ritengo la sua storia una delle migliori mai scritte sul tema dei viaggi nel tempo. La trama è intrigante e si dipana poco per volta, dando allo spettatore il tempo necessario per assimilare i vari concetti introdotti e iniziare a fare teorie. L’atmosfera, inizialmente abbastanza spensierata, diventa più cupa con il passare degli episodi, fino ad arrivare a un evento cardine che spazza via ogni parvenza di normalità residua e spiana la strada verso uno dei climax più avvincenti di sempre.

A primo impatto i personaggi potrebbero sembrare un po’ delle macchiette, ma basta pazientare un po’ per rendersi conto che in realtà sono tutti più sfaccettati e profondi di quel che lasciano trasparire.

La prima menzione d’onore spetta a Puella Magi Madoka Magica, anime nato per prendere ogni aspettativa dello spettatore, appallottolarla e gettarla nel cestino. Dietro a un’estetica carina e a delle premesse che riportano subito alla mente i classici del genere majokko, si cela un’opera oscura e senza pietà, nella quale i personaggi sono destinati a soffrire male dall’inizio alla fine (circa). A rendere ogni episodio memorabile ci pensano le contaminazioni stilistiche, che diventano più evidenti che mai durante le battaglie con le streghe, contraddistinte da sfondi che sembrano usciti da un quadro surrealista. Degna di nota anche la colonna sonora, alla quale hanno contribuito anche le talentuose Kalafina con il brano “Magia”.

Restando in tema di sofferenza, la seconda serie del 2011 che si merita una menzione speciale è Ano Hana (o Ano hi mita hana no namae o bokutachi wa mada shiranai per gli amanti della completezza). Si parla di crescita, addi improvvisi e rimpianti con i quali è necessario fare i conti prima che sia troppo tardi. Le lacrime sono garantite, soprattutto durante l’ultimo episodio (io perlomeno le ho versate).

2012: Robotic;Notes

L’anime di Robotic;Notes non raggiunge neanche per sbaglio la qualità di Steins;Gate – non ho problemi ad ammetterlo – però resta comunque l’opera del 2012 che reputo più gradevole tra quelle che ho visto finora (magari quando colmerò qualche lacuna grossa come una voragine la situazione cambierà). È una serie della quale conservo un bel ricordo, anche se in tutta onestà non ricordo granché della trama (meglio, quando giocherò alla visual novel resterò più sorpreso u.u).

Per quanto riguarda le menzioni speciali, preferisco limitarmi a citare Kamisama Kiss, serie che ho recuperato due o tre anni fa e che ha saputo intrattenermi bene, grazie soprattutto alla scrittura dei personaggi principali e al giusto mix tra avventure soprannaturali e momenti slice of life.

2013: Attack on Titan/Shigenki no Kyojin

Sono più affezionato al manga, ma non posso comunque negare i numerosi pregi di questo adattamento. La sola colonna sonora vale il prezzo del biglietto, perché aiuta un sacco a rendere le scene memorabili. Tra l’altro nell’opera originale gli scontri con i giganti tendono a essere abbastanza confusionari, mentre nell’anime è più facile seguire l’azione e le probabilità di perdersi per strada qualche passaggio importante si riducono di molto. La trama è solida e fedele a quella del manga e lo stesso vale per i personaggi, la cui evoluzione è in molti casi degna di nota.

Sebbene Love Live! School Idol Project non sia propriamente un capolavoro, resta comunque un anime che per un certo periodo di tempo (più lungo di quel che sono disposto ad ammettere) è entrato a far parte della mia vita assieme al quasi omonimo gioco per smartphone (School Idol Festival). Il punto forte della serie sono le canzoni (tra cui la mematissima Snow Halation), però pure le interazioni tra le varie protagoniste sono godibili e in alcuni punti può pure capitare di commuoversi un po’. Mentre scrivo mi sta venendo voglia di fare un rewatch ahahah

P.S.: La mia preferita era Hanayo u.u

Un altro anime del 2013 che voglio citare è The Devil is a Part-Timer, un reverse isekai in cui il re dei demoni si ritrova a vivere sulla Terra come un essere umano comune e deve lavorare in un fast food per sopravvivere. Le situazioni proposte sono parecchio divertenti: vedere chi proviene da un altro mondo costretto ad adattarsi alle regole regala spesso delle risate genuine. Non mancano neppure degli episodi più tesi e pieni d’azione.

