Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 2: Il salvatore

La seconda parte di Il Salvatore segna il punto più alto (e più oscuro) di tutta la serie fino a questo momento (escludendo la morte di Ayane probabilmente). Qui Wolf non è solo l’avvocato che conosciamo, ma un uomo trascinato dentro una spirale di verità scomode, vecchi fantasmi e conflitti personali laceranti. Dal processo contro Blade e Alfredo fino allo scontro finale contro chi non avrebbe mai voluto scontrarsi, questa fase del caso è un crescendo di rivelazioni, tensione e dolore emotivo.

Solite premesse di scrittura: il punto in cui arriveremo era la mia “altra idea” per uscire dagli schemi della tipica assistente Ace Attorney. E, lo dico subito, chi ha scritto Dual Destinies grazie al cielo non ha avuto le palle, detto in modo molto grezzo, per ripetere la stessa idea con una certa avvocatessa ginger. Ma l’hanno accarezzata. Capirete subito cosa intendo. Perché, proprio lo scontro finale di questo processo aprirà un’era, per così chiamarla, nel mio universo narrativo.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 4, parte 1: Il salvatore

Ahhh, Il salvatore… uno dei miei casi più ambiziosi e il più lungo che ho scritto (51 capitoli, di cui ben 4 udienze e 2 indagini), è un caso che sono costretto a dividere in due articoli data la lunghezza, la mole di cose che avvengono sia a livello di indagini/caso, sia a livello personale di Wolf con altri personaggi.

Si tratta della summa di tanti plot point aperti finora, tra cui il caso ML-1, e in generale parecchi misteri (riguardanti Lucious, Salinne, Lilith, ecc) iniziano a srotolarsi e a prendere forma.

Al tempo fu un caso veramente divertente da scrivere sia per come l’avevo iniziato (capirete a breve), sia per la natura delle figure chiave del caso: Fantom Dethlone (che discuteremo soprattutto nella seconda parte) e Lilith Light.

C’è tanta ispirazione da Trauma Center, Death Note e, oltre a servire da chiusura all’ML-1, apre le porte per finale, quindi si può dire che quasi un two-parter con il caso 5 (Desiderio d’amore).

Senza perderci in ulteriori indugi, iniziamo pure.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 3: Incubo psicologico

Il terzo caso di Fighting For Truth, intitolato “Incubo Psicologico”, è probabilmente il più intimo, crudo e personale dell’intera saga finora. Un processo che, sotto l’apparente follia narrativa, ci porta dritti nel cuore delle cicatrici lasciate dal bullismo, dall’abuso domestico e dall’emarginazione sociale.

Si tratta di un caso che scrissi come vittima di queste circostanze, quindi ce l’avevo fresco di sfogo. Lo dico chiaramente: al liceo sono stato vittima non solo di bullismo, ma anche di molestie, e questo fu il mio modo per sfogarmi. Inizialmente l’idea era un caso riguardante l’impiccamento di una o più persone in una foresta (stile Aokigahara), poi ho voluto inventarmi qualcosa di molto più complesso, intricato e, allo stesso tempo, irrisolvibile.

Catapulte che sparano corpi in punti strategici del quartiere. Yep.

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La Strixina arriva in Sicilia: Antonella Aversente porta a Milazzo la magia di Revence e delle sue parole

Dopo il successo della sua partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino, Antonella Aversente si prepara a conquistare un nuovo pubblico. Il prossimo 8 Agosto 2025, sarà infatti Milazzo ad accoglierla per un evento speciale, organizzato dall’Associazione Teseo, interamente dedicato a lei e al suo romanzo d’esordio: Revence.
Nota al grande pubblico per la sua attività su Instagram, dove è conosciuta come La Strixina, Antonella è molto più di una scrittrice: è una voce autentica e profonda che da anni racconta emozioni e sensazioni, attraverso post che toccano l’anima. La sua pagina è seguita da oltre 27.000 persone che ogni giorno interagiscono con lei, lasciando commenti, messaggi e riflessioni. Non si tratta solo di numeri ma di un vero e proprio legame umano fatto di fiducia, ascolto e condivisione.

