I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Sesta parte (dal 2016 al 2020)

Incredibile ma vero, ci stiamo avvicinando al presente! So che nel titolo di questa rubrica ci sono delle date ben precise (dal 1991 al 2021), ma da quando l’ho iniziata è passata parecchia acqua sotto ai ponti, quindi posso già dirvi che ci saranno ancora due puntate: quella di oggi (dal 2016 al 2020) e l’ultimissima (dal 2021 al 2025). Dopodiché penso che passerò a dei recap annuali simili a quelli che faccio per i videogiochi.

Bando alle ciance, è arrivato il momento di passare al sodo! Ma prima vi lascio tutti i link per recuperarvi le parti precedenti della rubrica:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

QUINTA PARTE

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Dandadan: quando un anime ti chiede pazienza (e poi ti ripaga)

Ci sono anime che ti prendono per mano dal primo episodio.
E poi c’è Dandadan, che invece sembra dirti:
“Se non mi capisci subito, problema tuo”.

Io, infatti, non l’avevo capito.
La prima volta avevo mollato senza troppi rimpianti.

L’impatto iniziale: fascinazione e rigetto

I primi episodi di Dandadan sono strani. Non strani nel senso “originali”, ma strani nel senso “ma perché?”.
Ti intrigano subito con un’idea potenzialmente potentissima: alieni e fantasmi esistono entrambi, e convivono nello stesso mondo narrativo senza che uno smentisca l’altro. È una premessa che promette caos controllato, collisione di immaginari, possibilità infinite.

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Nana (anime) – Recensione

Quest’anno ho fatto una cosa che, emotivamente, equivale a rimettersi a parlare con un ex che sai ti farà male:
ho rivisto Nana.
L’ho fatto con mia moglie, quindi con testimoni, commenti a caldo e sospiri sincronizzati. E sì: Nana resta un anime iconico, affascinante, doloroso… ma anche tremendamente imperfetto.

La storia parte benissimo.
Due ragazze, stesso nome, stesso treno, direzione Tokyo.
Sembra quasi una coincidenza romantica, e invece è una dichiarazione d’intenti.

All’inizio tutto sembra semplice:

  • Nana Komatsu (Hachi): sognatrice, emotiva, ingenua.
  • Nana Osaki: rock, cinica, apparentemente pragmatica.

Poi Nana fa quello che sa fare meglio: ti frega.

Andando avanti scopri che le etichette non reggono:

  • Hachi, quella “leggera”, diventa sempre più decisa sul suo desiderio di famiglia e stabilità.
  • Osaki, la “forte”, si rivela fragilissima, terrorizzata dall’abbandono e incapace di reggere i legami senza soffocarli.
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I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Quinta parte (dal 2011 al 2015)

A più di un anno di distanza dall’ultima puntata (questa rubrica è iniziata nel 2022, santo cielo!), torna il viaggio nel tempo più amato da grandi e piccini dopo quelli di Doctor Who. Stavolta scoprirete quali anime del quinquennio 2011-2015 mi hanno colpito di più, tenendo conto della prima trasmissione sulle emittenti nipponiche (anche se tutto sommato ci stiamo avvicinando parecchio al periodo dei simulcast, quindi il divario dovrebbe ridursi sempre di più). Come sempre potrò scegliere un singolo “anime dell’anno” ma non mancheranno varie menzioni speciali. Di seguito vi lascio tutti i link per andare a recuperare le altre parti:

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE

QUARTA PARTE

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Il film di Chainsaw Man merita di essere visto?

Risposta breve: “Sì, corri al cinema!”

La risposta lunga la trovate nelle prossime righe, che spero potranno convincervi a dare una possibilità alla pellicola tratta dal manga di Tatsuki Fujimoto!

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Yu-Gi-Oh! censurato: quando le pistole spariscono e i cattivi indicano minacciosamente

Chiunque abbia visto Yu-Gi-Oh! da bambino ricorda con affetto le carte brillanti, i duelli epici e… la totale assenza di pistole, sangue, morte, o strangolamenti in diretta. Ma basta aprire un volume del manga originale di Kazuki Takahashi per capire subito che qualcosa non torna. O meglio: qualcosa è stato censurato, addolcito, sminuzzato, bollito e servito con contorno di “amicizia è magia”.

Benvenuti nel meraviglioso mondo della censura televisiva, dove un tizio con una corda al collo diventa solo “molto arrabbiato”, dove le pistole diventano indici minacciosi, e dove un Faraone millenario passa dall’essere un sadico giustiziere psichico a un simpatico life coach egizio.

Nell’articolo a seguire, uno studio di come la rivisitazione della censura possa stravolgere fino alle radici i vibes di un prodotto in origine completamente diverso.

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Solo Leveling: la scrittura che accende il desiderio di crescita infinita (e perché mi ci rivedo)

Quando ho iniziato a leggere Solo Leveling, non potevo immaginare quanto mi avrebbe coinvolto.
All’inizio sembrava “solo” un’altra storia action: un protagonista debole, una società divisa in classi di potere, un sistema di crescita a livelli.
Ma poi, andando avanti, ho capito: Solo Leveling non parla solo di combattimenti.
Parla di trasformazione.
Parla di risalire dal fondo, di crearsi da zero, di costruirsi con fatica, giorno dopo giorno, senza che nessuno ti regali nulla. A seguire una recensione un po’ diversa dalle solite.

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Naruto Shippuden – Recensione anime episodi 243-Fine

Il personaggio di Naruto continua il suo sviluppo umano e personale e viene a conoscenza di nuovi importanti aspetti del suo passato; rispetto all’inizio della storia ha avuto dei cambiamenti marcati che ora più che in passato ne giustificano l’innalzamento a punto di riferimento per la comunità.

Apparentemente sempre positivo e combattivo, nasconde un lato oscuro che è in grado di abbracciare e neutralizzare per imparare a controllare il kyubi. Conosciamo la storia dei precedenti jinchuriki della volpe a nove code attraverso il racconto di Kushina, la straniera portata alla Foglia per sostituire la vecchia Mito. Il passaggio di consegne tra le due è pesante: con calma, Mito spiega a Kushina ciò che l’attende, cercando di tranquillizzarla sebbene il passaggio di consegne per lei voglia dire morire.

Sasuke, d’altro canto, naviga a vista tra cambiamenti repentini e imprevedibilità. Nel Team 7 si era costruito una nuova famiglia in cui il genio era lui, adorato da Sakura, ammirato da Kakashi e con un Naruto goffo al quale paragonarsi uscendone sempre vincitore. Migliorato Naruto, fugge, ma ci riprova col Team Taka, faticando anche stavolta a rimanere fermo nelle sue risoluzioni.

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I miei anime preferiti (uno per anno) dal 1991 al 2021 – Quarta parte (dal 2006 al 2010)

Il mio tuffo nel passato prosegue nella quarta parte di questa rubrica aperiodica. Oggi tocca agli anime usciti tra il 2006 e il 2010. Siccome si tratta di annate pienissime, cercherò di soffermarmi solo sulle serie che mi hanno colpito di più, senza dilungarmi troppo su ogni singola menzione speciale. Prima di procedere ecco i link per recuperare le “puntate precedenti”: PRIMA, SECONDA E TERZA.

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Principessa Mononoke – Recensione

Principessa Mononoke è un film di animazione incentrato sulla contrapposizione tra l’uomo e la natura, difesa da divinità animali. E’ ambientato in Giappone in un’epoca lontana resa con il linguaggio arcaico dei personaggi.

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