2014: Your Lie in April

Ho amato questa serie soprattutto per il percorso di crescita dei personaggi. La chimica tra Kaori e Kōsei è presente fin dalla loro prima interazione e non fa altro che diventare sempre più forte con il passare degli episodi. A unirli è soprattutto la musica, passione che Kōsei riscopre poco per volta dopo un trauma che l’ha portato a non udire più il suono prodotto dai tasti del pianoforte. Le scene incentrate sulle esibizioni musicali sono potentissime: non solo sono accompagnate da dei brani meravigliosi, ma anche dalle emozioni dei personaggi, che grazie all’arte riescono a mettersi a nudo e a far trasparire sentimenti che in circostanze diverse non sarebbero riusciti a confessare. Il finale della serie è uno dei più memorabili di sempre (non dico altro per evitare spoiler).

Non sono esattamente un grande fan di Tokyo Ghoul, però ho comunque apprezzato la prima serie dell’anime. L’idea di una trasformazione che rende impossibile mangiare qualsiasi cibo diverso dalla carne umana è intrigante, così come scoprire le dinamiche della “società” dei Ghoul attraverso gli occhi di Kaneki. Sicuramente è una serie alla quale vale la pena provare a dare una chance.

2015: One Punch Man

Con il passare del tempo il mio entusiasmo nei confronti di One Punch Man è abbastanza scemato, ma ancora oggi riguardo sempre con estremo piacere alcune scene della prima stagione quando mi capitano sui social. L’idea del protagonista fortissimo fin dall’inizio mi è sempre piaciuta: se da un lato permette di creare delle situazioni molto divertenti, dall’altro aiuta anche a portare avanti una riflessione sulla noia di chi ha raggiunto l’apice in un certo aspetto della propria vita e fatica a trovare nuovi stimoli. Oltre a Saitama ci sono tanti altri personaggi interessanti, tra cui Genos e Mumen Rider, capaci di rubare la scena in modi molto diversi. Del resto quando il protagonista può risolvere tutto con un pugno solo, servono dei comprimari efficaci per portare avanti le scene di combattimento più classiche!

Tra le menzioni speciali metto Sound! Euphonium, serie che ha in comune con Your Lie in April l’ampio spazio dedicato alla musica e alle relazioni tra i personaggi. Pure qui c’è un percorso di crescita molto convincente, unito a un legame a metà tra l’amicizia e l’amore che fino all’ultimo ha giocato con le mie aspettative (per poi tradirle nel modo più crudele possibile).

Un anime in cui la relazione romantica è stata gestita in modo più efficace è My Love Story!!, incentrato sulle difficoltà in amore di un ragazzo che, pur avendo un aspetto minaccioso, ha un cuore d’oro. Il modo in cui si sviluppa il legame tra Takeo e Rinko è dolcissimo e si evolve in modo naturale, lasciando lo spettatore appagato dall’inizio alla fine. Il vero GOAT è però Suna, il migliore amico di Takeo, sempre pronto a fare di tutto per aiutare l’amico a essere felice.

Infine, devo per forza menzionare Prison School, serie fuori di testa che, nonostante alcune esagerazioni evitabili, mi ha divertito tantissimo, spingendomi anche a tifare tantissimo per un pairing (Hana x Kiyoshi, se siete curiosi). Non ho problemi a capire la posizione di chi l’ha detestata (non è per tutti), però a me è davvero rimasta impressa.

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Autore: Alessandro Bolzani

Mi chiamo Alessandro e, oltre a essere un giornalista, sono l’autore del libro urban fantasy Cronache dei Mondi Connessi – I difensori del parco, edito da PAV Edizioni. Nel 2023 ho vinto il concorso Sogni di Fantasy 2 con il racconto Sylenelle, ladra di sogni. Collaboro anche con la rivista Weirdbreed, per la quale ho realizzato il racconto La carne più buona del mondo, alcuni articoli e delle interviste. Nel mio blog, Pillole di Folklore e Scrittura, parlo di libri, scrittura creativa, mitologia, credenze popolari e, in generale, di tutto ciò che mi appassiona.

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