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L’amore di un autore per i propri personaggi (e cinque anni di distacco forzato)

Ho iniziato a scrivere quando avevo 15 o 16 anni. Ora ne ho 32. Fate un po’ i conti: vuol dire che la mia adolescenza, la mia crescita e una buona parte della mia anima sono rimaste infilate tra le pagine di quelle storie (di cui sto attualmente pubblicando una serie di riassunti). Storie che hanno visto la loro fine a dicembre 2019, quando io e chi condivideva con me questo universo abbiamo deciso che era tempo di mettere un punto.

Poi, il 2020. Quell’anno in cui tutto il mondo è andato a pezzi. La persona con cui condividevo il lavoro non c’è più, e, di riflesso, io mi sono ritrovato a blindare quelle storie “a forza”, a metterle sotto chiave nella mia mente, come se fossero una parte di me troppo dolorosa da toccare.

Ma la verità è che lì dentro c’erano pezzi di cuore, risate, rabbia, e sì, anche lacrime. Wolf Lonnie, Lilith Light, Saria Lonnie, Lucious Lowiss, Sean O’Quinn, Mihael Chamilion, Ayane Taubey, Thomas Lonnie, Blade Swordmaster, Gabrielle Lonnie… non erano solo nomi. Erano il mio modo di vivere le emozioni senza filtri. Erano un prolungamento di me stesso, forse anche un modo per imparare chi ero davvero.

Il problema? Quando ti strappi di dosso una parte di te, non resta solo il vuoto. Resta la sensazione che nulla abbia lo stesso sapore. Da scrittore, mi sono ritrovato improvvisamente incapace di dare la stessa intensità alle parole. Le nuove storie mi sembravano parzialmente fredde, o comunque non completamente cariche come volevo, come se qualcuno avesse spento un interruttore interno.

Eppure, recentemente, qualcosa si è sbloccato. Ho ripreso in mano quei vecchi capitoli, li sto rileggendo con la mia fidanzata, e persino aggiungendo nuove storie. E sapete una cosa? È come se un pezzo di me fosse tornato al suo posto.

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La mia fanfiction su Ace Attorney era un mezzo disastro

Proprio come Gabriele, in passato pure io ho dedicato tempo ed energie a una fanfiction incentrata su Ace Attorney, serie di videogiochi che mi porto nel cuore da quando avevo 15 anni. Tra il 2007 e il 2010 ho portato avanti in modo discontinuo le avventure del giovane avvocato Justin Shield e dei suoi nemici e alleati, senza però arrivare mai a un finale vero e proprio. Se Gabriele ha avuto la pazienza e la costanza di partire da una “semplice” fanfiction e trasformarla poco per volta in un’opera più grande e complessa, io a un certo punto mi sono arreso, lasciando tante storyline senza una conclusione, forse sopraffatto dall’enormità di un progetto del quale, a conti fatti, avevo scritto a malapena il 20% (a essere ottimisti).

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Princess’ Awakening – Turnabout Starfall

Un caso scritto alcuni anni dopo la fine stessa di Fighting for Truth, ambientato tra il secondo caso (Il giudizio del cosmo) e il terzo (che leggerete tra poco), la cosa interessante è che è interamente povvato dalla Salinne che avete imparato a disprezzare nel precedente articolo. Quindi, per quanto mi riguarda, fu il primissimo caso in assoluto scritto dal punto di vista di un procuratore (novità per ciò che concerne Ace Attorney).

Fa parte della serie Princess’ Awakening, con protagonista, per l’appunto, Salinne (e successiva sua vera identità), una collezione di storie di vari tipi (Ace Attorney, investigativo, storie weird) che andranno a formare lo sviluppo del suo personaggio.

Si tratta anche di un caso molto importante in quanto setta due villain fondamentali per la serie, anche se non nell’immediato: Elvis Allgood e Carl Richmond (che, ricorderete, è stato il colpevole del primissimo caso di Wolf Lonnie!).

Si tratta inoltre di un caso ambientato in un Gamestop, quindi parecchio divertente da questo punto di vista, e parte con una premessa intrigante: e se il nuovo avvocato in partenza se la vedesse immediatamente male?

Come sempre, i personaggi segnati con * sono personaggi di altri autori.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 2: Il giudizio del cosmo

E niente, avevo detto che Fighting for Truth sarebbe stata una serie più cerebrale, più matura, più grigia. Però ciò non mi ha fermato dallo scrivere un dibattimento legale… contro un alieno. Sì, avete letto bene. Un alieno. Con tanto di nome impronunciabile, crisi esistenziali cosmiche e un trauma intergalattico alle spalle.

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Secondo anno di scrittura – Wolf Lonnie Fighting for Truth caso 1: Incontri ed enigmi

Lo ammetto. Dopo Il vero epilogo pensavo di aver chiuso. Avevo detto tutto. Morti, drammi, coltellate al cuore (letterali e metaforiche). Poi sono passati mesi, ho respirato, ho guardato Death Note, mi è iniziato a mancare Wolf, e mi son detto: “E se ripartissi con una nuova saga, ma stavolta più cerebrale, più ambigua, più ‘ogni personaggio è una mina emotiva ambulante’?”
L’intento era infatti scrivere personaggi ambigui, moralmente grigi, anziché malvagi o malvagi con traumi.

Dirò di più: i quattro personaggi nella cover di questo articolo, da sinistra verso destra Lilith Light, Wolf Lonnie, Lucious Lowiss e “per il momento” Salinne, sono i quattro personaggi che mi sono portato avanti più di tutti, di cui più ho scritto storie e che più ho fatto crescere. In definitiva penso i miei personaggi migliori come autore.

(e spero che Will Grayson, di Descend-ent, ci riesca lontanamente a competere, appena esce il romanzo)

Nasce così Fighting for Truth, che prende la scena mesi dopo la fuga di Reginald.
Il tribunale è stato ricostruito , ora ha l’estetica Apollo Justice, e Wolf Lonnie… è cambiato.

Altra cosetta interessante: Fighting for Truth l’ho scritto MENTRE avevo finito quasi di pubblicare Wolf Lonnie: Ace Attorney su un forum di Phoenix Wright, e fu la mia primissima esperienza di pubblicazione di un mio lavoro su una piattaforma.

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Casi extra di Wolf Lonnie Ace Attorney: Conflitto furibondo e Il vero epilogo

Conflitto furibondo

Quando penso a Conflitto Furibondo, il secondo dei tre casi extra di questa lunga saga, la parola che mi viene in mente non è “giustizia”, ma “inevitabilità”.

Questa storia, ambientata nel passato rispetto alle vicende principali di Wolf, mette in scena Diego Armando e Mia Fey, un duo affiatato, ma ancora acerbo.
Apro parentesi: scelsi Diego in quanto avevo già inserito il cameo di Godot, e a livello di timeline e tizio interessante cadeva perfettamente, ma non avevo ancora giocato Trials and Tribulations (non era uscita la traduzione ita), quindi mi basai, sia per Godot che Diego, su quanto avevo letto sul sito Court Records (e pare mi vennero entrambi bene).

Diego è già il solito caffè fumante e sarcasmo pungente, Mia è l’astro nascente che si sta formando, ma che non ha ancora dovuto affrontare il peso del “nome Fey” fino in fondo. A condurre l’accusa, il ruvido Neil Marshall, un uomo che ha ben chiaro il confine tra legge e caos — anche se non sempre riesce a stare dalla parte del primo.

Nel mezzo? Un massacro in un ritrovo criminale, un’arma rubata, un cast di criminali disfunzionali e un ragazzino di nome Wolf Lonnie che, a otto anni, già mette a disagio in tribunale più degli imputati stessi, insieme ad Ayane che ha sei anni.

Ma non è per Diego o Mia che questo caso rimane impresso. Lo è per due nomi: Knight Darketh… e suo figlio, Reginald.

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